Hitler vende casa

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Agenzia immobiliare VENDE il rifugio di Hitler.

21.950.000 euro.

A pubblicizzare l’immobile, che si trova a sette chilometri da Villa la Angostura, oggi noto centro turistico sulla cordigliera delle Ande, al confine col Cile, sono due agenzie online. Su uno dei due portali immobiliari, la proprietà (già oggetto di 2.776 visite virtuali), viene pubblicizzata come una delle possibili dimore di Hitler, tuttavia nell’annuncio non si trovano inserite foto che la rendano ben identificabile. Nell’altro sito si forniscono invece informazioni più dettagliate e un prezzo di vendita pari a 21.945.000 euro. La fastosa dimora, disegnata dall’architetto Alejandro Bustillo e realizzata dal costruttore italiano Pedro Longaretti negli anni Quaranta, presenterebbe tra l’altro, nella disposizione dei suoi interni, numerose similitudini col Berghof, il quartier generale del Fuehrer a Obersalzberg, sulle alpi bavaresi. E a venderla sarebbe un gruppo tedesco, che preferisce mantenere assoluta riservatezza e abbastanza restio anche a far visitare l’abitazione (N.D. sembra che sia proibito avvicinarsi alla villa e, addirittura, ti sparino a vista…).

Villa Inalco, che nella lingua originaria degli indiani Mapuche significa «sulla riva del lago», si trova nel Parco nazionale Nahuel Huapi. H-boatNella proprietà sono inclusi cinque chilometri di costa e 90 metri di spiaggia di sabbia, oltre ad un molo in legno per l’ormeggio di piccole imbarcazioni. L’immobile, sul corridoio idrografico dei Sette Laghi, è di facile accesso anche da San Carlos de Bariloche, centro che subito dopo la Seconda Guerra Mondiale avrebbe dato ospitalità a più di un criminale di guerra e dove risiedeva anche l’ex capitano delle SS Erich Priebke, poi estradato in Italia. Inoltre, il terreno dove fu realizzata la villa era stato venduto da una famiglia di immigranti italiani ad un avvocato di Buenos Aires legato ad aziende di capitale tedesco, che avrebbero aiutato i gerarchi nazisti a fuggire in Argentina. Molte sono state negli anni le testimonianze che assicurano d’aver visto Hitler e Eva Braun a San Carlos di Bariloche, allora piccolo centro isolato nel cuore della steppa patagonica, dove l’unica istituzione privata era la Scuola tedesca. Racconti che sono stati raccolti in varie pubblicazioni, di queste «Bariloche nazi-guida» di Abel Basti è una delle più suggestive e racconta come Hitler morì nel 1957, e sia sepolto col falso nome di Paulo Kak nel cimitero patagonico di El Calafate. (da Blitz Quotidiano)
Grey-WolfDa osservare che la tesi proposta in Biggest revelation, oltre al giornalista Abel Basti, è supportata anche da Patrick Burnside¹ e da due giornalisti inglesi (Simon Dunstan e Gerrard Williams in The Grey Wolf) che hanno valorizzato questa ipotesi.
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¹ (tratto da un’intervista)
D.  Quindi, secondo lei, il cadavere non era di Hitler?
R. «Improbabile. La perizia necroscopica, effettuata dai medici sovietici tra l’8 e l’11 maggio 1945 nella clinica di Buch, alla periferia di Berlino, è un colossale falso storico-scientifico. Nella relazione finale il tenente colonnello Faust Chkaravski e i suoi tre assistenti annotarono, di proposito, alcuni errori grossolani, forse per salvarsi la faccia davanti alla storia. Due le particolarità anatomiche del tutto fasulle attribuite alla salma del dittatore: un dente in sovrannumero e un testicolo mancante».
D. Soffriva di monorchidismo?
R. «Questo hanno voluto far credere. Ma i referti di tre medici tedeschi che avevano visitato Hitler completamente nudo negli ultimi 12 anni attestavano che i suoi organi genitali erano normali. Quanto alla presenza di un quindicesimo dente nella mascella inferiore, essa contrasta con la precisa testimonianza del dentista personale del Führer, il dottor Hugo Blaschke, arrestato dagli americani il 28 maggio 1945. E non poteva trattarsi di un errore di traduzione, perché il numero 15 figurava in caratteri latini. In più, Il 15 giugno 1945 il generale Dwight Eisenhower, nel corso di una conferenza stampa presso l’’hotel Raphael a Parigi, dichiarò: “- Le ricerche sovietiche non hanno trovato tracce di resti di Hitler, né la prova positiva della sua morte” -. Quando alla Conferenza di Potsdam, sempre nel 1945, il presidente americano Harry Truman chiese a Stalin se Hitler fosse morto, il dittatore sovietico rispose senza mezzi termini: “- No”! – E aggiunse che i gerarchi nazisti erano fuggiti in sommergibile in Spagna o in Argentina. Il segretario di Stato, James Byrnes, per accertarsi che Truman non avesse capito male, dopo il brindisi ufficiale prese in disparte Stalin, il quale gli confermò la risposta. La circostanza venne riferita da Truman in una lettera alla moglie e da Byrnes nel suo libro di memorie Speaking Frankly. Anche il capo del collegio difensivo degli Stati Uniti al processo di Norimberga, Thomas Dodd, ammise: “Nessuno può dire che Hitler sia morto”».colossale-trucco
 
D. Tutte qui le prove del falso storico?
R. «Fra i cadaveri trovati nella Cancelleria del Reich i medici russi scelsero i due più carbonizzati, li contrassegnarono con i numeri 12 e 13 e dissero che erano quelli di Hitler e della Braun. Il primo misurava 1,65 metri e il secondo 1,50. Ma Hitler da vivo era alto 1,73 e la sua amante 1,63. Difficile ipotizzare che il fuoco li avesse accorciati in modo così considerevole. Inoltre le radiografie eseguite su Hitler nel 1944 dal dottor Erwin Giesing non collimano con le immagini ai raggi X mostrate dai sovietici. Non basta: i cadaveri, pur rinvenuti nello stesso luogo, risultavano bruciati in modo estremamente diverso e accanto a essi c’erano le carcasse di due cani che però avevano conservato integra la loro pelliccia. Com’e fu possibile?».

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