war report: 21gen1940

Nel Pacifico, il transatlantico giapponese Asamu Maru è stato intercettato da un incrociatore leggero britannico, l’HMS Liverpool, a 56 Km dall’isola di Niijima sud di Yokohama, in Giappone.
I marinai britannici hanno preso la nave e hanno arrestato i 21 passeggeri sospettati di essere marinai tedeschi dal transatlantico tedesco Columbus, affondato il giorno 19.
Per quanto riguarda l’affondamento della HMS Grenville, annunciato dal Ministero della Marina, 8 ufficiali sono stati segnalati uccisi e 73 membri dell’equipaggio sono segnalati come dispersi e presumibilmente morti.

Nel Nord Atlantico tutti i 175 membri dell’equipaggio del cacciatorpediniere britannico HMS Exmouth sono dispersi dopo che è stato affondato dall’U-22 tedesco.
warReport1940Nella Guerra d’Inverno il bombardiere finlandese Blenheim effettua un raid sulla base navale di Kronstadt, nei pressi di Leningrado.
L’8a Armata Sovietica lancia un attacco infruttuoso contro il Gruppo Talvela finlandese, sul fiume Aittojoki vicino Ladoga, in Carelia.
I sovietici bombardano Oulu, nel nord-ovest della Finlandia.
Dal Vaticano il Papa Pio XII condanna il regime nazista in Polonia, in una trasmissione radiofonica per gli Stati Uniti, dove sottolinea la campagna di terrore contro il clero cattolico.
La Gran Bretagna respinge le proteste americane relative alla verifica della corrispondenza trasportata a bordo delle navi mercantili americane.
In Gran Bretagna il Duca di Windsor (che, come Edoardo VIII, abdicò nel 1936) prende il congedo dopo un tour di cinque mesi con il corpo di spedizione britannico in Francia.
Il piroscafo Fairyhill britannico è stato affondato della costa Nord-orientale a causa di una mina.
Affondano a causa di U-boots anche due imbarcazioni neutrali: il Tekla danese e il norvegese Miranda.
Il piroscafo britannico Protesilaus è stato silurato dall’U-28 nella costa occidentale.
Il sommergibile tedesco U-22 ha attaccato la nave mercantile britannica Cyprian Prince in the Moray Firth in Scotland, ma non è riuscito a colpirla.  Alle ore 06.00, ha silurato ed affondato il cacciatorpediniere HMS Exmouth off Wick, uccidendo l’intero equipaggio di 189 marinai. Alle ore 07.11, ha silurato la nave danese Tekla, uccidendo 4 persone; 9 membri di equipaggio sono sopravvissuti e sono stati salvati dalla nave HMS Sikh e dalla norvegese  Iris.
Un comunicato norvegese annuncia che dall’inizio della guerra, la Marina mercantile ha perso 28 navi a causa di mine e del naviglio da guerra tedesco.
Un comunicato ufficiale olandese ha dichiarato che, a causa del miglioramento della situazione, il congedo nell’esercito potrebbe essere ripristinato presto.
Otto corrispondenti di guerra francesi, collegati al British Expeditionary Force (BEF), sono arrivati oggi in Inghilterra, come ospiti del Ministero delle Informazioni, per un tour organizzato dal Ministero della Guerra e il ministero dell’Aria.

 

appendice-speciale

nave-Orazio---1940
la nave italiana Orazio. L’incidente.

La tragedia della nave italiana Orazio “Virgilio” (nave gemella) e “Orazio” compiono innumerevoli volte, sul finire degli Anni Trenta, la lunga rotta che collega Genova all’America Latina dove vi hanno portato decine di migliaia di persone ma, a partire dal settembre 1939, gli eventi bellici e le restrizioni imposte dai Paesi americani hanno ridotto il numero dei passeggeri imbarcati.
Sull’Orazio che parte da Genova il 19 gennaio 1940 diretta verso il porto cileno di Valparaiso potrebbero essere imbarcati 710 passeggeri ma, per i motivi accennati, prendono posto solamente 442 persone;
quelle di svariate nazionalità che sono riuscite ad ottenere il visto di ingresso nel Paese sud americano e l’equipaggio che è composto da 231 persone.
Le prime ore di navigazione dell’ “Orazio” sono tranquille.
La voce che al largo, davanti al golfo di Marsiglia, siano state individuate delle mine non allarma più di tanto famiglie di ebrei tedeschi, austriaci, praghesi che stanno affrontando quello che dovrebbe essere il loro lungo viaggio della salvezza, alloggiate, il più delle volte, nei cameroni della terza classe.
Persino l’ispezione della nave da parte di un’unità militare francese che manda a bordo un gruppo di ufficiali del controspionaggio che procede ad interrogare una cinquantina di passeggeri non suscita a bordo particolari reazioni.
La tragedia avviene nelle prime ore del mattino del 21 gennaio, quando la nave a trentotto miglia al largo di Tolone incrocia un fortunale che sta flagellando tutto il golfo.
Si sente un rumore sordo nella sala macchine e, immediatamente, un gran fumo comincia a penetrare in tutti i locali. Incredibilmente, nonostante il fumo e il fuoco che comincia ad estendersi, nessuno dell’equipaggio, racconteranno più tardi i passeggeri superstiti, provvede a radunare i viaggiatori ed a indicare loro il da farsi anche se, pressoché immediatamente all’esplosione, il comandante dell’Orazio lancia via radio l’ SOS chiedendo l’immediato intervento di unità vicine.
Nel giro di poche ore giungono, a prestare aiuto alla nave ormai condannata, il transatlantico “Conte Biancamano” e le unità “Colombo” e “Edera” nonché la vedetta militare francese che poche ore prima aveva ispezionato il piroscafo.
Nel frattempo il fuoco separa la nave in due tronconi condannando i passeggeri rimasti nella parte più inaccessibile ad una morte atroce: 114 sono le vittime dell’incendio e del naufragio dell’Orazio.
Una tragedia che renderà ancora più complicata la salvezza dei profughi che si erano imbarcati a Genova in quel gennaio 1940 e che solamente dopo infinite traversie – come racconta Leo Spitzer in un recente libro sull’emigrazione ebraica in America Latina e particolarmente in Bolivia – riusciranno a raggiungere prima Valparaiso e poi altre città sudamericane.
Il motivo dell’esplosione dell’Orazio è misterioso anche se qualcuno, sui giornali dell’epoca, avanza l’ipotesi dell’attentato.

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