dal diario di Ciano. 28dic1939

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Visita del Santo Padre al Re. Tutto si è svolto secondo il
cerimoniale stabilito. Il Re era contento della visita
e dopo il colloquio mi ha detto che il Papa ha ripetuto più volte ch’egli vorrebbe migliorare le relazioni con la Germania, ma che ciò è reso impossibile dalla sempre
crescente intransigenza
tedesca.
Subito dopo la visita sono andato dal Duce;

anche oggi ironizzava sull’avvenimento e ne sminuiva la portata.
Csaky fa sapere che sarà a Venezia nella prima
settimana di gennaio: cercherò di fargli capire che è
interesse soprattutto ungherese di andar d’accordo con la
Romania, ora che il pericolo russo si manifesta sempre
più prossimo e palese.
L’Ungheria – se vuol vivere e
modestamente anche prosperare
– deve evitare di
diventare – più di quanto già oggi non lo sia –
uno stato
mosaico. I precedenti esempi provano che ciò è molto pericoloso.
Abbiamo richiamato Rosso da Mosca: fino a quando i Soviet
non manderanno il titolare, anche la nostra
Ambasciata
sarà retta da un Incaricato d’Affari.
La
nostra decisione non migliorerà i rapporti con l’URSS e
nemmeno con la Germania: il ridicolo e bugiardo (parla
di sangue versato insieme. Ma dove?) telegramma di
Stalin a Ribbentrop prova che la collusione tra bolscevismo
e nazismo si sta facendo sempre più
intensa e profonda.
Tanto meglio: subiranno la stessa sorte.

 

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