la benzina di Hitler

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«Oggi una goccia di petrolio vale quanto una goccia di sangue» disse il francese Georges Clemenceau nell’estate 1918 mentre era in atto un’offensiva tedesca sul finire della Grande guerra. E aveva decisamente ragione.

Già dal 1937, le speranze di Hitler per la questione dei carburanti in Germania furono affidate alla I. G. Farben. Ancora una  volta. Quest’azienda aveva già in carico il 90% della produzione di esplosivi per la guerra, il restante era affidato alla Vereinigte Stahlwerke di Dussedorf. Tra parentesi, dico che l’ I.G. Farben di Francoforte è il brand (come si dice oggi) che nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica dell’epoca, utilizzando la manodopera del vicino campo di concentramento. Si trattava di un impianto terribilmente importante per la produzione di petrolio sintetico e di gomma, elementi così decisivi per la guerra del Fuhrer.

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Utilizzando prestiti e tecniche apprese dagli stessi americani (?!?), il gruppo (nazista fino al midollo) rese possibile il riarmo della Germania con le sue immense possibilità produttive e avrebbe consentito a rendere il conflitto così lungo nel tempo per appoggiare il ” progetto tedesco di conquista del mondo “. Lo afferma anche un preoccupato rapporto del Ministero della Guerra americano del 1929! Da Norimberga proviene l’informazione che Hitler fu finanziato direttamente da Wall Street con 3 milioni di vecchi marchi (dell’epoca..)!

Già qui, il lettore potrà farsi un’idea dei giochi degli interessi internazionali che precedono una dittatura o un conflitto, come in questo caso. Personalmente, confesso che mentre scrivo, leggo e studio e mi stupisco. La cosa sbura (perdonatemi il termine ” eccezionale ” – giovanile) è che Roosevelt lo sapeva e non fece nulla per contrastare gli attori che stavano rendendo possibile il prossimo conflitto.

Hbenz4TLa guerra ” di prova” in Spagna aveva fatto capire che un Panzer del 1938 aveva bisogno di circa 200 litri di benzina per 100 Km ed un Tiger del 1944 ne consumava più di 500 per la stessa distanza. Per dare un valore più completo, una divisione meccanizzata bruciava fino ad 82 mila tonnellate l’ora.   .     La Luftwaffe aveva comunicato che un aereo consumava circa 250 Kg di aviobenzina per 1000 cavalli/vapore l’ora. Ma l’uso del petrolio va considerato per 1000 altre applicazioni: armi lanciafiamme, riscaldamento, combustioni di ogni tipo e non dimentichiamo la nafta per la Marina, dove il consumo si misura in milioni di barili. Qui l’equazione: se la Romania smette di essere fornitore di grezzo la Wehrmacht si ritrova a piedi. Un bel trattato su questo aspetto è il libri di A.Tooze – Il prezzo dello sterminio -. Ne ho parlato qui .

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Un problema di consumo che non appartiene a tutti e non in egual misura. L’America importano dall’Arabia Saudita e dall’America del Sud, l’URSS ha giacimenti enormi ovunque (si vedrà qui un grosso perché dell’operazione Barbarossa), l’Inghilterra si avvantaggia dai giacimenti di Iraq,  Emirati vari ed Iran. La Germania, ciccia! Cioè no. L’Italia pure. Mussolini pensa  ai giacimenti in Albania. L’Asse deve accontentarsi dei pozzi rumeni e delle importazioni fatte negli USA dal 1935 (5 milioni di tonnellate). Si noti che l’America continuerà a rifornire Hitler fino al 1941, così come il Venezuela, lo stesso Iran, il Messico e la stessa URSS fino al 1941. Non è pazzesco? Mah.

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Al salone dell’Automobile di Berlino del 1936 Hitler annuncia che la produzione di benzina sintetica era già una realtà. In quell’anno Carl Bosch (capo della BASF) avviò la produzione di benzina sintetica su scala industriale. Basata sul principio di idrogenazione del carbone, il sistema permetteva al Reich di continuare a muoversi anche nel caso in cui la Società delle Nazioni avesse applicato l’embargo sul petrolio.

Bilancio finale.

Attraverso questa idrogenazione dei catrami di carbon fossile o di lignite, la Germania produce oltre 400 mila tonnellate di benzina sintetica. A partire dal 1939, 1,5 milioni di tonnellate di carburante e di olio lubrificante. Lo sforzo poi si intensifica nel periodo successivo. Nei pressi dei siti di estrazione vengono costruite delle fabbriche di trasformazione fuori dal raggio d’azione degli aerei della RAF in un primo tempo in Renania, poi nella Saar o nella Ruhr. Nonostante i continui bombardamenti alleati, nel 1944 vengono prodotti quasi 6,5 milioni di tonnellate (l’obiettivo di Hitler erano 12 milioni) che avevano già soddisfatto il concetto di autarchia germanica programmato dal Furher.

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Ma la giostra gira. A guerra finita, con il Trattato di Postdam del luglio 1945 ogni ulteriore produzione di benzina sintetica viene vietato. Come da copione gli americani si fregarono tutto; brevetti, che confiscarono con una minuziosa operazione di saccheggio condotta fabbrica per fabbrica e personale tecnico specializzato trasferiti a viva forza in America a lavorare (op. Paperclip). Da notare che i progetti di benzina sintetica furono poi fatti sparire per non urtare il prezzo del petrolio normale di cui gli USA hanno ampia disponibilità.

Ma c’ è ancora un colpo di scena. Nel 2008 un bombardiere B-52 è decollato dalla base di Edwards in California per un esperimento: due dei suoi otto motori erano alimentati, anziché con kerosene (JT-8), con un carburante sintetico prodotto a partire dal carbone, in sigla F-T (Fischer e Tropsch – gli inventori geniali e geniali chimici tedeschi che inventarono l’idrigenazione del carbone).
L’esperimento ha avuto un successo insperato: senza bisogno di modifiche ai motori, il carburante sintetico ha funzionato egregiamente, con consumi minori ed emissioni di zolfo e CO2 ridotti rispetto al kerosene.
L’Air Force e la Marina USA, enormi divoratrici di carburanti, hanno deciso di comprare ciascuna, dal 2008, 380 milioni di litri del nuovo carburante chimico. Nel 2016 il Pentagono conta di coprire la metà dei bisogni dei suoi aerei militari con questo F-T.

Chissà. Se anche gli americani si ammaleranno di autarchia, un giorno forse, anche mio figlio potrà fare il pieno di F-T!

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One response to “la benzina di Hitler

  • simo

    La benzina sintetica è stata sviluppata dai nazisti ,a basso costo senza tutti quei procedimenti costosi di cui si parlano e ipotizzano su decine di siti web. La benzina sintetica si poteva preparare all’ occorrenza in pochi secondi…. ed io conosco un testimone oculare che ha visto come funzionava…..

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