eroi senza macchia

hero.

E’ evidente che ogni winner-side (come dicono i nostri nemici-amici inglesi), elegga i suoi eroi e i suoi paladini.

Ma eroe non è forse colui che sopravvive a se stesso e al tempo che lo segue? Nella storia esistono casi in cui stragi, efferatezze di ogni genere vengono viste come statistiche o, semplicemente, come “pagine di storia” e non più tardi di un secolo dopo. O anche meno.
Chi stabilisce l’attribuzione del titolo di eroe? In passato è stata la volontà di poche persone, magari testimoni di gesta straordinariamente meritevoli; ma credo invece che dovrebbe essere il giudizio collettivo.

Mi chiedo:

non sarebbe forse giusto rettificare la memoria di colui che ne è comprovato il disonore?

bulow_oldDico questo per un vago senso di giustizia. Nell’esercito ti degradano se vieni scoperto autore di atti non proprio meritori, nella vita no. Post mortem poi, il discorso si complica. Se si facesse per esempio la storia del Risorgimento soltanto sulla base dei giudizi più o meno sbalestrati di qualche opposizione contemporanea o sul giudizio popolare, qualche eroe famoso forse non lo sarebbe certamente diventato, o comunque non lo avremmo poi studiato a scuola. Qualche esempio? Cavour fu chiamato un ciurmatore, bugiardo, cortigiano, affarista e la sua politica ” un tessuto di errori e di colpe attraverso metodi infami “; nel 1860, a Torino e a Milano si dicevano di Garibaldi le cose più schifose del mondo e lo stesso Garibaldi asseriva che i cavouriani “volevano vederlo impiccato“.

BulowMa non volevo spingermi così tanto lontano. Però mi dispiacerebbe sapere che il nome di alcune persone venisse ricordato solo per le cose che gli hanno conferito una medaglia. Non è giusto.
Stiamo parlando di disonore. E’ chiaro che i tuoi amici ti fanno grande, ti fanno onorevole, ti proteggono, anche con la legge dei Thompson, ma le madri (ormai tutte decedute) di quelle vittime ci parlano ancora  del gesto che hai fatto compiere dai tuoi aguzzini. E non può essere bastevole l’amnistia di Togliatti del ’46 a chiudere un discorso così raccapricciante.
Ma io non sono giudice, sono solo un appassionato di contro-storia e per un motivo: perché i vincitori hanno sempre il vizio di omettere un sacco di cose. Desidero soltanto che vengano citate anche le melefatte. Almeno su Wikipedia.

Ulteriori info in:

Il lato oscuro di Bulow

crimini partigiani provati

crimini partigiani successivi “.

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