Royal Oak: the fall – all about

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Trovato una intercettazione di un bollettino tedesco relativo all’affondamento della corazzata Royal Oak. Sera tardi – 14 ottobre 1939. (accuratamente tradotto).

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Alle ore 1.30 del 14 ottobre 1939 la Royal Oak, che si tro­vava all’ancora a Scapa Flow, è stata silurata dall’ U-47” (al comando del tenente di vascello G. Prien). L’operazione era stata accura­tamente preparata dallo stesso ammiraglio Doenitz, comandante delle forze subacquee. Prien lasciò Kiel 1’8 ottobre, in un sereno giorno d’autunno e passò attraverso il Canale di Kiel, seguendo rotta N. N.O. verso Scapa Flow. Il 13 ottobre, alle 4 a. m. l’U-Boot immo­bile si trovava al largo delle isole Orcadi. Alle 7 p. m., emersione. Soffia una brezza fresca, nulla in vista. Nella parziale oscurità si vede apparire indistintamente la lontana linea della costa. Come az­zurri fuochi fatui, balenano a tratti nel cielo strisce di luce dell’au­rora boreale. Rotta Ovest. Il sommergibile diresse . decisamente su Holm Sound, l’accesso a est di Scapa Flow. Fortunatamente questi canali d’accesso non erano bloccati che in parte. Tra due delle navi affondate era rimasto aperto uno stretto passaggio. Con grande pe­rizia Prien guidò il sommergibile tra i vortici delle onde. La co­sta era vicina. Si poteva scorgere un uomo in bicicletta che procede­va sulla strada vicino alla, riva. Poi, d’un tratto, la baia si aperse: Kirk Sound era stato oltrepassato. Il sommergibile aveva forzato Scapa Flow. Sotto il profilo della costa, a Nord, si scorgeva la sagoma enorme di una corazzata immobile, col grande albero che si innalzava come filigrana su uno sfondo nero. Vicino, più vicino tutti i lanciasiluri pronti —. nessun allarme, nessun suono tranne lo sciacquio delle onde, il fischio sommesso della pressione dell’aria e il breve scatto della leva di un lanciasiluri. « Los! » (fuori!) cin­que secondi… dieci secondi… venti secondi. Poi echeggiò una violenta esplosione, e una immensa colonna d’acqua si alzò verso il cielo nella oscurità della notte. Prien attese alcuni minuti prima di lanciare una seconda volta. I lanciasiluri erano pronti. Fuori! I siluri colpi­rono lo scafo al centro, provocando una serie di scoppi laceranti. La Royal Oak affondò, con la perdita. di 786 tra marinai e ufficiali, ivi incluso il contrammiraglio H. E. C. Blagrove (contrammiraglio della seconda squadra da battaglia). Il sommergibile usci tranquillamente attraverso il passaggio. Ventiquattro, ore più tardi giunse una nave da ostruzione.

— Dalle memorie di Winston Churchill:

Alle ore 1.30 del 14 ottobre 1939 un U-Boot germanico, sfidando maree e correnti, attra­versò i nostri sbarramenti di difesa e silurò la corazzata Royal Oak, ancorata a Scapa Flow. Del primo lancio di siluri, uno solo colpi la prua provocando una lieve esplosione. L’idea che un siluro nemico, avesse potuto colpire la naye era tanto incredibile, che l’ammiraglio e il comandante attribuirono lo scoppio a cause interne. Trascorsero venti minuti prima che il sommergibile tedesco potesse ricaricare i lanciasiluri ed effet­tuare una seconda salva: Stavolta tre o quattro siluri lanciati consecutivamente colpirono la nave. In meno di due minuti la Royal Oak si capovolse e affondò. La maggior parte dei marinai stava ai pezzi e ai posti di combattimento, ma la ra­pidità con cui la nave si rovesciò precluse ogni salvezza a quasi tutti coloro che si trovavano al momento sottocoperta.
L’episodio, che doveva venir considerato come una vit­toria d’immenso valore per il comandante dell’U-Boot tede­sco ed ebbe un acuto contraccolpo sulla nostra opinione pub­blica. Esso avrebbe potuto riuscire fatale a qualsiasi ministro cui incombesse qualche responsabilità nei riguardi della pre­parazione anteguerra. Ma siccome io ero entrato da poco a far parte del Gabinetto, durante i primi mesi non mi si potevano muovere rimproveri di. questa sorta e del resto l’op­posizione non tentò affatto di avvantaggiarsi di questa scia­gura. Al contrario, A. V. Alexander fu pieno di compren­sione e non formulò giudizi severi. Promisi di far subito aprire una severa inchiesta.

— Notizie a margine.

L’ HMS Royal Oak, al comando del Capitano W.H. Benn e ormeggiata al largo delle scogliere di Gaitnip (nell’angolo nord-est di Scapa Flow) ebbe un affondamento particolarmente veloce: meno di due minuti. Un caso più unico che raro. Dell’ equipaggio di oltre 1.200 uomini, 834 furono persi. Una recente ricerca avrebbe calcolato le vittime in 833 unità. Il capitano Brenn si salvò nuotando in mezzo alle acque ghiacciate e dense d’olio e di nafta. Da notare che all’epoca, Scapa Flow era considerata la più grande base navale della Gran Bretagna e l’U-47 riuscì ad avvicinarsi con sorprendente facilità.
Il primo siluro provocò un tonfo sordo, tanto che i marinai pensarono ad un’esplosione delle caldaie. Il secondo colpì solo parzialmente la nave, ma la confusione derivata dalla prima esplosione lo fece sembrare una esplosione di rimando della prima. Fu però il terzo colpo ad essere fatale; lo scoppio fece sbandare la corazzata e spense tutte le luci. La causa maggiore dei decessi fu dovuta al
l’acqua entrata dalla falla che entrò violentemente negli scomparti. I portelli erano insolitamente rimasti aperti perchè i marinai cercavano refrigerio per dormire e vennero travolti senza trovare scampo. Altri morirono sfiniti in mare inghottiti dalla acque mentre cercavano di nuotare verso riva.

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