war report: 6mar1940

La battaglia sul lago ghiacciato di Viipuri Bay è continuata senza ulteriori progressi per i russi: gli attacchi sulla costa meridionale della Finlandia sono stati respinti ovunque.
Pattuglie e l’attività di artiglieria segnalate da molte parti della Carelia, anche a nord est di Lago Ladoga.
Nuovi attacchi aerei della Luftwaffe effettuati sul faro al largo della costa di Norfolk e sulla petroliera Shelbrit II al largo della costa nord-est della Scozia.
Si notifica che la nave Queen Elizebeth ha raggiunto New York, dopo 10 giorni di viaggio in segreto e senza passeggeri, dopo essere partita da Clydebank.
L’incrociatore britannico HMS Berwick ha intercettato il cargo tedesco Uruguay ad est dell’Islanda. Proprio come ha iniziato l’avvicinamento, l’equipaggio dell’Uruguay ha incendiato la nave.
Il Berwick ha affondato l’Uruguay con armi da fuoco, dopo aver ritirato il suo foglio di imbarco e portato tutto l’equipaggio tedesco a bordo.
I sottomarini olandesi O9, O10 e O11 erano partiti dalla base navale di Den Helder. Prima di lasciare il porto, lo O11 è entrato in collisione con il rimorchiatore blindato BV3; 3 uomini sono rimasti uccisi mentre erano intrappolati e lo O11 affondava.
I diplomatici finlandesi sono arrivato oggi a Mosca per intavolare nuove trattative di pace.

Comunque vada il dibattito, sul tavolo rimangono delle carte oscure che nessuno vuole scoprire: la Finlandia ha una situazione militare disastrosa, una quantità di munizioni estremamente allarmante e, ciò che più sgomenta, è la consapevolezza che i partecipanti al Trattato di Oslo, che avevano promesso e giurato di aiutarsi, messi di fronte alla paura di un conflitto, si sono stretti ognuno nella propria neutralità e di fatto NON hanno aiutato la Finlandia che ne avrebbe avuto un bisogno senza eguali. Allo stesso modo, dal 2016, grido vergogna alle nazioni che hanno indetto riunioni per fornire aiuti che non sono mai arrivati. Vergogna! Ma dovevo saperlo. Quando hai bisogno di qualcuno ti accorgi di essere sempre in mezzo al deserto. E così, la Finlandia ha avuto due opzioni: cedere alle richieste assurde della Russia ed entrare in un periodo di sottomissione morale molto cupo o combattere cercando di portare al tavolo delle trattative un rispetto incontestabile, guadagnato col sangue di soli 25.000 caduti e una nazione da ricostruire quasi per intero.
Per i sovietici, lo dico ora, il conto è molto diverso. Krusciov, a denti stretti, stimerà un milione di uomini perduti che non possono bilanciare nessuna conquista, tantomento questa guerra d’inverno, che ha mostrato il coraggio ed eroismo di un Paese di sole 3.500.000 anime contro un popolo di 180 milioni, animato da un dittatore che alla fine della sua carriera avrà sterminato quasi 53milioni di suoi connazionali, ignari di politica e drogati di un ideale agghiacciante come il comunismo.

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