la memoria bruciata

burned-ram-PCIForse sarà così anche in altre zone d’Italia, ma girando in bicicletta ed alzando la testa (cosa che non può succedere in auto o in moto) si scorgono targhe del tipo: – qui giacciono … vittime del fascismo, caduti per la libertà, etc. -, ma non ho potuto trovarne nemmeno una recante la scritta: – qui giace … vittima del comunismo, caduto per l’odio di partito, etc. -.

E non è giusto.  Si stima che la repressione comunista abbia provocato circa 33.000 soppressioni e non esiste uno straccio di celebrazione, cippo, targa, messa a conforto o ricordo che sia, in nessun luogo. Non è giusto.

Chiedo: ma le famiglie che in famiglia hanno  avuto tragedie dovute ai comunisti, valgono meno delle altre? Chi ha perso il marito, il padre o un figlio per le ragioni di un Partito, chi non ha potuto nemmeno ritrovare le spoglie del congiunto,  davvero non ha nessun diritto? Chi ha permesso tutto questo?

Non ne faccio una questione meramente politica, dico solo che non è par condicio. I morti sono e saranno sempre tutti uguali. Non ne esiste neanche un censimento ufficiale. Si possono solo leggere le pagine di qualche scrittore che ha avuto la forza di scavare e riportare alla luce le nefandezze dei rossi, spesso pagate con denunce, processi, querele e calunnie dell’ANPI su giornali e riviste. Questa è la realtà. Ed è un’ingiustizia.

Se si riesce a superare indenni il pensiero di persone che volevano asservire l’Italia ad una potenza straniera però, ci si deve chiedere dove si è messo l’orgoglio, non dico nazionale, ma del proprio io, per accettare il permesso di andare in bagno quando si vuole e non quando lo dice mammaRussia! Se discutiamo anche questo ritorniamo al Medioevo! A parte il fatto che qualsiasi idea o ideologia politica non può sovvarcare l’indipendenza personale e nazionale. Lo dico proprio agli ex-PCI che al momento della Liberazione gridavano a squarciagola « Libertà! » e che della libertà di pensiero hanno privato tante famiglie. Si cita spesso il bisogno di una memoria condivisa, si parla del dovere di imparare dai propri errori del passato; cominciamo allora dall’onorare i nostri caduti militari e soprattutto civili e rigeneriamo la loro memoria se desideriamo ricostruire la nostra!

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