operazione Dux

Casablanca-ConferenceDurante la Conferenza di Casablanca, nel gennaio del 1943, sostanzialmente venne approvato un piano congiunto anglo-americano di bombardamento sistematico della Germania e dell’Italia per distruggere il potenziale bellico del nemico. La cosa liberava, di fatto, gli Alleati da ogni freno etico e morale consegnando carta bianca ad Henry Arnold (comandante americano USAF) ed a Sir Arthur Harris (comandante inglese Bomber Command).

bomb_indQuindi, da quel momento si poteva.    Si poteva bombardare tutto quello che veniva reputato strategicamente utile ai fini bellici. Ma se gli americani pensavano soprattutto ad impianti industriali e ferrovie, l’intelligence britannica maturò l’idea che i bombardamenti ripetuti avrebbero indotto gli italiani a ribellarsi anche contro Badoglio e a  far accettare al nuovo Governo italiano perfino anche una resa incondizionata.                              Mussolini un giorno aveva detto:       “se agli italiani distruggono un monumento o perdono un Giotto, si metteranno a piangere e alzeranno le mani”. Già dopo le incursioni di inizio luglio l’italiano era più che convinto ma Harris ripescò la vecchia idea di impiegare gli aerei  per uccidere una sola persona: Mussolini.

Si chiamò ” operazione Dux ” ed in pratica, era un’incursione  da fare in pieno giorno (gli inglesi, di solito, bombardavano solo di notte) per distruggere Palazzo Venezia e Villa Torlonia. « Se non è nell’uno, il Duce è sicuramente nell’altro e, una volta colpito, l’Italia si sarebbe piegata al volere degli Alleati »- scrisse Harris – « per questo chiedo l’autorizzazione di procedere con l’operazione. Nel frattempo stiamo controllando, per quanto possibile, le recenti abitudini del Duce».

op.Dux_scriptCome ho riferito sopra, si trattava di un idea già presa in esame dal War Cabinet nel 1942 e non attuata perché in quel momento esistevano altre priorità militari. In attesa della risposta di Churchill, Harris e Portal nella notte tra il 14 e il 15 luglio 1943 avevano già impartito l’ordine di trasferimento dei bombardieri strategici Lancaster dall’Inghilterra a Blida in Algeria e deciso di affidare il comando della missione per l’eliminazione del capo del Governo italiano al capitano Maltby.

A.Eden_responsePer rispondere, il primo ministro britannico attese il parere del ministro degli Esteri, Anthony Eden, che il giorno dopo                (14 luglio) scrisse:

Trasmettendomi la richiesta del 13 luglio del Chief of the Air Staff, relativa al progetto di bombardare Mussolini nel suo ufficio e nella sua villa, voi avete domandato la mia opinione su questa operazione. Ebbene la cosa non mi piace. Le possibilità di uccidere Mussolini sono sicuramente assai scarse e quelle di “demoralizzarlo” non sono molto più grandi. Se noi non riuscissimo ad ucciderlo, non diminuiremmo certo il suo prestigio e potremmo perfino rafforzare la sua declinante popolarità. Inoltre correremmo il rischio di essere odiati per aver colpito la parte più antica della città e causato perdite tra i civili senza aver realizzato alcun risultato militare. Il mio avviso è di non dar seguito a questo progetto perché l’obiettivo scelto è troppo difficile per garantire la possibilità di raggiungerlo sul piano operativo, mentre su quello psicologico l ’incursione andrebbe a nostro svantaggio se non fosse di successo al 100 per cento”.
In calce alla lettera di Eden, Churchill appose un laconico: “I agree”.

L’operazione fu quindi annullata in extremis, forse anche perché
l’intelligence inglese aveva segnalato che il raid fissato per il 19 luglio avrebbe
potuto coincidere con la data del la trasferta fuori Roma di Mussolini
per l’incontro con Hitler a Feltre. Il diniego all’incursione non raggiunse però subito Harris, che nell’andata (verso l ’Algeria) il 16 e i l 18 luglio inviò sull’Italia due squadriglie per un primo bombardamento in Lombardia, Liguria ed Emilia. Il 19 luglio con gli stessi aerei di ritorno sarebbe scattata da Blida l’operazione Dux con un carico di 85 tonnellate di bombe destinate a Roma. Ma fra i colpiti, gli abbattuti e i danneggiati nell’atterraggio, gli aerei disponibili erano scesi da 42 a 33. Inoltre ad Harris era ormai giunto lo stop deciso da Churchill. Mentre i Lancaster restavano a terra, gli americani presero in contropiede gli inglesi. Decisero infatti di fare loro il primo bombardamento sulla Capitale italiana. Gli inglesi si rifecero, nei giorni seguenti, scaricando il loro carico di bombe destinate all’ operazione Dux su Livorno nella notte tra il 24 e 25 luglio (la burrascosa seduta del GranConsiglio).

Con la proverbiale precisione inglese, se l’operazione Dux avesse colpito, nel 1944 piazza Venezia, Campidoglio e i palazzi attorno avrebbero potuto essere in macerie. E chissà cos’altro.

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