25 gennaio 1940: news

Attività politica e diplomatica.

La stampa rumena reagisce unanimamente alle pressioni che la Gran Bretagna vorrebbe esercitare sui commerci dei paesi neutrali, in relazione con la vendita di petrolio rumeno alla Germania*.
Dall’Aia si comunica che il Ministro degli Esteri d’Olanda, Van Kleffens, ha riaffermato, in un discorso al Senato, la rigida politica di neutralità del Governo. Il Ministro ha così concluso:

war-News

«L’Olanda è sempre pronta a contribuire ad accordi internazionali imperniati sul rispetto dei reciproci territori e interessi e, per il rimanente, si attiene alla massima di “vivere e di lasciar vivere”.
A questo riguardo restiamo vigilanti e non ci lasciamo prendere a rimorchio dalle illusioni del giorno».

Attività militare. In Finlandia, ancora una volta, gli attacchi russi sono respinti su tutti i fronti. L’aviazione sovietica bombarda borghi e villaggi nelle regione dell’est e del nod-est. Si ritiene che i russi preparino una nuova offensiva nel settore di Petsamo.
Reparti dell’Armata aerea tedesca effettuano azioni di caccia sul territorio francese e di ricognizione in Gran Bretagna.
Nel mare del Nord affondano, per urto contro mina o siluro, il piroscafo norvegese Biarritz, di 1752 tonn., i piroscafi svedesi Gothia (12 marinai persi), di 1640 grt (gross registered tonnage o stazza lorda) e Patria, di 1181 tonn., il piroscafo estone Nautic silurato dall’U-25. Quest’ultimo, oggi è solo stato dichiarato perso perché già dal giorno 20 gennaio non dava più notizie di sè.
Da Berlino si comunica che la corazzata Deutschland, che conduceva la guerra da corsa nell’Atlantico, è rientrata alla base.

Helsinki-bombardamenti

* Se potessi parlare alla stampa rumena, oggi, direi che non c’è da stupirsi più di tanto per l’atteggiamento dell’Inghilterra. Direi che il voler sovraintendere sulla vita altrui è sempre stato nella loro natura: dal 1800 ha dominato una popolazione di oltre 458 milioni di persone e naturalmente, in questo, non vi era nessuno scopo umanitario, bensì economico; soldi insomma. L’importante sono sempre le risorse, come ha sempre ripetuto anche Churchill, cioè tutto quello che la Britannia non può produrre. Quindi, appare evidende che questo status di cose entra naturalmente nella mentalità quotidiana dell’inglese e che fa sua, come ha ancora ripetuto — sempre Churchill — per diritto di nascita e di appartenenza. Concetti, non più condivisibili oggi, ma neanche più di tanto. Però, se si entra nell’ordine di idee di questo approccio diventa facile comprendere (come effettivamente sarà) che per mantenere il controllo nei domini è fondamentale:

  • mantenere ordine nelle colonie
  • sventare ogni minaccia possibile
  • stabilire un regime di vita sufficiente a soddisfare i bisogni di vita della colonia ma non sufficiente alla sua evoluzione.

(da un discorso di Chamberlain del  1927)

La guerra, in fondo, è la continuazione dalla politica ma con altri mezzi.

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