Bologna 1945

liberazione-BoBologna “la rossa”, si fece sentire subito (cioè non appena possibile) alle prime luci dell’alba del 21 aprile 1945, giorno della liberazione. Manipoli di partigiani (NP = non patrioti) passarono al setaccio la città uccidendo (come in un deathmach di Unreal Tournament) uomini e donne i cui nomi erano elencati in una lista di morte compilata dai capi bolognesi del PCI. brig.PaoloDai documenti d’un capo partigiano del capoluogo trovati qualche anno fa, era saltato fuori un elenco di quattro pagine coi nomi di 190 persone, uomini e donne che risultarono poi uccise in quei giorni del ’45. Curioso il fatto che fossero più donne che uomini, immuni da colpe o responsabilità oggettive, colpevoli forse d’esser stati in qualche modo legati al vecchio o al nuovo fascismo. Si trattava di stradini, sarte, casalinghe, infermiere, postini, impiegati di posti pubblici che per le loro mansioni non potevano non avere la tessera “repubblichina”. Tutti rovesciati in una fossa comune alla Certosa. Responsabili di queste soppressioni: i partigiani NP della 7° Brigata “Gianni” (vedi foto sotto)
7-Brig.-Giannie quelli della brigata GAP “Paolo” che dopo poco si unirono in un’unica struttura per continuare il repulisti del residuo fascista in tutto il bolognese cominciando dal possidente, poi all’agrario, al notaio, all’avvocato, ecc. Come ho detto, centinaia e centinaia di persone oltre la Certosa, come scrisse il Renato Romagnoli, gappista NP della 7°, riferendosi ai giorni di Bologna liberata.

La “lotta contro gli oppressori” continuava furibonda ed implacabile.
E per lotta si intendeva l’eliminazione fisica.

653 persone furono accoppate nel 1945 nella città di Bologna e comuni limitrofi, CastelMaggiore, Argelato, San Giorgio in Piano, San Giovanni in Persiceto. Mi sono sempre chiesto: come mai non si è mai registrato un tentativo di vendetta nei confronti di questi signori dopo la sconfitta del comunismo del 1948? Gli animi si erano sopiti? In questo modo, poi con le amnistie di Togliatti, la corsa dei rossi è stata “gratis”. Anzi, hanno ricevuto poi il permesso di fare parate, ricevere onorificenze e ringraziamenti pubblici come se la liberazione fosse stata merito loro. Incredibile.
Ma questo è un altro discorso fatto e rifatto in questo blog.

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