Ravennati contro – 1945

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Sento il dovere di pubblicare un estratto significativo della bellissima prefazione di Giordano Marchiani al libro di Gianfranco Stella “1945 – Ravennati contro” per farle un personale plauso e per condividerne in toto il pensiero.

Un chiarimento che va subito fatto ed energicamente ri­badito, come ha scritto giustamente l’ex-partigiano democristia­no Ermano Gorrieri, in queste vicende “La Resistenza non c’en­tra, non fosse altro per ragioni di date, essendoci di mezzo lo spartiacque del 25 aprile.
La ricerca della verità sui vari “triangoli della morte” non offende la vera Resistenza. A questo proposito mi pare doveroso riportare la parte essenziale della lettera inviatami dal sen. Arrigo Boldrini, il comandante della 28° Brigata Garibaldi col nome di “Bulow”, attualmente presidente nazionale dell’ANPI, al quale rinnovo la mia stima e personale amicizia. Come noto, nella stessa Brigata militava come medico Benigno Zaccagnini con il nome di “Tommaso Moro”, che Arrigo Boldrini, amico di gioventù nelle file della Azione Cattolica ravennate, ha ricorda­to con una commossa orazione funebre il 7 novembre 1989. Il sen. Boldrini, dopo aver letto molto attentamente il tuo libro “La Bottega del barbiere” dove “ci sono molte pagine interessanti…. e grazie di averle scritte e pubblicate”, mi sottopone “alcune considerazioni che credo abbiano una loro base per riflettere”: 

1) “la guerriglia in tutti i paesi ha avuto travagli e tragiche conseguenze per la spontaneità dei movimenti, per un difficile coordinamento, per una forma indiretta di autodisciplina che solo nelle formazioni regolari si può imporre e non sempre”;

2) “la situazione in Romagna risentiva ed aveva risvolti politici e sociali che venivano da lontano; basterebbe ricordare per es. la Settimana rossa delgiugno 1914, la resistenza attiva e passiva al fascismo, il ruolo attivo delle forze politiche e del movimento cattolico, coi suoi contrasti, ed infine le faide paesane”;

3) “da un esame sul post-guerra in Italia, Francia, non mi dilungo sul post-guerra americano dopo il Vietnam… il nostro paese per l’ordine pubblico é in una situazione migliore rispetto agli altri, nonostante il dramma della lotta di liberazione e il ruolo della R.S.I. “. Le considerazioni di Boldrini meritano rispetto e fanno riflettere perché definisce giustamente un «dramma» senza le consuete esaltazioni «La lotta di liberazione» e possono essere utili anche per la comprensione del caso in questione, relativo alla “strage di Codevigo “, della quale lascio totalmente all’Au­tore di queste pagine l’onere della ricostruzione.

Tuttavia l’intento principale del libro e la ragione della mia prefazione stanno soprattutto nel monito contenuto nel titolo: “Ravennati contro” con l’auspicio che ciò non abbia mai più a venjficarsi, non solo per i ravennati e i romagnoli in genere di cui é noto l’innato senso dell’amicizia e della solidarietà, ma per tutti gli italiani, così come per tutti i popoli, affinché i fratelli non abbiano più ad uccidere i fratelli ed i giovani imparino dalle dolorose esperienze dei padri a convivere nella pace e nella libertà. Non più “ravennati o italiani contro”. Ma insieme.

avatar185solo                                                                    Giordano Marchiani

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