curiosità: la triangolazione acustica. in guerra.

Ne avevo accennato nel 2010 e poi ho trovato questa foto:

rilevazione-acusticaquesto è un apparecchio di ascolto della difesa contraerea germanica:
la registrazione sonora è percepita contemporaneamente da due ascoltatori che possono muovere nei due sensi il dispositivo a mezzo dei loro piccoli volanti per ottenere la vibrazione massima. E’ il momento in cui l’apparecchio è puntato; direzione ed altezza vegono letti in un apposito quadrante. Nel 1940.

Tra i nuovi sistemi adottati dal conflitto esiste questo rilevatore sonoro-sismico. Non so se il termine sia del tutto corretto, ma questo apparecchio germanico, senza ovviamente vedere la vampa dello sparo dell’artiglieria nemica e basandosi sui risultati dell’ascolto, con un semplice procedimento geometrico, permette di rilevare con grande esattezza la posizione delle batterie nemiche che sparano.
I tedeschi hanno saputo approntare ottimi registratori automatici che facilitano i calcoli e permettono di non superare errori oltre i 50 metri.
In tal modo, pochi minuti dopo che una nuova batteria nemica apre il fuoco, gli artiglieri della difesa sono in grado di passare alla controffensiva con ottimi risultati.
Per individuare i lavori da mina sotterranei eseguiti dal nemico si usano i sismomicrofoni. Questi apparecchi sono contenuti in una cassetta portatile e vengono inseriti in un circuito con una pila ed una cuffia telefonica. Per l’ascolto, l’apparecchio viene collocato sulla terra nuda. Un certo numero di sismomicrofoni, disposti intorno ad una stazione centrale sorvegliata da un solo operatore, rivelano i rumori sotterranei e danno anche la possibilità di individuare la direzione d’origine.
Più semplice ancora è il geofono che consiste in un piccolo astuccio di legno contenente una lastra di piombo tra due dischi di gomma.
La lastra si pone in vibrazione se attraversata da onde sonore: due tubicini di gomma, muniti alle estremità di cornetti acustici, permettono l’ascolto dei rumori sotterranei. Una bussola collegata all’apparecchio permette anche di individuare la direzione di provenienza.

In atmosfera.

Fino ad ora il problema era quello di vedere se i rumori emessi da un aeroplano in volo consentissero di trarre qualche indicazione relativa alla sua posizione e alla sua direzione di rotta, allo scopo di avvistare per tempo la minaccia delle incursioni aeree.
L’orecchio umano è insufficiente a rivelare tempestivamente l’approssimarsi dei velivoli, in quanto se si è già in grado di percepirlo significa che i nemici sono ormai sull’obiettivo; occorrono orecchie artificiali, apparati elettro-acustici amplificatori capaci di raccogliere i rumori più lontani.
Ovviamente, la rete di avvistamento-ascolto deve essere spinta il più lontano possibile, in modo che ammettendo una velocità di 450 Km l’ora, pari a Km 7,5 al minuto, vi sia tempo sufficiente per dare l’allarme e provvedere alla difesa.

no-radar
Il principio costruttivo degli apparecchi di ascolto è semplice.
Ciascuno di noi può constatare come non sia sempre facile, allorchè si sente un rombo nei cieli, accertarne con sicurezza direzione e provenienza. La sensibilità di percezione è massima in un piano perpendicolare alla nostra testa e passante per le due orecchie.
La maggiore difficoltà di vedere subito un apparecchio, di cui sentiamo il suono, si riscontra infatti quando l’apparecchio stesso vola molto in alto. Ma se ci distendiamo parallelamente a terra a quella della rotta, la ricerca della sorgente sonora diviene più facile.
Nel 1940 esistono molti tipi di ricevitori, sia ad imbuto, sia ad orecchie giganti (di solito 4) composte ciascuna da una quarantina di alveoli collegati con condutture alle orecchie degli ascoltatori (di solito 2: uno per la ricerca in elevazione, l’altro per la direzione).
Il movimento di questi apparecchi è collegato a uno o due quadranti ove si leggono le graduazioni relative alle misure zenitali ed azimutali.
La lettura continua ad intervalli di 5 sec permette di tracciare un diagramma relativo alla rotta e alle variazioni di altezza del velivolo in esame. Ulteriori calcoli stabiliranno poi il punto futuro ove si troverà l’aereo dopo un certo numero di secondi, in modo da poter regolare il tiro della batterie di difesa aerea.
In tal modo così, qusti apparecchi forniscono, di notte, quei dati relativi alla posizione che, solo di giorno, è possibile ottenere mediante gli apparati ottici.
In questo anno, la perfezione dei mezzi a disposizione, la probabilità di colpire è notevolmente aumentata rispetto al passato.
operatore-acustico.

Fino ad ora è stato calcolato che per colpire un aereo fossero necessari 5000-7000 colpi di cannone per abbattere un solo aereo.
In un film, un americano asseriva che ne occorressero quasi 10 mila e perciò, sulla contraerea di una nave, il mucchio dei bossoli sparati diventava un problema dopo un’ora di combattimento perchè formavano una mucchia quasi insuperabile.
Con una frequenza di tiro di 25 colpi per pezzo al minuto, lanciati sino a 9000-10.000 metri di altezza, si organizza una difesa efficiente che costringe gli aerei nemici a bombardare in picchiata al di sopra dei 2000 metri e in volo orizzontale solo al di sopra dei 10.000 metri, costituendo così un serio ostacolo alla precisione delle incursioni aeree.

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