Altmark: le ragioni vere

Innanzi tutto, la versione tedesca.
Secondo Berlino l’Altmark è una semplice nave mercantile non armata.
Quindi così l’Inghilterra come la Norvegia hanno, con il loro comportamento di fronte ad essa, violato le norme del diritto internazionale.
L’Inghilterra le ha violate in quattro momenti successivi.
Innanzi tutto, perchè un suo apparecchio ha sorvolato una nave mercantile nelle acque territoriali di un paese neutrale (1).
In secondo luogo, perchè il caccia britannico ha colpito una nave mercantile non armata (2).
In terzo luogo, perchè l’ha colpita entro un mare territoriale neutro (3).
Infine, perchè i marinai inglesi hanno usato le armi contro marinai tedeschi inermi che cercavano di raggiungere la costa (4).
La Norvegia, dal canto suo e secondo Berlino, avrebbe mancato ai suoi obblighi neutrali NON difendendo la nave mercantile che essa stessa aveva ammesso nelle sue acque territoriali (scortandola prima e aiutandola ad entrare nel fiordo, in seguito).

Poi la versione norvegese.
Secondo il ministro degli Esteri Koth, l’Altmark era una nave da guerra ausiliaria. Le autorità norvegesi, pertanto, a termine delle convenzioni internazionali, non potevano ordinare alcun controllo, mentre ne potevano permettere il transito attraverso le proprie acque territoriali neutre.

Infine, la versione inglese.
Questa tesi parte da tutt’altro presupposto.
Secondo Londra, l’Altmark era una nave non registrata in alcun elenco di navi mercantili. Si tratta, piuttosto, di un battello-prigione, che ha servito da ausiliaria alla Graf-Spee. Essa, oltretutto e secondo quanto ci hanno riportato, ha cambiato nome e vernice non meno di cinque volte.
Anche se non armata, essa non avrebbe più potuto essere considerata come nave mercantile dal momento che avendo imbarcato prigionieri di guerra aveva palesemente cambiato i propri connotati e il proprio uso.
Prima di ordinare l’abbordaggio, il comando del HMS Cossack aveva proposto alle autorità norvegesi una procedura scevra di qualsiasi carattere bellico. Il rifiuto della proposta indusse la nave inglese ad entrare nel fiordo, dove il primo atto di ostilità sarebbe stato commesso dall’Altmark, tentando di speronare il caccia britannico. Pertanto, Londra aveva chiesto a Oslo l’internamento dell’Altmark, mentre Oslo aveva autorizzato la nave tedesca a riprendere il viaggio verso la Germania.

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Ora, la versione Team557, targata 2016.
Come ho già scritto nei precedenti articoli, se esistono dei dogmi precisi di neutralità di uno Stato, essi devono essere rispettati ed applicati sempre ed in modo prioritario ed assoluto.
Nel caso specifico esaminato, accertata la locazione dell’episodio nelle acque norvegesi, è corretto accogliere il concetto di violazione di neutralità nell’attimo in cui si sorvola e si colpisce una nave (di qualsiasi appartenenza nazionale) nell’area definita neutrale.
Le restanti tesi sopracitate, come la presenza o meno in elenchi registrati, gli eventuali cambiamenti di nome e/o vernice, sono da ritenersi irrilevanti, come non è sostenibile la classificazione di “nave-prigione” per l’occasione unica di trasporto prigionieri da parte dell’Altmark. A questo proposito occorre ribadire che il fatto occasionale in esame non poteva condizionare il cambio permanente di destinazione d’uso della nave stessa. Valga da esempio una nave da carico britannica che raccoglie naufraghi non cambia destinazione nel caso trasporti occasionalmente persone (o anche prigionieri, se nemici). Allo stesso modo, il naviglio mercantile inglese, ora armato, non cambia di categoria.
L’Altmark è riconosciuta come una nave-supporto, vero; ma per derrate alimentari, combustibile e altri materiali. Si vedano per questo i diari di bordo. Altresì, non è considerabile “nave da guerra” per la totale mancanza di armamenti e di soldati relativi che altrimenti la connoterebbero in modo inequivocabile.
L’Inghilterra è pertanto responsabile per aver operato in acque straniere neutrali, senza alcuna autorizzazione, sovraintendendo le disposizioni delle leggi internazionali di neutralità.
Nello specifico, avrebbe potuto applicare le proprie procedure belliche fuori dall’area di neutralità norvegese, ove ne avrebbe avuto facoltà.

Si attribuiscono ancora responsabilità precise al Governo norvegese per non aver fatto seguire l’esercizio dei propri diritti di paese neutrale nei confronti della nave tedesca, che sino ad allora e per cinque giorni era stata scortata all’interno della propria area e invitata a cercare riparo nel fiordo di Joesing. In seconda battuta, forse ottenebrata dal timore di innescare un possibile conflitto con l’Inghilterra, ha evitato qualsiasi iniziativa di difesa, nonostante ne avesse le possibilità militari.

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