Hitler … da vicino_1

Hitler-da-vicino
Le informazioni, qui divise in capitoli, sono state estrapolate da testi diversi.
Ho inserito le cose che, al solito, mi hanno incuriosito di più.
La lista delle fonti compare in fondo all’articolo.

Hitler non voleva essere austriaco.

Fu Hannover ad aiutare l’austriaco Hitler a ottenere l’agognata cittadinanza tedesca, con l’idea di guadagnarsi dei meriti agli occhi di un politico in ascesa.
L’università della città gli assegnò il titolo di professore honoris causa, al quale veniva automaticamente legata quella cittadinanza tedesca tanto bramata.
Hitler non fu nominato professore ma consigliere di Stato e non ad Hannover ma a Braunschweig, nel Ducato di Sassonia, sul fiume Oker.
Lui, che nel 1925 aveva rinunciato all’odiata nazionalità austriaca per non essere espulso come straniero scomodo, rimase apolide fino al 1932, quando volendosi candidare alla presidenza del Reich, dovette assolutamente procurarsi un passaporto tedesco.
Solo il Land Braunschweig  poteva naturalizzarlo, essendo l’unica regione tedesca governata da nazionalsocialisti; fu così, infatti, che il 26 febbraio Hitler divenne consigliere della legazione del Braunschweig a Berlino e nello stesso tempo fu anche dichiarato cittadino tedesco.

Hitler non era attaccato alla famiglia.

«La zona di Döllersheim (Döllersheimer Làndchen) è per un quarto la patria originaria degli antenati del nostro Fuhrer e can­celliere del Reich», così riferiva con orgoglio una pubblicazione nazista dopo l’Anschluss dell’Austria. Celebrata come « terra degli avi » questa parte del Waldviertel, nell’Austria inferiore, acquisì una notevole notorietà in seno al mondo nazista.
Quando nel marzo del 1938 la Wehrmacht, poco dopo l’occupa­zione dell’Austria, stabilì la piazza d’armi più estesa d’Europa proprio nella «terra degli avi del Fuhrer», questa apparve come la conferma di tutte le supposizioni fino a quel momento formu­late.
La distruzione brutale di molti paesi nei quali avevano vis­suto gli antenati di Hitler non poteva essere casuale: il Fuhrer inten­deva annullarne il loro ricordo. E proprio a questo scopo un’intera regione venne devastata e la sua popolazione deportata.
In una pubblicazione si legge: «Döl­lersheim e la zona circostante non esistono più! Sono state tra­sformate in un’enorme piazza d’armi; questa terra un tempo rigo­gliosa e fertile è oggi un luogo di desolazione e orrore, dove la morte, sotto forma di proiettili inesplosi, è subdolamente in ag­guato ovunque, mentre gli abitanti di un tempo sono dispersi chissà in ogni dove. Per parecchi anni a seguire Hitler poté assaporare la soddisfa­zione di vedere il luogo natale di suo padre e la tomba della nonna distrutti e rasi al suolo dalla Wehrmacht.
E’ alquanto dubbio che siano stati motivi militari a portare alla precisa scelta di questa zona, soprattutto poiché è assodato che l’ordine di effettuare una stima del terreno presso il catasto era stato impartita già a metà maggio del 1938, cioè nemmeno due mesi dopo l’occupa­zione dell’Austria. Il tutto fa pensare che la distruzione di Döllersheim sia avvenuta per ordine diretto del Fuhrer, per un odio folle nei confronti del padre che forse era figlio di un ebreo.
Ancora in epoca nazista si sparse la voce che il Fuhrer trovava assolutamente « sgradevole » il culto sorto nel Waldviertel intor­no ai suoi avi. Consci della natura violenta della dittatura nazista non ci si faceva alcuna illusione; il regime sarebbe stato capace di una brutalità mostruosa prendendo spunto da fatti assolutamente insignificanti.
Ai contemporanei pareva del tutto plausibile che Hitler volesse porre una fine radicale alla sgradita situazione.
Affascinato dal culto hitleriano, il piccolo comune di Gross­Poppen, cancellato nel 1938 per far posto alla piazza d’armi, già nel 1932 (14 agosto 1932) aveva deciso all’unanimità, su istanza dell’oste August Weber, di conferire a Hitler la cittadinanza ono­raria, in «segno di immutabile fedeltà». La decisione fu comu­nicata al Fuhrer: con poca spesa, dal vicino ufficio postale gli fu inviato un telegramma di quattordici parole. Altri comuni segui­rono l’esempio fino a quando, con grande disappunto da parte loro, intervenne il governo regionale dell’Austria inferiore.
I con­ferimenti di cittadinanza furono dichiarati illegali e annullati, con la motivazione che dal 30 aprile 1925 Hitler non era più cittadino austriaco.

fine prima parte

 

Lista delle fonti:
La Germania bombardata – Jörg Friedrich
Hitler: Dittatore, Demone e Demagogo – Anna Maria Sigmund

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