Archivi del mese: luglio 2013

Domenico Giacometti. il pittore a Faenza

Continua la ricerca per la condivisione (e la conoscenza) di cose che rischiano di scomparire dalla memoria. Ecco alcune opere inedite dell’artista faentino Domenico Giacometti, realizzate nel 1945. Forse è possibile ottenere anche maggiori informazioni, ma solo dietro probabile vessazione e tortura. Se riuscirò nell’intento aggiornerò l’articolo. Intanto: disegni a mano, meravigliosi.

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Hebrew,-Buchhalter-I.Haifa(05        ufficialepolacco06        NewZeland07         soldatessapolacca08

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le memorie di Churchill. considerazioni

W.CHURCHILLheader

Presupposto memorieChiniziale.     Questa NON è una recensione. Non mi permetterei mai, però in un diario qualche considerazione voglio scriverla. E chi scrive è un comune mortale che legge le cose 70 anni dopo,  e soprattutto figlio di un’epoca sostanzialmente diversa.  E’ un’opera monumentale in 12 volumi, ben indicizzati.

stemmaCLa versione che posseggo è edita da Mondadori nel 1953 con una traduzione italiana di Arturo Barone. Edizione rilegata in “LINSON” uso pergamena su carta vergata Burgo Romagnano.

Riporto la conclusione della prefazione iniziale della collana:

               Un giorno il presidente Roosevelt mi disse di aver indetto un referendum popolare per definire con esattezza la guerra allora in corso. Io dissi subito: « La guerra non necessaria». Mai vi fu guerra più facile a evitarsi di quest’ultima che ha distrutto quanto al mondo era rimasto intatto dopo il precedente conflitto. La tragedia dell’umanità raggiunge il suo acme nel fatto che dopo i sacrifici e le tribolazioni di centinaia di milioni di uomini e dopo la vittoria della giusta causa, noi non abbiamo raggiunto né la pace né la sicurezza e stiamo ancora lottando contro pericoli più gravi di quelli da poco superati. E’ mia sincera speranza che lo studio del passato possa servirci di guida nei giorni avvenire, dando alle nuove generazioni la pos­sibilità di riparare alcuni degli errori dei trascorsi anni, e per­mettendo loro in armonia. con le necessità e la gloria dell’uomo di possedere la tremenda e sempre più manifesta scienza del futuro.

Cpictstudio

Ovvio che Churchill non si aspettasse, all’epoca, che tutti concordassero con ciò che aveva scritto; per quanto autorevole non vuole essere esaustiva in nessun modo se non per la maniacale cura nella verifica dei fatti. Pur sempre di parte. E questa è la peculiarità delle memorie e dei diari che ho potuto visionare. Un’opera che rappresenta la testimonianza (seppur in qualche modo filtrata) resa sulla base di ciò che era a sua conoscenza. Dal suo punto di vista. Ecco, questo deve essere chiaro. Ha scritto nel 1948, dopo Norimberga, nei primi venti di guerra fredda.

ChurchillhouseSi legge molto bene. Personalmente avrei desiderato un po’ più di nerbo; mancano cioè le emozioni, la disperazione, le incazzature. E’ tutto fin troppo calcolato, misurato. L’avranno tagliuzzata in mille, se è vero che doveva essere tradotta in 60 lingue e quindi avranno limato, per così dire, tutto quello poteva sollevare inutili polveroni. OK. Una nota buona. Si è sempre attenuto alla norma di non criticare una misura bellica o politica qualora essa era presa e poi le cose, a bocce ferme, sono sempre più morbide. Ma, come dicono i britannici, la collana è un essential.

Non si troveranno né valutazioni prettamente militari, né considerazioni politiche; più che altro, un mare di missive con questo e con quel generale, appunti su particolari momenti che generalmente sono risolti in maniera molto editoriale. Voglio dire… di avere avuto l’impressione che ogni cosa dovesse rimanere entro le Tot.  parole. Spero di spiegarmi. Aggiungo che le ragioni sopraenunciate tendono ad essere preponderanti. noWar-noPoliticsMah; mi aspettavo una cosa e ne ho trovato un’altra; molto bella, ma veramente diversa. Cioè, volevo una specie di diario operativo di guerra, invece ho ritrovato un documentario sui servizi postali di guerra del War cabinet. Forse ho un po’ forzato la mano e me ne scuso (con il lettore entusiasta) ma, in un diario quasi personale, qualche eccesso è consentito, no?


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