i commercianti … di guerra

Da tenere in considerazione è l’importanza che ha il commercio dei paesi neutrali, specialmente di quelli che sono limitrofi dei paesi belligeranti. Il paese neutrale tende ad importare merci, alcune delle quali servono alla ri-esportazione verso il paese belligerante onde ottenere da questo merci necessarie alla sua vita economica. Da parte del belligerante, che esercita il controllo marittimo, si cerca di impedire i rifornimenti al paese neutrale che possono poi passare al suo nemico. Una lotta secolare, nella quale la Gran Bretagna si è urtata spesso con gli interessi di mezzo mondo degli stati neutrali, i quali, è noto, in alcune epoche si sono anche uniti in leghe armate di neutralità per opporsi alle sue imposizioni. Ma sul campo, però, i risultati hanno visto spesso lasciare il passo all’Inghilterra. Si sa: chi domina sul mare, alla fine ha quasi sempre la meglio. E per avere sempre la meglio è necesssario essere preparati a queste evenienze.
Nella guerra in corso, sin dai primi giorni, da parte dei belligeranti sono state attuate particolari misure sul diritto di preda e infine pubblicate assieme alle liste di contrabbando. Ed è proprio qui che sta il giochino.

convoy-control

La Germania, il 28 agosto, mise per prima in vigore un’ordinanza sulle prede che adottava una lista molto ristretta degli articoli da considerare contrabbando di guerra. La Gran Bretagna e la Francia invece, dopo aver scatenato la guerra, pubblicarono due liste di contrabbando di guerra comprensive di moltissimi articoli, considerando contrabbando assoluto, fra l’altro, «ogni sorta di merci o alimenti per uomini e animali», nonchè gli «articoli di vestiario», con estensione a tutti quei materiali che in qualche modo potevano tornare utili a servire l’industria bellica.
Ripeto. Queste condizioni erano attuate per tutti. Belligeranti e non.

Ciò significa voler andare a mettere il naso in casa altrui per controllarne l’economia e assorgettarla di conseguenza e infine, a vessare chi tenta di forzare queste disposizioni. La Germania, come misura di ritorsione, si è trovata costretta ad adottare nuove liste di contrabbando analoghe a quelle franco-britanniche. Praticamente, dal confronto di tali liste appare che ben piccola parte dei prodotti viene sottratta alla cattura. Le dizioni generiche delle liste stesse «materiali e ingredienti usati» o «articoli necessari o utili per la produzione, l’uso dei materiali o ingredienti», danno una larghissima estensione al diritto di preda. In più, molto dipende dalla “valutazione sul posto” dell’ufficiale addetto alle ispezioni delle merci, specialmente se la destinazione è sgradita e/o il trasportatore è sospetto. In sostanza, il traffico verso i paesi belligeranti o verso i neutrali limitrofi dei belligeranti viene grandemente ostacolato quando non è del tutto arrestato.
Oggi si direbbe: ” se ti fermano sei fregato!”
.

blocco---convogli

La situazione si applica all’importazione e allo stesso modo all’esportazione. In base a tali provvedimenti le navi neutrali, che hanno merci di origine o proprietà tedesca possono essere obbligate a sbarcare le merci stesse nei porti alleati, ove potranno essere messe in custodia o, quasi sicuramente, requisite e vendute. Le merci in custodia, almeno teoricamente, dovrebbero essere restituite alla fine della guerra, oppure, nel caso di vendita, la Corte delle prede terrà in deposito le somme ricavate per poi liquidarle a favore degli interessati a conclusione della pace.

E’ comunque vero che nel provvedimento ideato dall’Inghilterra ci sono i presupposti per colpire in pieno i diritti elementari dei paesi neutrali. Un blocco economico che mira alla soppressione del traffico di merci nemiche o neutrali con il paese avversario. Anche a rischio che la cosa appaia non più lecita e scateni nuove rappresaglie. Infatti, dal mio punto di vista, colpendo di fatto anche i paesi neutrali il blocco è la violazione di un impegno internazionale che lega non solo i belligeranti, ma anche i neutrali, ai quali il diritto internazionale assicurava la protezione della merce nemica navigante sulle loro navi, purchè non fosse stata contabbando di guerra.

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