Helsinki: 30 novembre 1939

Helsinki-bombardata

Dalle 9,30 alle 14,20, apparecchi russi bombardano Helsinki; alcune incursioni sono compiute  a Viipuri ed a Enso. Contemporaneamente i sovietici attaccano su tre fronti: al nord, tagliando il saliente di Suojarvi e a sud, nell’itsmo di Carelia.

Incomincia così la guerra non dichiarata fra la Russia (180.000.000 uomini) e la Finlandia (3,5 milioni). Il Maresciallo Mannerheim è nominato comandante supremo dell’esercito finnico, i cui effettivi sono di circa 400.000 uomini, dieci divisioni appoggiate da 150 aerei. Per contro sono schierate 300 divisioni sovietiche. L’aviazione russa dispone dispone di 1000 aerei. La flotta del Baltico ha 46.000 tonnellete di corazzate, 20.000 tonn. di incrociatori e 20.000 di cacciatorpediniere. Senza dimenticare 30.000 tonn. di sommergibili. Questa situazione incredibilmente impari è perfettamente nota a tutti i Paesi dell’Europa occidentale, ma, come ho avuto modo di ribadire più volte,  nessuno di questi è corso, nè correrà in aiuto del piccolo esercito finlandese. Sto dicendo, in altre parole, che se non mi aspettavo una lancia di salvezza dall’Inghilterra, me la aspettavo almeno, dico almeno, dagli Stati Baltici. Leggi: Svezia, Danimarca e Norvegia. Almeno formalmente.
Invece niente

Helsinki-collage

Con lo stratagemma della lotta condotta da piccoli drappelli nelle zone forestali, le truppe finlandesi respingono in un primo tempo gli assalti sovietici, infliggendo notevoli perdite. La Russia è attonita e stupita: non si aspettava una reazione così. Il 14 dicembre 1939, si rifà viva la Società delle Nazioni dichiarando l’Unione Sovietica aggressore. Già: 14 gg dopo, però. Poi c’è un nuovo colpo di scena: la Svezia delude le richieste finlandesi dichiarandosi neutrale, respingendo anche l’esortazione rivoltale della Società delle Nazioni.

Dove sono andate a finire tutte le parole spese nelle settimane e nei mesi prima nelle riunioni degli Stati di Oslo?
Cerchiamo di essere chiari. nel 1936 la Finlandia aveva firmato il trattato di Oslo, mediante il quale si chiamavano fuori dall’obbligo (ex art. 16 del trattato istitutivo della Società delle nazioni) di dare assistenza militare ai Paesi membri vittima di di aggressione armata. Che senso ha? Se un amico ha bisogno perchè non può difendersi, tu non lo aiuti? Non ci posso credere. Il punto chiave era che, a muovere questa decisione, fosse la convinzione generale che una qualsiasi guerra contro l’URSS (unico probabile nemico di questi stati) sarebbe stata disastrosa per chiunque, così come le spese per mantenere attiva una forza militare, anche in tempo di pace, che sarebbero diventate presto insostenibili.
Ma a metà ottobre 1939 gli Stati di Oslo rividero un po’ le loro posizioni intransigenti; ribadirono la loro neutralità (finchè la situazione glielo permetteva…). La Svezia ammise di temere più la Germania e altri Stati dichiararono di non essere militarmente pronti. In questo tergiversare di opinioni, per la prima volta nella storia, da molti paesi del mondo giunsero inaspettatamente gruppi di volontari in aiuto della piccola nazione, assalita così vilmente, dal colosso sovietico.

volontari-per-la-Finlandia

Il 20 dicembre Inghilterra e Francia invieranno forniranno i primi contingenti di armi per aiutare la Finlandia, poi pianificano l’invio di un corpo di spedizione di 30.000 uomini (una divisione e mezzo), ma le intenzioni verranno superate dallo sviluppo della situazione. Dopo la batosta in Carelia ( i russi qui presero un sacco di botte) e precisamente in febbraio, l’Armata Rossa  passerà all’attacco con forze ovviamente preponderanti sfondando le cinture difensive della linea Mannerheim. L’impressione del successo sovietico e le gravi perdite riportate, indurranno la Finlandia a trattare nuovamente con l’URSS.
Il 10 marzo sarà di nuovo pace.
Al prezzo di un braccio ed una gamba.             Morale della favola?

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