paga o muori.

PCI-naziParticolarmente esplicativa del carattere del movimento di quei giorni, questa immagine appare molto vicina al suo ex-competitor germanico; con i colori ed il suo layout richiama il simbolismo così caro ad Adolf. Non credo sia ufficiale, ma la trovo pertinente a quello che desidero scrivere.

Potrà sembrare fuori epoca, ma per questo movimento un sacco di gente ci è morta, in un senso e nell’altro. Cioè, che è trapassata convinta nella giustezza della sua politica e nel senso che ha ucciso per gli stessi motivi dettati dal Partito. Dati che provengono dal sito internet dell’Istituto Cattaneo, ci comunicano che dai 2 milioni di iscritti degli anni 1946  e 47, questi si stabilizzarono poi nel milione e mezzo per i 40/45 anni a seguire. Interessante è il dato, invece, deriva dei decessi procurati per motivi politici. Ed è proprio questo che fa discutere ed imbestialire le sinistre. Per una volta inserirei (per dovere di cronaca del ‘900) anche i decessi del biennio rosso del 1919-20. Qui, per la precisione, si parla di diverse centinaia e di migliaia di feriti e nuovi invalidi. Anche nel secondo dopoguerra, che è quello che ci interessa, la guerra di liberazione ha comportato un complesso ciclo di vendette che reputo fatale di ogni lotta civile. Il segretario del PCI, Palmiro Togliatti, appariva contrario alla spallata rivoluzionaria innescata dal Partito. Ma non osava affermarlo con chiarezza e soprattutto non si decideva a stroncarla sul nascere. La cosa che trovo allucinante, è il capire che l’ordine di fermare le epurazioni poteva venire soltanto da Mosca. Anzi, da Stalin in persona.

soviet-poster5Ma si è mai visto che in un paese civile un partito possa prendere ordini di qualunque natura (anche solo comportamentali…) da un’altra nazione? Questa si chiama, prima di tutto, sudditanza mentale. Non la si può considerare una strategia. E’ inconcepibile! E’ anche una questione che tocca l’orgoglio di un popolo! Significa essere plagiati, annullati dal volere di un altro e senza  capire se ciò è bene o male. Come una droga che annulla l’intendere ed il volere.

Togliatti era consapevole che molti militanti di rango del suo comunismo volevano un’insurrezione a qualsiasi costo. Una insurrezione che doveva superare tutti gli ostacoli possibili alla nascita di una nuova dittatura. Rossa, anziché nera. Ad un patto: di accettare la formula approvata a Mosca. Fedeltà assoluta nei confronti dei dirigenti. Nessun dissenso. Nessuna denuncia. Un’omertà plumbea. Fiducia totale nella rivoluzione.

Automaticamente diventavano ostacoli  le persone, anche solo lievemente, abbienti e i possibili sostenitori della democrazia e non del comunismo. Spronati da un motto preciso: colpiscine uno per educarne cento.

Attenzione: tuttociò non era così evidente e così dichiarato nelle piazze e nelle contrade di paese, ma era percepibile che chi non fosse d’accordo sarebbe stato punito. Partigiani cattolici, preti e dirigenti di partiti antifascisti non allineati, compresi. Raccapricciante!

Dunque, non c’era difesa. Gli Alleati, che avrebbero potuto fermare questa seconda guerra, non fecero nulla. Quindi che differenza c’era tra quell’ondata di delitti epurativi e le rappresaglie nazifasciste? Mah, quasi nessuna. Era una tecnica per intimidire possibili avversari. libretto_Cioè i ricchi, chi possiedeva qualche proprietà, chi gestiva potere o denaro. La polizia partigiana pretese dai direttori bancari l’elenco dei libretti di risparmio e i nomi degli intestatari. In Emilia Romagna si chiamava sempre: “tassa di liberazione” o “tassa a favore del Cln“. Chi non voleva pagarla rischiava di essere ammazzato. E fu così.

Come funzionava? Il comune annunciava la tassazione assolutamente iniqua con l’elenco di coloro che erano tenuti a pagarla; se i tassati erano riottosi entravano in scena gli “squadroni della morte“. La gente veniva sequestrata poi spariva. Per sempre.

« Ogni patriota deve sentire il dovere di continuare ancora questa lotta di ricostruzione e di epurazione. Guai se ricadessimo nel madornale errore del 1920. Occhi aperti! E se sarà necessario, armi in mano! Il popolo ha ancora bisogno del nostro aiuto ».

Era in un volantino che fu visto fino a Bologna.

Un altro, in provincia di ReggioEmilia: ( jpeg a lato)                                 Cln-provRE

circolare

Qui forse arriva una parte tosta. Per continuare bisogna essere vaccinati e un po’ di curiosità.

TogliattiOur friend, mr.Togliatti, si appoggiava candidamente al decreto del 27 luglio 1944, decreto legislativo luogotenenziale n. 159: “Sanzioni contro il fascismo”, che regolava l’epurazione dell’amministrazione pubblica e, art.40, istituiva l’Alto Commissariato per le Sanzioni contro il Fascismo, alla cui guida veniva nominato il conte Carlo Sforza, repubblicano, coadiuvato da un Commissariato aggiunto per l’epurazione, a cui venne preposto il comunista Mauro Scoccimarro. Vennero poi articolate le Delegazioni Provinciali. L’Alto Commissariato aveva il compito di dirigere e vigilare sull’operato di tutti gli organi che irrogavano le sanzioni contro i fascisti. Si pensi alle conseguenze. Nel settembre dello stesso anno la regolamentazione governativa si inasprì poi intervenne una prima amnistia piuttosto raffazzonata.

AMGOTL’AMGOT aveva dichiarato da subito che in quati affari non voleva metterci il naso. Liberi tutti! E tra gli attori di questa recita stalinista non c’era solo il PCI di Togliatti, ma anche il partito socialista del faentino Pietro Nenni! Pensa un po’. Tutte notizie che emergono dagli archivi russi desecretati. Togliatti, Nenni e compagnia bella, erano perfettamente a conoscenza di tutta la struttura militare nascosta e del servizio di informazioni alle dipendenze di Mosca. Un servizio che durava ancora negli anni Settanta, come appare da una lettera ai colleghi del Cremino, del 20 aprile 1974, di Boris Ponomariov, responsabile dei rapporti con i partiti comunisti stranieri: «Il compagno Cossutta chiede che il PCI venga aiutato nell’addestramento di istruttori e specialisti in comunicazioni radio, messaggi in codice, tecniche di camuffamento e di travestimento; nella messa a punto di programmi per radiocomunicazioni; per la creazione di documenti cifrati e nella fabbricazione di documenti d’identità italiani e stranieri». Il colpo di Stato fallito Nell’aprile 1948 Togliatti era pronto, nel caso di una vittoria elettorale della DC, per l’insurrezione, che doveva fare dell’Italia uno stato comunista. Fu Stalin a fermarlo. Lo dicono gli archivi. Credo sia terribile

NenniE c’è dell’altro. Togliatti, ora tutti lo sanno, fu il complice di Stalin nei peggiori delitti (processi del 1937, uccisione dei comunisti italiani fuggiti in URSS, sterminio dei soldati polacchi a Katyn, eliminazione dei prigionieri italiani dell’ARMIR). E staliniano rimase, Togliatti, anche dopo la morte di Stalin. Quindi non ci si può stupire ancora se si lamentino oltre 33mila morti epurati in base alle epurazioni governative censite (inizialmente chiamate defascistizzazioni). Se le elezioni del 48 fossero state vinte dalla Dc l’Italia si sarebbe trasformata in un vero bagno di sangue. Altro che apartheid politica !

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