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Alcuni documenti segreti desecretati hanno rivelato che sono oltre nove mila i criminali di guerra nazisti fuggiti in Sud America dopo la seconda guerra mondiale. Secondo questi documenti segreti trovati in Brasile e Cile, a cui si accede solo dai pubblici ministeri tedeschi, i fuggitivi furono croati, ucraini, russi e di altri europei occidentali che hanno aiutato la macchina omicida nazista durante e dopo gli anni della guerra.

I documenti rivelano che ben 5000 andarono in Argentina, 2000, si stima, in Brasile, da 500 a 1.000 in Cile e il resto in Paraguay e Uruguay. Questi numeri non comprendono diverse centinaia e più che fuggirono, per mattersi al riparo dai regimi di destra in Medio Oriente; secondo i rapporti Daily Mail.

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I file hanno mostrato che la maggior parte di questi criminali è approdato in Argentina, dopo il presidente Juan Peron aveva venduto 10.000 passaporti vergini attraverso un’organizzazione conosciuta come ODESSA, istituita per aiutare gli ufficiali delle SS tedesche dopo la sconfitta dei nazisti e dietro il forte compenso in oro del III Reich.

Kurt Schrimm, 62 anni, capo della guerra dell’autorità penale in Germania, del team legale che ha spulciato tra gli archivi, ritiene che il file potrebbe anche fornire indizi precisi dei nazisti che sono tornati di nascosto in patria per vivere gli  ultimi giorni, passando del tutto inosservati. (ANI)

Sembra anche che gli americani fossero a conoscenza di questi arrivi e partenze dalla Germania e dall’Italia, via-Odessa, ma pare che giochi politici abbastanza occulti abbiano impedito che le ricerche diventassero di primo piano all’FBI, nei momenti caldi della guerra fredda contro i comunisti.

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UkiGoñiPerò, almeno nel quadro arrivi e partenze, gli italiani sono arrivati primi e grazie al Vaticano. Così almeno asserisce lo storico Uki Goñi, che tanto ha fatto per ricostruire l’organizzazione Odessa dopo una serie di indagini in Sud America, utilizzando materiali inediti dei servizi segreti americani ed europei e attraverso una lunga serie di interviste.

E perché, gli italiani? Per il motivo che il cuore e il cervello dell’intera operazione Odessa era a Roma (dove ad esempio, Juan Perón soggiornò dal 1939 al 1941), proprio nel cuore del Vaticano. Monsignor Montini fu il crocevia di questi interventi che garantirono l’incolumità a criminali come Erich Priebke, Josef Mengele, Adolf Eichmann e migliaia di altre persone. In cambio di soldoni. Si capisce! Pagamento a 3 anni (minimo). Già nel 1947 i servizi segreti americani avevano stabilito che «una disamina dei registri di Ginevra inerenti tutti i passaporti concessi dalla Croce Rossa internazionale avrebbe rivelato fatti sorprendenti e incredibili». Questa disamina è stata fatta ed è risultato che la Chiesa cattolica non fu solo un complice dell’«operazione Odessa» ma la sua protagonista indiscussa. Oltre a monsignor Montini i suoi vertici furono i cardinali Eugène Tisserant e Antonio Caggiano, mentre la dimensione operativa fu curata da una pattuglia di alti prelati, il futuro cardinale genovese Siri, il vescovo austriaco Alois Hudal, parroco della chiesa di Santa Maria dell’Anima in via della Pace a Roma e guida spirituale della comunità tedesca in Italia, il sacerdote croato Krunoslav Draganovic, il vescovo argentino Augustín Barrère.

OdessaDa Roma verso l’Argentina: la via di fuga portava a San Girolamo, un monastero croato sito in via Tomacelli 132. Alla fine, tra il 1947 e il 1951, furono 13 mila i criminali ustascia (nazionalisti fascisti croati), macchiatisi di delitti orrendi perfino per i loro alleati nazisti, che si salvarono usando il canale italoargentino.

Si è ritrovata persino una lettera di due frati francescani che chiedevano al presidente Peron di farsi carico della sorte di 30 mila «profughi croati» in Italia e Austria, e di accoglierli come lavoratori nelle proprie terre. Una richiesta umanitaria. Ben pagata però!  La Curia genovese, ad esempio, fungeva da terminale periferico di un sostegno ecclesiastico che partiva direttamente da Roma e che spianò a criminali di guerra nazisti, ustascia e fascisti la strada verso la libertà (in moltissimi casi, i fuggitivi scapparono con un mare di soldi).

Ho maturato l’idea che se si studiano queste cose occorre prima premunirsi di una congrua dose di Maalox.

Una curiosità.

Heil-Jesus

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Ma a qualcuno è venuta mai l’idea di denunciare e perseguire qualcuno del Vaticano o della Croce Rossa?

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