primi giorni di guerra vera

In questi primissimi giorni di ostilità l’aviazione sovietica ha eseguito più di una trentina di bombardamenti su Helsinki, Viipuri e sulle principali città meridionali della Finlandia. L’aviazione da caccia e l’artiglieria hanno animosamente contrastato le incursioni russe abbttendo 21 apparecchi sovietici, di cui 12 diretti a bombardare le Officine elettriche di Imatra, che forniscono l’energia a tutta la Finlandia meridionale. Secondo un comunicato finlandese due aerei russi sono stati costretti ad atterrare nei pressi di Valjiaervi ed un altro, agitante bandiera bianca, sarebbe atterrato nella Carelia arrendendosi. Aerei russi hanno lanciato su Helsinki volantini invitanti alla resa, pena la distruzione della capitale da parte di una forte squadra aerea. Wellesley-bomber
L’attività aerea finnica, oltre a contrastare le azioni russe, svolge ampiamente il ruolo esplorativo che permette all’eserrcito di essere così efficace. Ma i belligeranti devono fare i conti anche con gli errori di rotta e la mancanza di benzina che li ha portati a toccare terra in regioni neutrali. In quei casi gli equipaggi sono internati e gli apparecchi confiscati. Poi vanno tenuti in conto gli abbattimenti da parte delle artiglierie, sempre di Paesi neutrali.
Inoltre non può essere sottovalutato che il ripristino degli apparecchi abbattuti grava in termini di economia e soprattutto di efficienza militare.
E alle aviazioni tutte, queste cose sono successe di frequente.

Ma ragionando, sulle preoccupazioni della Russia, di cui ho scritto, che parlavano del pericolo determinato dalla vicinanza di Leningrado al confine finlandese, che sembrava essere a tiro di artiglieria; io, che sono ancora tuttosommato giovane e non ancora rincoglionito, ho fatto due considerazioni:

  • Stalin sapeva (da quando ha coscienza delle cose) che Leningrado era lì da sempre e non altrove…
  • che per fare un tiro di artiglieria di oltre 30 Km (distanza di Leningrado dal confine) occorre artiglieria veramente pesante e non quella campale mostrata dai finlandesi che non avrebbero (nemmeno con la fantasia) potuto ambire ad un obiettivo così lontano…
  • Stalin aveva saputo, con estrema certezza, che i finlandesi dal 22 novembre avevano già ritirato le stesse guardie di frontiera che normalmente vigilavano il confine, appunto perchè i russi non potessero ricorrere alla scusa di una minaccia e/o al pretesto di incidenti…
  • ma soprattutto, se dopo lo scoppio delle ostilità i finlandesi avessero voluto anche portare la loro minaccia su Leningrado, che risultato poi ne avrebbero avuto? Avrebbero dovuto far fronte ad un controffensiva russa fatta di forze soverchianti e senza possibilità di successo!
  • e allora? si è mai visto che un topolino attacchi un elefante? per far cosa? il solletico?

E allora dimmi piuttosto che un motivo fortissimo di invadere la Finlandia è quello di occupare Petsamo, nell’estremo nord della regione, con i suoi giacimenti di nickel di enorme importanza! Poi, verranno i progetti militari di occupare la base di Hangö o di quell’altra isola di Uto, due posizioni utili, ma utili a che? Dimmi che vuoi fare la guerra a tutti i costi! Dimmi che per te, la vita degli altri non vale nulla. Ma in politica, queste cose non si possono dire così.

Helsinki.-il-porto-sgombrato

 

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