uomini soli, uomini speciali

guarda un po’ come si infilano le cose… : l’altro giorno ho parlato di Enigma, di film e oggi trovo un trafiletto russo (navigando forsennatamente) che mi porta in un altro link rumeno (ma dove c…o vai, deficiente…) che, in un articolo del ’52, parla di due fenomeni!
e cosa c’entra Enigma e quella roba lì ? – Ora spiego.
La Russia, anche perchè il regime zarista aveva raffinato al massimo la pratica della lettura dei messaggi cifrati (ecco che arrivo al sodo…) provenienti dalle varie organizzazioni rivoluzionarie dell’epoca, ebbe due individui di eccezione a capo dei servizi criptografici: Vaterlein e Serafimof. Il primo era dotato di un istinto di divinazione che rasentava il genio. E’ rimasto sempre un enigma come facesse, ma bastava che si raccogliesse mezz’ora ad esaminare il testo cifrato perchè fosse in grado di produrne la traduzione al ministro Sazonof. X-Files557Probabilmente questo signore aveva attiva quella zona latente del nostro cervello che genericamente è muta e inerte per tutta la vita e che sembra sia stata attiva in soggetti come Leonardo da Vinci, Einstein e qualcun’altro nei secoli. Di questa zona opzionale del nostro cervello ne hanno parlato anche Dana Scully e Fox Mulder nell’X-Files visto ieri sera. Guarda come le cose si infilano quando vogliono… , non per essere fatalisti, però…
I Soviety hanno pubblicato, per ragioni propagandiste, i libri “neri” dell’antico regime: basta dare ad essi una scorsa per vedere come non vi fossero segreti della Francia, del Giappone e della Germania e di ogni altra nazione, che sfuggissero a Vaterlein, di cui però il maggior successo fu l’interpretazione di un altro cifrario. Un uomo piccolino con una testa enorme, con sopracciglia abbondanti e con due occhi molto penetranti.
codex+Sono storie ambientate durante la prima guerra mondiale che riportano la convinzione che non sarebbe potuto esistere un codice che potesse resistere a questo signore. Al tempo si vociferava che, anche se i tedeschi avessero cambiato codice ogni giorno, egli sarebbe stato in grado di scoprirne la chiave.
Da parte tedesca, ci fu il tenente Bauermeister che aveva la paranoia dei codici, le cui proprietà avvantaggiarono non poco i tedeschi nelle loro lotte contro i russi, in quell’epoca a noi così lontana.
La Francia, a sua volta, ebbe il colonnello Cartier e il capitano Giorgio Painville nel loro servizio criptografico. Quest’ultimo fu un genio analitico meraviglioso; forse il più abile al servizio degli “alleati” del tempo.
Chissà come si sarebbero divertiti qualche anno più tardi con Enigma!
Qui il cervello è totalmente surclassato dalle macchine.
Pochi sanno che gli italiani, durante la Seconda guerra mondiale, utilizzarono diverse macchine cifranti, tra cui anche una versione commerciale della macchina Enigma: rispetto a quella in uso all’Esercito Tedesco, questa non aveva il pannello di commutazione, per cui i cifrari prodotti erano più semplici da violare con il metodo scoperto precedentemente. Tale macchina fu usata sia durante la Guerra Civile Spagnola sia durante gli scontri nel Mar Mediterraneo fra la flotta inglese e quella italiana.
Ma le macchine hanno comunque sempre bisogno di indirizzi che provengono dalla mente di un uomo.
ColossusAlla vigilia dell’invasione della Polonia, nel 1939, il progetto venne trasferito agli inglesi, i quali organizzarono un’attività di intercettazione e decifrazione su vasta scala delle comunicazioni radio tedesche a Bletchley Park e con l’aiuto di grandi matematici come Alan Turing, riprogettarono la Bomba e idearono diversi metodi per forzare le chiavi di codifica tedesche, che davano come prodotto il testo in chiaro, noto con il nome in codice Ultra.
Non ci è ancora giunta notizia se durante la seconda guerra mondiale, in Russia hanno avuto ancora qualche altro fenomeno da utilizzare; forse tra qualche decennio, quando cadranno gli ultimi veli sul conflitto, potremo saperne di più.
Di certo oggi sappiamo che su questo fronte, proprio i russi non hanno mai voluto confessare a sè stessi una certa e normale inferiorità e perciò, attribuendo a spionaggio il fatto che il nemico conosceva in anticipo i loro movimenti, soprattutto nel conflitto vissuto da Stalin, finirono col far fucilare come spie alcuni dei migliori ufficiali e soldati.
Nella guerra dei numeri in Russia non mancano difatti pagine macchiate di rosso; rosso – sangue.

per i + curiosi

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