Hitler: così sarà il mondo se vinceremo

Oggi sembra diventato difficile reperirlo, senza registrarsi e pagare, insomma: leggerlo. E questa è una cosa che non capisco. E’ un argomento che interesserà una ristretta schiera di persone; un articolo del Corriere pubblicato nel 1968 e chi scrive, datando – Berlino, 23 luglio 1940 XVIII – è Giuseppe Renzetti, colui che R. De Felice definì “l’amico italiano di Hitler“.

Hitler-RenzettiEntrato in diplomazia – dopo una lunga serie di avventure nell’Europa fra le due guerre – e in procinto di trasferirsi dalla Germania alla Svezia come console a Stoccolma, scrive un rapporto il frutto di colloqui con vari gerarchi nazisti, da Darré a Ley, da Lutze a Himmler, su come si presenterà il futuro di una Germania vittoriosa.
Daltronde il momento sembra suggerirlo: l’armistizio con la Francia era stato firmato il 22 giugno e in agosto sarebbe iniziata la “Battaglia d’Inghilterra”.

«Si lavora intensamente, accanitamente, allo scopo di ricercare i mezzi e le misure per vincere, per dominare il dopoguerra; allo scopo di trovare le vie redditizie e meno costose per riuscire a proiettare i prodotti, le idee, le organizzazioni tedesche ovunque sia possibile, le zone militarmente occupate, come nell’Asia e nell’Africa…
Qui si crede e si vuole credere che questa sia in realtà l’ultima guerra, l’ultima tappa verso quella sistemazione pacifica — non pacifista però e quindi protetta da un esercito agguerrito, possente e combattivo, da un sempre possente Soldatentum — nella quale ognuno troverà finalmente  tranquillità, benessere, modo di poter viaggiare… infine di potersi sentire profondamente orgoglioso di essere tedesco e di venire temuto e rispettato in tutto il mondo.
Il lavoro di preparazione dell’azione da svolgere nel dopoguerra, nel campo economico-politico è già iniziato in Germania.
Si può affermare che è già stata iniziata, in qualche zona occupata, l’applicazione di misure facenti parte del piano generale da porre in esecuzione a conflitto terminato».

Scrive Renzetti: «La vittoria deve innanzitutto dare una sanzione anche economica al primato del popolo tedesco, ha bisogno e diritto ad un tenore di vita superiore a quello degli altri popoli: è la teoria, questa, non solo dei teorici del partito ma di altissime personalità tedesche».
Un vasto complesso di operazioni porterà a questo risultato.
Si tratta anche di interventi geopolitici: «Il lavoro preparatorio per immettere nell’agricoltura centinaia di migliaia di famiglie tedesche, per tedeschizzare definitivamente le province prese e riprese alle Nazioni vinte (tra queste l’Alsazia e la Lorena, la zona della Borgogna ove verranno diretti gli ex-altoatesini)… ».

In una decina di pagine, Renzetti definisce una specie di “Fatherland” pronta a dominare, con una struttura già ben delineata, la nuova costellazione europea ed extraeuropea creatasi dopo il vittorioso conflitto mondiale.
L’autore del rapporto era ben introdotto nella Germania hitleriana. Goebbels, nei suoi Diari, scrive: «È stato coinvolto cosi tanto nel nostro partito e nella creazione del nostro Stato che vale quasi come un vecchio nazista». Aveva conosciuto Hitler prima dell’ascesa al potere e si era dato da fare per favorire la traduzione italiana del Mein Kampf da Bompiani.

world-by-Hitler
«Scompariranno totalmente i vari Laender e il Reich verrà suddiviso in tante zone a capo delle quali verranno posti gli Staatshalter dipendenti da un lato dal ministero dell’Interno, dall’altro dal Partito, i quali assumeranno le funzioni degli attuali Oberpraesindenten e dei Gauleiter».
In conclusione del rapporto compilato dal Renzetti c’è anche una nota leggera, del tutto incongrua pensando allo stato della Germania appena cinque anni dopo: «Non si è dimenticata la parte turistica. A Berlino, ad esempio, si vuole costruire un locale mondano (il progetto avrebbe trovato la calorosa approvazione del Fuhrer…) che sia il più bello, il più moderno, il più elegante dell’Europa. Tale locale, per il quale sarebbe già stato trovato anche il direttore, verrebbe riservato agli stranieri, al corpo diplomatico e ai membri della società berlinese».
Tutto, sotto la supervisione e la sorveglianza delle masse e dei singoli, ordinata da Himmler, che imporrà il mantenimento in piena efficienza dei reparti delle formazioni di SS.

Advertisements

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: