Archivi del mese: settembre 2013

Biggest revelation!

Biggest-revelation

E’ quanto annuncia il giornalista e storico Abel Basti nel suo libro Hitler’s Exile. E di questo avevo già paventato l’ipotesi nell’articolo Hitler of the Andes e pubblicando il documento video relativo sul canale YouTube (a lato). Ma c’è molto di più.

Girando per la rete ho trovato questo preambolo storico suggestivo che mi ha fatto fantasticare. Non c’è che dire: il mistero continua ed affascina.

Hanna-Reitsch

Hanna Reitsch, dopo aver ottenuto il suo Fieseler Fi 156 Storch nel Tiergarten, vicino alla Porta di Brandeburgo, il 26 aprile 1945, decollò il 28 aprile, con a bordo Adolf Hitler ed Eva Braun.  Volarono in Jugoslavia, allora sotto il militare governatorato di Sepp Deitrich capo della Waffen SS, dove rimasero fino al 1947 prima di prendere il passaggio regolare, via mare, per l’Argentina.

Esiste un’intervista a questa deliziosa signora, del 1976.

Hitler70Secondo altre voci, Hitler fu sepolto in un cimitero pubblico nel Palmero, 30 km a sud est di Mendoza. La foto, presumibilmente presa in Cile, lo mostra quando sembra avere più di 90 anni. Si dice morto nel dicembre 1985, protetto dalla comunità ebraica sefardita locale e SS naziste. Da verificare.

• Trovo decisamente improbabile che l’amico Adolfo sia potuto arrivare a 90 anni con tutte le malattie che lo stavano divorando. Sarebbe un caso medico, oltretutto, da studiare!

Ok. Dopo questi appunti sparsi, l’articolo. Continua a leggere


respiri del passato

Nei miei sterminati archivi (!?!) ho trovato questa chicca (gli anglofoni la chiamerebbero goodie) che desidero mostrare. Si chiama “Piccola America” ed ho estratto qualche testimonianza delle persone interpellate. Non certamente intellettuali, non scrittori, non luminari, magari, ma persone sincere, oneste. piccolaAmericaPersone che non hanno sentito il peso di 85.000 civili inutilmente sacrificati, di 330.000 giovani mandati a morire proprio mentre stavano iniziando a vivere e quindi, libere da preconcetti  e da post-concetti. Un video che RaiStoria mandò in onda un sacco di tempo fa sulla gente che aveva respirato l’aria del primo Mussolini, il “restauratore” (per dirla alla Montanelli…).

Poi caduto nell’oblio.

Una cosa desidero rimarcare e che deriva dalla mia personalissima esperienza:  persone così, con queste prospettive, ce n’erano molte di più fino a poco tempo fa anche nella mia zona. Forse non lo dicevano apertamente, ma ce n’erano. Anche in tempi di Berlinguer, Craxi etc. Così…, tanto per confermare che questa la società può essere multiforme.

anche sul canale YouTube.

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“to badogliate”

Non voglio rompere i ciccioli…nel paniere di nessuno, ma in questo mese (settembre) di armistizi, temo che i ricordi per uno delle generazioni future italiane saranno sempre qualcosa di ombroso e di poco onorevole. Meglio lasciar perdere. Tanto, scommetto che la vera storia d’Italia, a scuola non si studierà mai. Quindi il problema della verità non si pone.

armistizioE’ inutile girarci attorno: la resa dell’Italia fu una cosa raffazzonata o (con un termine pugliese..) “figlia di una gatta frettolosa..”, cioè fatta in troppa fretta e determinò condizioni capestro che piegarono il nostro Paese a livello di dignità, di orgoglio, economicamente e anche materialmente. Mica voglio fare il moralista, nè tantomeno lo storico saccente (figuriamoci!), ma ricordo che da piccolo sentii dire da quelli grandi: « no’ arcordat che la guera.. a la vè persa du volt!  (noi, ricordati, la guerra l’abbiamo persa due volte!). E’ una buona prospettiva. E qui sono sicuro che, da qualche parte, qualcuno non sarà d’accordo.

armistizio2Il punto è che il Re e la sua cricca decisero di capitolare verosimilmente perché, come già era avvenuto nel passato, era giunto il momento di salire sul carro dei vincitori (da ‘Le armate alleate in Italia’ del Generale Alexander). Questo è un fatto endemico, nella natura dell’italiano medio. Si chiama opportunismo.  Paraculismo, direi. Alla faccia di chi ci è morto, prima. Per l’anima di chi? Del Re con le valigie pronte? E alla faccia di chi ci aveva giurato, da vivo. Bene, bene.

l’Italia preoccupata solo del compenso per i suoi tradimenti …‘. (da ‘Storia della diplomazia’ di Potemkin, ambasciatore sovietico a Roma).

Ma c’è, oggi, un interrogativo al quale speriamo di non dover mai rispondere: che alleato potrà mai essere l’Italia in caso di guerra? chi ci vorrà a fianco?Quali garanzie ci saranno che non si ripeta la storia dopo il cambio di campo della seconda guerra mondiale? (da un articolo apparso sul Washington Post) 

armistice1Un cambio di fronte del genere poteva essere accolto da essi con entusiasmo, ma con un naturale sospetto perché infrangeva tutti i crismi dell’onore, della lealtà e della fedeltà ai patti giurati in precedenza. (da ‘Una vita per l’Italia’, pag.194)

Voight, editore della rivista ‘Nineteenth Century’, disse: « Nessuna grande potenza vorrà mai considerare l’Italia come un alleato di uguale statura. Qualsiasi linguaggio la cortesia ufficiale possa dettare, essa è sempre stata nominata con disprezzo nel linguaggio popolare tanto dell’alleato quanto del nemico’ (da ‘J.V.Borghese e la X MAS’, pag.40). Certo, una fonte che si può discutere finché si vuole, ma la sostanza rimane.

BadoglioForse, il giudizio più severo sul comportamento italiano lo espresse il maresciallo britannico B. L. Montgomery, visconte di El Alamein e comandante dell’8 armata nella campagna d’Italia: ‘Penso che l’armistizio di Badoglio sia il più grande tradimento della storia […] Non è vero che la capitolazione fu dettata da domande popolari o da disordini interni. Vi erano veramente, e continuamente, voci di disordini […] diffuse da politicanti italiani in esilio che si accreditavano il merito d’aver provocato la caduta di Mussolini attraverso tali disordini. Il fatto è che il governo italiano decise di capitolare non perché si vide incapace di offrire ulteriore resistenza ma perché ritenne che fosse venuto il momento di accorrere in aiuto del vincitore’.

Questo disprezzo dei vincitori per il nemico che aveva tradito il proprio alleato si concretizzò anche con la nascita di un nuovo neologismo tutto americano: il verbo ” to badogliate “. Significava infatti: ‘ tradire senza costrutto ‘.

Re-VittorioEm.III.

Una curiosità: visto che la resa fu firmata il 3 settembre, non si potevano risparmiare i morti del bombardamento di Frascati del giorno 8? O anche quelli dovevano morire per il Re?


Errano 1944

E44-menu

“la storia è passata da Errano”. Il passaggio del fronte a Faenza, nel 1944, attraverso le storie e le testimonianze della gente.

italiano + subtitles              (parti dialettali).

in 4 parti.

In DvD e sul canale YouTube.

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Il documentario, prodotto nel quadro delle celebrazioni per il 60° anniversario della liberazione della città e presentato il 4 dicembre 2004, contiene filmati originali dei luogo e foto originali della Fototeca Manfrediana Faenza, arricchite dalle pagine tratte da libri come: La grande delusione (G.Pieraccini), La linea Gotica ( A. Montemaggi ), Faenza nella guerra – dall’ armistizio alla repubblica (M.Valli-E.Casadio), durata: 58 min. circa.

I rifugi, le emozioni degli abitanti di quel tempo, la 26° Panzer grenadier, gli inglesi della 46°, I Gurka, i Neozelandesi, I Polacchi…nella battaglia per Faenza.testimonianze

M.DeBurgh


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