contro-protesta norvegese

Qui impera un’ipocrisia senza eguali o un’ingenuità senza precedenti. Scrivo perchè ho letto e confrontato. Certo, che può essere facile: dopo 70 e rotti anni! Comunque, faccio spallucce e vado avanti con le mie considerazioni.
E parlo della Norvegia.

Il 7 aprile, cioè ieri, avevo scritto:
Si ha da Londra che le note presentate a Oslo e Stoccolma dai franco-inglesi esigerebbero dalle due nazioni destinatarie la collaborazione al blocco anti-tedesco, offrendo in cambio determinate “garanzie“.
Aggiungo che ho trovato notizia della presentazione di queste note anche da parte di un ufficiale di stanza a Stoccolma che era già stato presente ai colloqui diplomatici tra Gran Bretagna e Norvegia la sera del 4 aprile 1940. La sera del 5, un venerdì, il ministro germanico a Oslo invitò alcuni ospiti di riguardo, tra cui si trovava qualche membro del Governo, alla Legazione ad assistere a uno spettacolo cinematografico. Il film aveva come soggetto la conquista del­la Polonia che culminava nelle scene del bombardamento di Var­savia, in un crescendo di orrore.
La didascalia diceva: «Di tutto ciò possono esser grati ai loro amici inglesi e francesi ». La compagnia si sciolse in un silenzioso smarrimento. Il Go­verno norvegese era in sommo grado preoccupato per l’attività svolta dalla Gran Bretagna. Argomento che tenne viva la conversazione per il restante della serata.
Di qui intanto si evince il fatto che i norvegesi una sera parlano con gli inglesi (con la paura degli inglesi) e la sera dopo, con la stessa faccia, parlano coi tedeschi con i quali fanno anche affari belli danarosi.
Una situazione controversa e irritante
.
Ribadisco che nelle note inviate dal Governo Britannico era mostruosamente chiara l’intenzione inglese di minare le acque norvegesi per ostacolare i tedeschi. Come era chiaro da tempo memorabile il fatto che il Governo di Sua Maestà britannica volesse interrompere il commercio di ferro che da Narvik partiva per la Germania. Perciò i norvegesi non potevano essere all’oscuro di nulla per quanto riguardava le attività britanniche! So che il momento era pressante, ho scritto che i norvegesi erano preoccupati… , quindi
non si poteva cadere dal pero se gli inglesi venivano avanti decisi.

Il comunicato norvegese recita: «Il Governo si riserva il diritto di prendere le adeguate misure cui può dar luogo una simile violazione della neutralità».
Cosa significa? Che si riservano una eventuale dichiarazione di guerra all’Inghilterra? Ma fatemi il piacere!
L’Inghilterra ha già mostrato ampiamente di poter sovraintendere i diritti altrui già dall’episodio dell’Altmark e non esiterà a rifare altrettanto in questo caso.

Il fatto in breve.
Tra le 4.30 e le 5 di mattina dell’8 aprile, quattro cacciatorpediniere inglesi posero un campo minato al largo del Fiordo Occidentale che conduce direttamente al porto di Narvik. Una volta terminata l’operazione, quindi verso le 5 e trenta, venne data comunicazione da radio Londra al mondo ed una nota precisa venne consegnata al ministro degli Esteri norvegese a Londra.
La mattina dell’8 aprile, ad Oslo venne consumata nella stesura del dispaccio di protesta, proprio mentre lo stesso Ammiragliato inglese informava la legazione norvegese che alcune navi da guerra tedesche erano segnalate al largo della costa della Norvegia, mentre si dirigevano verso nord  e presumibilmente verso Narvik. Orzel-submarineVerso le 10.50, alla capitale norvegese giunse la notizia che il sommergibile polacco Orzel aveva affondato una nave da trasporto-truppa tedesca, la Rio de Janeiro.
Interessante, che da una parte questa nave sia chiamata piroscafo e da un’altra diventi invece e direttamente una nave trasporto-truppe.
Il rapporto riferiva che numerosissimi soldati germanici, tratti in salvo dai pescatori norvegesi del luogo, avevano dichiarato di essere diretti a Bergen per aiutare i norvegesi a difendere il loro paese contro i britannici e i francesi.
Germans-in-DanimarcaIntanto, altri eventi stavano per verificarsi.
La Germania era entrata in Danimarca e la notizia giunse in Norvegia soltanto dopo che le truppe tedesche avevano già concluso l’invasione. La Danimarca venne conquistata facilmente dopo una resistenza formale nella quale perirono solo alcuni soldati della guardia del Re.
La Norvegia, in barba ai patti di Oslo, non disse una parola in favore dei danesi, non una lettera di protesta, non un telegramma. Niente.
D’altra parte, è lo stesso atteggiamento riservato alla Finlandia.
A suo tempo.

 

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