impressioni…di settembre 1939

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il testo della PFM non era proprio così, ma ci accontenteremo…perché, in base a ciò che ho imparato, PFMdopo la dichiarazione di guerra alla Germania per la garanzia data alla Polonia, la Francia e la Gran Bretagna non mossero un dito per soccorrerla dall’attacco nazista, prima e da quello comunista, subito dopo. Alla mediazione dell’Italia per una conferenza di pace (tipo Monaco), risposero ponendo la condizione al ritiro dal territorio invaso prima di qualsiasi trattativa. Malgrado la rigidità dei governi alleati sul piano diplomatico, prevalse sul campo di battaglia l’emblematico principio che non valeva la pena di morire per Danzica. Tranne in qualche caso, se lo si ricorda, le Armate franco-inglesi rimasero dentro le viscere della linea Maginot, passando il tempo tra spettacoli di Maurice Chevalier e Josephine Baker, pur sapendo che i tedeschi avevano schierato lungo la linea Sigfrido poche divisioni di riservisti, che poca resistenza avrebbero potuto opporre. Solo tre mesi dopo la dichiarazione di guerra ci sarà il primo caduto inglese: per un incidente.

Perché tanto immobilismo? Francia e Gran Bretagna speravano in una soluzione pacifica, con la mediazione dell’Italia verso un Hitler pur esso in attesa di qualcosa. Per circa otto mesi si assisterà a questa sceneggiata, dove l’unica preoccupazione sembrava essere passare il tempo. Naturalmente anche i toni bellici erano dimessi: i grossi temi, come la difesa della democrazia, i diritti umani, la lotta al nazifascismo erano ancora nel cassetto. Questa guerra fu chiamata “stramba” dai francesi, “vaga” dagli inglesi, “seduta” dai tedeschi, “dei coriandoli” da noi italiani (per via dei lanci di volantini) e “fasulla” dagli americani.

In Inghilterra, il buon Churchill si sbraccia a parlare a destra e dove può di come era ancora caldo, di quanta vigoria mostravano i tedeschi, di quanto pochi armamenti disponeva al momento, di quale atteggiamento si doveva tenere verso la Russia sovietica e l’Italia e che linea si doveva seguire nei Balcani. Insomma: morbida politica; infatti la cosa più importante che ne seguì fu l’istituzione della commissione per la difesa del territorio nazionale. Niente di più. Sì, si era dichiarato guerra alla Germania, ma l’impressione europea era stata quella di una cosa doverosa,  proforma. E la Francia? La Francia diceva sempre di sì, ma non faceva nulla. Al solito.

Perché farsi del male?…Adesso, faremo qualcosa, ma ora non possiamo! Si parlò di approntare un piccolo esercito di 55 divisioni, di istruirlo, di dotarlo di mezzi abbastanza moderni e di cominciare (prudentemente) a convertire alcune fabbriche alla produzione bellica. «…Così, vedrete, in 18 mesi saremo pronti!…” disse il buon Winson.

…azzarola! Che reazione! Nel frattempo che l’Inghilterra si fa le sue storie, Hitler ringrazia e rifà…la sua geografia!Churchill-talks

«D’accordo; ci hanno buttato giù una nave ma non è stato poi granché… Sono morte 500 persone, ma ci rifaremo…».
Un approccio moderato e compatibile con le reali possibilità di quel mese.

In Italia non stiamo meglio. Badoglio è stato invitato a sincerarsi delle dotazioni italiane. E’ andato e ritornato con le mani nei… pochissimi capelli rimasti, dicendo che siamo ancora all’800 con le cose ancora funzionanti. Se funzionano ancora. Stimolante. Il Re ha fatto finta di non capire il rapporto (cos’è? è scemo?); ha detto che manderà qualcun altro a verificare… Nel frattempo sentirà il gen. Carboni che è sempre bene informato.

Nel frattempo di tutte queste chiacchere e pinzillacchere, la Polonia è spappolata dai tedeschi e nessuno, dico nessuno, ha mosso un mezzo dito. Chiedo: la Società delle Nazioni che tanto ha imperversato dagli anni ’20 in Europa,  cosa serve? come le offerte della Coop?

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