regole x i sommergibili

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Alla Conferenza di Londra venne firmata una dichiarazione, facente parte del Trattato firmato il 23 aprile 1930 e incorporata come art. 22, che sanciva le regole per i sommergibili.
La domanda che mi pongo ora è la seguente: se un belligerante (cioè, … colui che è già in guerra) non rispetta le regole come ci si comporta? Gli si dichiara guerra una seconda volta?
O gli si fa una protesta?)

1) i sommergibili nelle loro azioni contro le navi mercantili, debbono conformarsi alle regole del diritto internazionale, alle quali debbono sottostare le navi di superficie;
(allora non mi spiego. Ma se uno è in guerra con un’altra nazione o con tutto il mondo – è uguale… – ha già violato ogni regola ed ogni proforma e non gliene frega nulla delle tue regole del piffero…)

2) in particolare, eccettuato il caso di persistente rifiuto all’intimazione di fermo, debitamente fatta, o di resistenza alla visita o cattura, una nave da guerra, tanto di superficie che sommergibile, non può affondare o rendere incapace alla navigazione una nave mercantile , senza avere prima posto in salvo i passeggeri, l’equipaggio e le carte di bordo. A questo effetto, le imbarcazioni di bordo non saranno considerate in salvo se la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio non sia assicurata, tenendo conto dello stato del mare e delle condizioni atmosferiche, dalla prossimità della costa o dalla presenza di un’altra nave che sia in condizioni di prenderli a bordo.
U-bootQueste condizioni costituiscono un testo che si riferisce anche alle navi di superficie e che deve ritenersi estendibile anche agli aeromobili nelle loro azioni contro le navi.
Questo testo è stato confermato nel Protocollo fissato a Londra il 6 novembre, che è stato ratificato anche dall’Italia e dalle principali potenze marittime.

Queste norme riguardano però la distruzione vera e propria delle navi mercantili. Peraltro, per addivenire a questa distruzione, vi sono altre regole, le quali considerano il caso della distruzione della nave nemica o neutrale che sia già stata catturata e quindi divenuta buona preda. Dobbiamo qui tener presente che diversa è la situazione della nave mercantile neutrale e nemica. Questa è, in ogni caso, buona preda per il fatto di appartenere al nemico; invece la nave neutrale sarà buona preda solo in determinati casi, quando cioè si sia resa colpevole di assistenza al nemico in casi specificati dal diritto internazionale, tra i quali si comprendono generalmente, la violazione di un blocco, il trasporto di contrabbando di guerra in condizioni tali che esso rappresenti più della metà del carico della nave o del suo valore, o del nolo e nei casi specifici della cosiddetta assistenza ostile.
imageFxE per quanto riguarda appunto la distruzione delle prede neutrali, riconoscendo che tale diritto non è ammesso per qualsiasi motivo, ma solo in casi eccezionali e, in ogni caso, deve esservi la sicurezza che la nave sia effettivamente una buona preda (è evidente come tutto sia terreno per l’arbitrio puro. Cioè, chi giudica se una nave sia o no un boccone prelibato?)
Così il catturante dovrà assicurarsi, prima di procedere alla distruzione, tutti gli elementi per darne prova al Tribunale delle Prede che sarà investito del giudizio. Un Tribunale che assicurerà anche riparazione in caso di distruzione non giustificata (quindi, una nave inglese, prima di distruggere una nave neutrale deve sottoporre al Trib. delle prede la sua valutazione per averne l’approvazione?).
Si ammette che la nave catturata possa essere distrutta, quando viene giudicata pericolosa o difficile la sua conservazione e:
1) se avvicinandosi, una forza navale avversa, si palesa la probabilità che la nave catturata sia liberata dal nemico:
2) se la nave catturata non può, per avarie o per altre ragioni, seguire la nave di scorta;
3) se la nave catturata non può essere condotta o avviata in un porto, senza compromettere od ostacolare le operazioni navali nelle quali è impegnata la nave catturante.

In caso di distruzione di nave catturata, sia nemica, sia neutrale, si devono però sempre prendere le precauzioni per mettere al sicuro le persone imbarcate, le carte di bordo e tutti gli altri documemti ritenuti utili ai fini del giudizio della cattura e del risarcimento eventuale dei danni.

In ogni caso, in pratica, si è abbastanza lontani da quello che dovrebbe essere  il criterio di distruzione delle navi mercantili nemiche o neutrali secondo il diritto internazionale. E’ la mia opinione.

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