scrivo mentre penso e ripenso…ad Hitler

team557deckNon so se possano essere condivisibili, ma a quest’ora impos notturna mi vengono in mente delle considerazioni che scrivo per potermele rileggere tra qualche tempo, per vedere se sarò ancora della stessa opinione. Per curiosità.

ScrG1Se si prosegue per il sentiero tracciato dalle prove raccolte sulla fuga di Hitler in Argentina (e ne sono particolarmente convinto) – (ci sono troppe prove…) viene naturale chiedersi come una persona possa essere riuscita a vivere fino al 1962 (se non ..1965) con quell’arsenale di malanni e giungere alla età di 73 anni (se non 76) , facendo addirittura una figlia a 57 o più anni e lo trovo perciò un possibile caso miracolato. Come minimo.
Appariva così fisicamente distrutto e depresso all’ingresso dell’aeroporto di Tempelhof, nell’aprile 1945, che nulla avrebbe fatto pensare ad un risveglio di vitalità tale da consentirgli un futuro così prolifico.
Però, ho imparato ad essere un possibilista.
Anche nei casi più improbabili; come quelli di una vita in libertà estremamente limitata, con pensieri di rinascita di un altro Reich e di una rivalsa contro improbabili nemici.
Ma mi chiedo ancora: tra scettici e non scettici, tra revisionisti e creduloni, tra fanatici e quasi-sostenitori della ricerca-innanzitutto, possibile che soltanto un paio di persone nel mondo abbiano avuto la determinazione di mettersi in gioco e andare in Sudamerica a cercare notizie più fondate?
E non dico oggi, ma negli anni ’50, ’60 o ’70?
Ora, diamo per scontato Hitler giunto in Argentina carico di sScrG2oldi, tesori trafugati, documenti e un entourage di persone fidatissime.
Sgombriamo per un attimo il campo da argomenti politici, etici, cosmici o altro. Mi chiedo: quante persone occorrono per ricreare una vita ad una persona così in vista? Per nasconderla e proteggerla per tanti anni? Che risorse bisogna possedere per permettersi di occultare tutte le tracce di una tale esistenza per anni?
Si devono avere delle certezze assolute. Ma devono essere davvero assolute, perché basta una minima fuga di notizie ed è tutto finito.

Considerazione 1. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Non è vero. Fa anche i coperchi. Eccome!
Considerazione 2. Occorre dare un taglio netto a ciò che è stato.
Non è da tutti.
Considerazione 3. Occorre il sostegno di una comunità estremamente fedele.
Come una impenetrabile setta religiosa.

ScrG3Comunque, per divulgare notizie e per aprire la mente a nuove istanze storiche, ecco uno stralcio dell’intervista della redazione del Giornale di diversi anni fa, ad Alessandro De Felice:

«D. Del matrimonio di Hitler che si sa?
«Hitler ed Eva Braun si sarebbero sposati con rito cattolico nella cappella dell’’Estancia San Ramon dopo l’’agosto del 1945.
Il matrimonio nel bunker di Berlino, avvenuto il 29 aprile 1945, avrebbe invece riguardato i sosia di Hitler e della Braun: Gustav Weber, una delle due controfigure delle quali il dittatore disponeva, e una donna sconosciuta».
D. Il Führer ebbe figli?
«Il primo fu Helmut, nato nel 1935, ufficialmente da Joseph Goebbels e Magda Rietschel, moglie del ministro della Propaganda nazista.
In realtà Helmut sarebbe stato il frutto di un tradimento coniugale consumato da Magda con Hitler durante una vacanza sul Baltico.
(ne esistono foto della vacanza in una collezione privata).
Prima di suicidarsi, i coniugi Goebbels lo avvelenarono insieme con le sorelline Helga, 12 anni, Hilde, 11, Holde, 8, Hedde, 6, e Heidi, 4.
ScrG4Poi ci sarebbe Gisela Hoser, o Heuser, nata nel 1937 dall’’atleta tedesca Ottilie Fleischer, detta Tilly: Hitler mise incinta la Fleischer dopo le Olimpiadi berlinesi del 1936. La fonte di questa notizia è Bethe. Il dittatore avrebbe avuto anche una seconda figlia, Ursula, detta Uschi, nata ufficialmente a Capodanno del 1939 in Italia, a Sanremo, da Eva Braun. La gravidanza fu occultata perché Hitler riteneva che il suo ascendente sul popolo tedesco sarebbe scemato qualora non si fosse mostrato totalmente dedito ai destini della Germania. Uschi arrivò all’’Estancia San Ramon nel settembre 1945, proveniente dalla Spagna, via Buenos Aires, tramite Hermann Fegelein. Una terza figlia di Hitler e della Braun sarebbe nata morta nel 1943. August Schullten, ginecologo di Monaco di Baviera che aveva seguito la gravidanza, perì in un incidente d’’auto quello stesso anno. Nel marzo 1945 l’’amante di Hitler concepì un altro figlio.
Era già incinta durante la fuga verso la Patagonia. Burnside mi ha confermato che in Argentina sarebbero vissute due figlie di Hitler. Una di loro, durante gli anni della dittatura del generale Jorge Videla, si presentò al consolato tedesco di Buenos Aires per chiedere d’’essere aiutata a espatriare in Sudafrica. Al funzionario che le aveva spiegato di non poter fare nulla per lei, disse:
“- Ma io sono la figlia di Hitler”! -».

(immagino la faccia di quel funzionario…)

 

 

 

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