Dominare o essere Dominati

Dominare-o-essere-dominatiLa nuova guerra europea non ha ancora toccato l’Italia, ma la Marina vigila sui destini della Patria. Questa grande forza, forte, numerosa, ricca di umanità eccezionali, rapide ed efficaci, potrebbe, all’occorrenza, pesare sulla bilancia del conflitto.

La marina da guerra italiana, sorta come unico complesso da quelle degli Stati che a mano a mano, nel corso del XIX secolo, concorsero a costituire l’unità del Regno, pur giovane di formazione, ha tuttavia una solidissima base sulle gloriose tradizioni marittime del popolo ed ha già i suoi nuovi fasti.
La sua opera è stata sempre silenziosa: il marinaio rifugge ancora dall’esaltazione e dall’amplificazione delle sue fatiche, dalle ansie, dalle soddisfazioni che, nella infinita distesa delle acque, tormentano ed allietano il suo animo. D’altra parte, l’attività dell’uomo di mare si svolge al difuori della diretta visione e del giudizio della folla.

Il conflitto europeo ha lasciato sino ad oggi l’Italia al suo arduo lavoro di ricostruzione. E quindi non ancora la marina da guerra italiana ha potuto misurarsi, nella sua organica complessività contro un nemico compatto. Tuttavia, nella prima guerra europea appaiono luminosi gli episodi nei quali i nostri marinai, dominati dall’ansia di giungere all’urto, alla lotta, alla vittoria, si sentono spinti da sovrumana forza alla ricerca del nemico entro i suoi muniti, superando le più ardue difficoltà. Le incursioni nei Dardanelli nella guerra italo-turca, le violazioni dei porti di Trieste, Pirano, Pola, Buccari-Durazzo, sono state alimentate dalla vittoria.

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Oggi il potere marittimo dell’Italia è strumento di politica imperiale.
Il sistema odierno delle comunicazioni marittime italiane si è avviato verso un’affermazione oceanica più ampia e salda, trattandosi non più di salvaguardare i rifornimenti delle metropoli, ma di provvedere anche al mantenimento dell’unione con le Colonie e di fornire ad esse un conveniente respiro. Donde due ragioni essenziali per lo sviluppo odierno della Marina Italiana, affinchè, con salda posizione nel Mediterraneo, abbia efficienza tale da mantenere fuori di queste acque la sicurezza indispensabile per la vita dell’inscindibile costituzione dell’impero.
spot-PersilIl nuovo conflitto europeo non ha ancora toccato l’ltalia, ma la Marina vigila sui destini della Patria. Il popolo italiano non ha voluto sposare una guerra mancante di uno scopo vitale e non minacciante i veri diritti della Nazione e vuole perciò lavorare; ma per le vie pù agevoli e piu’ economiche di scambio di materie prime e di prodotti che sono quelle marittime. E le mete che la Nuova Italia ha assegnato all’attivita dei suoi lavoratori risiedono nelle terre d’oltre mare. Tutti questi interessi sono oggi in parte, affermati, ed in parte in corso di sviluppo. E debbono percio’ appoggiarsi alla potenza della flotta, che dev’essere preordinata in anticipo rispetto al consolidamento della vita economica del Paese. I fasti, nel passato remoto e recente hanno dimostrato che la marina italiana ha pienamente risposto alle esigenze della Nazione; il popolo sente che il potenziamento futuro rappresenterà l’incrollabile garanzia della sicurezza dell’Impero.

STRUMENTO DI DIFESA E
POTENTE ARMA D’OFFESA

Ma non solo a garantire l’incolumita’ dell’Impero è oggi pronta la Marina d’ltalia, ma anche a difendere i suoi diritti e a sostenere le sue aspirazioni.
Forte, numerosa, ricca di unita’ eccezionali, rapide ed efficaci. gli occhi del mondo sono rivolti verso questa grande forza marittima che, da un momento all’altro. potrebbe pesare sulla bilancia del conflitto e deciderne le sorti.
cantiere-navaleIl potere marittimo è quindi strumento di politica imperiale e di dominio mondiale, strumento di difesa e arma potentissima di offesa.
E’ questa una delle verita’ che non possono essere smentite nemmeno da coloro che seguono antiche ideologie e che ad un imbelle pacifismo sarebbero pronti a sacrificare qualsiasi interesse.
O dominare, o essere dominati: questo e’ il dilemma che, in definitiva, fatalmente s’impone ad ogni Paese del mondo che voglia mantenersi alla stregua delle nazioni che partecipano alla vita dei popoli, che che è fatta di lotte, di ansie. di vittorie e di sconfitte.
L’attuale conflitto, irto di agguati, di smodate aspirazioni, non semplifica, ma rende maggiormente complesso il problema mediterraneo.
Come giustamente è stato detto, non è questo un fenomeno passeggero. Il Mediterraneo ha funzione e importanza mondiali, come quando, nell’antichita’ e nel medioevo, il mondo civile era appunto costituito da questo mare.
Se per gli altri popoli esso non è che una via, per il popolo italiano è la stessa vita. La sicurezza e la libertà d’uso delle vie matittime che collegano i territori dell’Africa Italiana all’Italia, costituiscono il fattore essenziale e insieme, la premessa di una valorizzazione immancabile, che in un avenire non lontano. dovrà stabilire, più che mai, una stretta in interdipendenza economica fra la Madrepatria e l’Impero.
Ecco perchè la Marina e’ la prima linea di difesa dell’Impero; e mai come in questo momento di rischi e di sorprese, si e’ resa necessaria una rigida politica di vigilanza. Se cio’ mancasse vi sarebbe da attendersi tutte le più disastrose conseguenze e tutti i rovesci concepibili.

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