A noi. l’andata

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A noi. E’ capitato proprio a noi di avere un Duce così goliardico  —  (è un termine freak, in questo caso)  —  da inventarsi un’armata talmente sgangherata come l’ARMIR per fare bella figura davanti ad Hitler.

C’era anche il mio papà. Ritornato come una larva umana, non più di 40 kg e poi dire stremato nel fisico e nello spirito è un’eufemismo. Non ho foto, ma ricordo quando disse che una volta a Faenza non lo riconobbe nessuno. Neanche i parenti stretti. Quello lì che si vede in “speciale”, magro come un Cristo, che sembra che non passi l’inverno e invece quell’inverno l’ha passato e anche male. Povero babbo. Le poche informazioni che ho potuto raccimolare sono contenute in una lettera di un suo sottotenente di complemento che gli scrisse credo nel 1953, poco prima di morire.

armir_1Aggregato ad un battaglione (credo L’Aquila) come comandante degli autieri, al quale avevano promesso un’infinità di automezzi, si ritrovò con un pugno di camion malmessi che dovevano servire a tutto. Dal trasporto truppe, armi, vettovagliamento e… frigoriferi. Perché frigoriferi se vai in Russia, babbo? Perché altrimenti il mangiare andava a male. Cioè? Cioè, a piedi. Dopo i treni stipati fino all’orlo, in un casino che non si può raccontare…, dopo l’Austria, la Germania, la Polonia (che miseria..) a piedi. Pochi sui camion; qualche ufficiale e altrettanti sottufficiali, perché o porti le armi e la roba, o porti gli uomini. Quindi a piedi. Per trecento Km! A piedi x 300 Km?

A noi. A noi è capitato questo. Scendere dal treno e trovarsi di fronte un territorio sconfinato e quasi deserto, tutto uguale. Arrivo a Jsium, in Ucraina, dove viene detto agli alpini che la loro destinazione “a sorpresa” non erano le montagne del Caucaso, ma il fronte del Don! Si doveva difendere quel fronte.

Ma bravo Mussolini! Perché non mandi addirittura i sommozzatori in montagna? Fa niente. Andiamo avanti.

A noi è capitato un caldo soffocante. Tenuta simil-invernale. Simil-invernale? D’estate? C’era quella. I giovani erano stati addestrati per fare la guerra in montagna, invece si trovavano a dover marciare e combattere, su di un terreno brullo, sterminato e con pochi riferimenti ottici: la steppa. Benissimo. Se ritorniamo ci inchiappettiamo il Duce, sicuro, sicuro. La divisione Julia era di poco meno di 17000 uomini, il battaglione di papà era di 1500 alpini; gente di 20 anni e poco meno. Tutti ad aspettare l’inverno.armir_2

In quella lettera c’è un momento in cui il sottotenente chiese a mio padre: « ti ricordi di quando ti misero a fare un noiosissimo lavoro d’ufficio e tu sbottasti dicendo che non era quello il tuo incarico? ». Questo sembrava uno sport: cambiare i ruoli. Sei bravo a far qualcosa? bene, allora vai in cucina a lavare le pentole! Uno sport redditizio! credo. O no?

A_noiA noi sono capitati ordini anche peggio. Avevano promesso un’armata (!!!) e ci siamo ritrovati con forze molto ridotte, nessuna riserva, niente carri armati e batterie anticarro ridicole che no servivano a nulla contro i T-34 dei russi. Se i sovietici avessero attaccato quella porzione di fronte sarebbero bastate solo 2 fionde per fare migliaia di prigionieri. I nostri alpini erano alle prese con un freddo disumano. Gli ufficiali ripetevano di continuo di di muovere i piedi negli scarponi, di strofinarsi il viso, però senza togliere i guanti. Si doveva usare il pugnale per spaccare il ghiaccio sui parabrezza dei pochi mezzi disponibili. I muli che trainavano i cannoni (vecchi come il mio bisnonno) si fermavano nella neve così alta che non riuscivano ad andare né avanti, né indietro. -30 / -50°. Auguri e figli maschi. Nessuno ha parlato molto dell’aviazione russa. Invece bombardavano continuamente. Continuamente.

A noi hanno dato le mitragliere da 20 mm. Si inceppano e non servono a nulla. E’ come tirare palline di carta. A noi è ripetuto: “tenete duro!” Durissimo. Sono più i morti congelati che i feriti di guerra. Si spera di essere catturati dal nemico. Papà aveva una settantina di camion. Ogni camion porta 20 uomini, quindi se la divisione si doveva muovere, 1400 circa erano stipati sui mezzi e gli altri a piedi su piste che la neve copriva in 10 minuti rendendole invisibili.

A noi. Vuoi un bicchiere di vino? Te lo tiro! Granita durissima color viola. Le pagnotte erano armi, tanto erano dure, così dure da essere spaccate con l’accetta o la baionetta. Se ritorniamo ci inchiappettiamo il Duce, sicuro, sicuro (2). Il freddo stava decimando la divisione. Nessuno aveva un cappotto foderato di pelliccia. I fanti della Vicenza avevano solo un bustina o l’elmetto, il famoso cappottino di fibre vegetali, le fasce gambiere e gli scarponcini da caserma. Mancava solo il costume da bagno. Gli scarponi hanno fatto più mutilati della guerra: gelando, sembravano di ferro e mutilavano i piedi o li piagavano.

armir_3A noi è capitata una dotazione ottimamente calcolata e approntata. I cervelloni a Roma non avevano mica internet! Non sapevano il meteo in Ucraina! Ma la propaganda in Italia diceva che le truppe italiane si stavano muovendo agilmente sulle loro posizioni e si stavano facendo onore. Proprio come il Duce si aspettava!

A noi sono arrivati queste notizie riservate: il 29 dicembre 1942 l’Aquila aveva perso 2 compagnie su 3 di fucilieri ed era rimasta solo una parte di anticarro e qualche mortaio. Il battaglione aveva perso 1000 alpini su 1400!

A noi:   Buon Capodanno 1943!

Se ritorniamo ecc. ecc.

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continua

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