Hans Frank

Hans-FrankIl 15 settembre 1939”, dichiarerà più tardi il governatore Frank, «ri­cevetti l’incarico di assumere la gui­da dell’amministrazione dei territo­ri orientali conquistati, con l’ordine segreto di iniziare l’implacabile sfruttamento di quelle regioni che dovevano essere considerate zone di guerra e terra di saccheggio: in al­tre parole, avevo l’incarico di tra­sformarle in un cumulo di rovine e di annientarne la struttura econo­mica, sociale, culturale e politica”.
Frank svolge l’incarico con dili­genza e sembra molto soddisfatto del suo lavoro: «Se io dovessi fare attac­care un manifesto per ogni sette po­lacchi fucilati “, dice in una intervi­sta al giornale Vòlkischer Beobach­ter, “le foreste della Polonia non sa­rebbero sufficienti a fornire la quan­tità di carta necessaria”.
Nell’ottobre 1939 il Reichsfuhrer delle SS Heinrich Himmler si reca a Varsavia per studiare personal­mente la realizzazione della « solu­zione finale » del problema ebraico.
A Cracovia, durante una riunione, Frank così si esprime: «Anche per noi gli ebrei sono dei parassiti ma­ledettamente dannosi. Nel nostro go­vernatorato esistono complessiva­mente due milioni e mezzo di ebrei e forse, considerati coloro che han­no una parentela ebraica e tutti gli annessi e connessi, anche tre milioni e mezzo. Non possiamo fucilare tre milioni e mezzo di ebrei, possiamo però fare delle mosse in vista dello sterminio totale, e questo nel qua­dro delle misure più generali che debbono essere discusse al livello del Reich. Il governatorato di Polo­nia deve essere senza ebrei come lo è il Reich”.

Uno dei reali poteri di Hitler fu quello di plagiare tutti i suoi collaboratori, anche i più riluttanti ( cioè quelli che si auto definivano “non nazisti” ma in realtà agivano come tali) e a portarli a compiere il necessario per conseguire i risultati desiderati. Si pensi a Frank come ad Eichmann, Heydrich, solo per citarne alcuni, che erano persone normali, ma completamente pervase dal pensiero del Fuhrer nell’adempimento del loro lavoro di burocrati del Reich. Amministratori delle vite altrui, organizzatori delle ferrovie del Reich, dove le persone non saranno più persone ma cose. Da eliminare. Un mestiere come un altro, quotidianamente. Da commercialisti, da avvocati e da promoter (come si diceva qualche anno fa). Un mestiere che riempiva la testa anche del più semplice sergente della Wehrmacht, famiglia ed amici compresi e così via. Perché se non si era così non si sarebbe potuto svolgere i compiti con quella dedizione che sarà loro poi (da tutti) riconosciuta. La profondità di questa formazione si evidenzia anche da piccoli particolari come quello della moglie di Frank (“Brigitte”) che, dopo una richiesta pressante del marito, dichiarò:
«Preferisco essere vedova piuttosto che divorziata da un ministro del Reich!».

prove-di-proclamaIl soggettino di cui parlo è stato tra i primi suggeritori di campi polacchi come Auschwitz-Birkenau, Majdanek, Treblinka, Chełmno, Bełżec, Sobibór. La cosa che più mi sorprende è come potesse lavorare in serenità, riuscendo ad annullare la propria coscienza giorno per giorno. Ma una personalità dagli aspetti anche controversi. Hans Frank infatti dichiarò di aver trovato prove inconfutabili che il padre di Hitler fosse figlio illegittimo di un ebreo chiamato Frankenburg (chi può legga Olocausto di Gerald Green).

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