ci ho pensato

Ancora sull’Altmark.
La domanda che viene da porsi è – che cosa significa, in pratica, neutralità? – cosa implica? Va da sè che, intanto, la neutralità di una nazione non interessata dal conflitto è molto diversa da quella della Norvegia, per esempio. Almeno, questo è quello che mi appare oggi.
La mia mini-discussione si fonda su due punti base:
1) la Norvegia e, aggiungerei, gli Stati scandinavi in genere tengono molto al loro stato di neutralità. Questo, per un quieto vivere e per ottemperare agli impegni commerciali che portano tante vitali risorse economiche al paese (si veda: “un patto di ferro“) ;
2) l’Inghilterra, che invece è un paese belligerante, ha gli obblighi militari di fare l’impossibile per ostacolare la Germania e sente di non dover sottostare a particolari limiti nel fare pressioni alla Norvegia per ottenerne vantaggi logistici e militari che le garantirebbero un incontrastato prestigio.
Esistono poi un paio di considerazioni geo-politiche e militari che non si possono ignorare.
interessi-inglesiL’Inghilterra che, se pur timidamente, ha aiutato la Finlandia contro la Russia, vorrebbe l’interruzione delle rotte commerciali tra la Russia e la Finlandia per le navi che eventualmente cercassero di giovarsi della acque territoriali norvegesi;
proprio adesso sta pensando ad una possibile puntata offensiva sul fianco dell’occupazione russa di Petsamo, bloccando contemporaneamente Murmansk per un possibile sbarco inglese in soccorso della Finlandia.

Ma torniamo alla domanda iniziale sul significato di neutralità.
Beh, è una questione di punti di vista. Ai neutrali occorre decidere se, per esempio, convenga attenersi alle ingiunzioni dell’ammiragliato britannico, considerando che la Germania ha asserito che – i sommergibili tedeschi affonderanno qualunque nave neutrale, anche se in rotta da un porto neutrale ad un altro porto neutrale e nel caso che la nave sia diretta ad un porto di controllo inglese o ne provenga – e considerando pure che nei porti inglesi o francesi il loro carico può essere sequestrato anche solo a prescindere.

E’ chiaro però che se l’Inghilterra si arroga il diritto di sovraintendere qualsiasi legge di neutralità perchè mossa da esigenze belliche, ogni disposizione estera conterà come le coppe quando gioca spade
E qui torniamo a piombo nel caso Altmark.

foto17feb1940Girando per la rete ho trovato un articolo (inglese) dell’epoca dove si riportano alcuni punti di vista. Il primo celebra l’abilità del comandante del Cossack che riusciva, prima, ad evitare di essere speronato dal piroscafo e, poi, ad abbordarlo, di notte, in acque assai ristrette e vicinissimo alla costa. Non si fa cenno alcuno all’imperizia dell’Altmark che si è auto-arenata nel fiordo, causando l’episodio stesso.
Il secondo aspetto contempla lo slancio dei marinai inglesi e la determinatezza nel far salire rapidamente, dal basso scafo di un cacciatorpediniere sull’alta murata di un piroscafo un notevole numero di uomini, sapendo che dall’altra parte non si ha alcuna intenzione di favorire il trasbordo; come altrettanto disagevole è compiere qualsiasi controllo contando che sull’Altmark erano imbarcati circa 100 marinai tedeschi armati, data la presenza di numerosi prigionieri a bordo.

Non è vero, erano molti meno. E’ vero invece che è un articolo inglese, dove per mestiere si deve magnificare tutto per alzare il morale nazionale.

La verità vera è che questo episodio, militarmente poco rilevante, ha avuto grande importanza, invece, dal punto di vista politico.
Il caso diplomatico ha aperto la discussione sulla posizione dei neutrali di fronte ai due conflitti in corso.

Il punto di vista norvegese:
— le acque possono impunemente essere sfruttate da navi di qualsiasi nazione per sfuggire alla cattura da parte della flotta inglese e raggiungere i propri porti;

Il punto di vista inglese:
— una dottrina di permessi di transito non controllata non può, in alcun modo, essere tollerata dal Governo britannico e da Sua Maestà.
Al momento attuale ne consegue che la volontà inglese nei riguardi (specificatamente) della Norvegia è orientata verso il raggiungimento di un preciso risultato:
in un modo o nell’altro, l’uso delle acque territoriali norvegesi deve essere inibito alla navigazione tedesca militare e mercantile.
Se sarà possibile ottenere questo risultato attraverso una decisione del Governo di Oslo — che, si fa notare da Londra, dovrebbe minare le sue acque territoriali — tanto meglio: se no, l’Ammiragliato britannico provvederà ad operare di sua iniziativa.
Il che, potrebbe lasciar pensare a qualsiasi iniziativa: occupazione militare inglese della Norvegia? una stesura di mine a sola discrezione inglese con conseguente blocco anche per i norvegesi stessi?
E qui torniamo a piombo al discorso del sovraintendere.

pranzo-a-Copenaghen
Quindi la Norvegia è tra due fuochi!
Il movimento marittimo costiero tra Germania e Norvegia, ogni traffico tra le basi russe del Mar Bianco e la Germania, ogni traffico su cui mancano notizie sicure, verrebbero a cessare. I giornali inglesi arrivano a scrivere (22 feb 1940) che Murmansk è utilizzata come base per sommergibili dai tedeschi.
In ogni caso appare evidente che a perderci è sempre la Norvegia e per mano inglese.
E poi ci si chiede come mai ai norvegesi non piacciono gli inglesi..!

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