irriducibili

lupimannariChi erano i  ” lupi mannari “?  Non mi riferisco a quelle figure immaginifiche che ci spaventavano quando eravamo piccoli, ma ai nazisti irriducibili che dal 1946 hanno scosso, in modo preoccupante, l’ordine pubblico tedesco. Un piccolo esercito creato per un nuovo fronte: contrastare gli Alleati con sabotaggi, attentati e combattere la “denazification”.

Un nuovo fronte, dicevo, fatto di guerra non convenzionale, cioè di terrorismo urbano con insospettate risorse belliche che già dall’estate del 1945 aveva fatto sentire il suo peso. Ex SS, ex gestapo, simpatizzanti, tedeschi disadattati nella nuova società,  compongono un tentativo di rivolta che porta alla morte migliaia di antinazisti in soli 3 anni. PrutzmannSono comandati e organizzati dal gen. Prutzmann, un Capo della polizia impiegato nella lotta contro i partigiani russi, arriva a formare un piccolo esercito che nel 1946 consta di quasi 5000 nazisti irriducibili, di cui il 15% sono donne.

deutsche_queueNello stesso anno, in tutta la Germania occupata,  è in pieno svolgimento la “denazificazione” voluta dai governi alleati che fino ad allora non aveva prodotto grandi risultati; nel marzo di quell’anno viene delegata alla popolazione tedesca che si mostra subito con sentimenti molto contrastanti a causa dei metodi giudicati sommari e poco chiari.

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Gli Spruchkammer, tribunali di denazificazione, raccolgono una miriade di persone sospette allo scopo di accertare eventuali colpe e responsabilità durante il regime per poi processarle, ma la cosa produce solo  nuova ostilità nei confronti degli occupanti.

Ad AAchen (vicino al Belgio) una pattuglia di lupi mannari uccide un sindaco collaborazionista e il piccolo esercito nazista ne ricava una grande pubblicità. La guerriglia viene però censurata dal governo americano per non far aumentare la loro fama. Nel 1947 a Stoccarda, Monaco e Norimberga attacchi bomba, tesi a minare l’occupazione americana, colpiscono industrie e luoghi affollati.    Nel 1948, delle 100.000 persone indagate solo 6000 vengono condannate e solo 800 vengono giustiziati; moltissimi nazisti riescono in qualche modo a fuggire. Soltanto nel maggio del 1955 e dopo alcuni importanti arresti, verrà sciolta l’Alta commissione di controllo sulla Germania quando  la popolazione tedesca effettua uno sciopero di 15 minuti (?!?)  per protestare contro gli attentati. Ogni tentativo di risollevare la dittatura, a quel punto, viene soffocato e fallisce.

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Niente di simile è accaduto in Francia, per esempio da parte dei sostenitori di Petain; niente in Olanda, dove dopo 5 anni di guerra l’opinione era molto cambiata nei confronti dei tedeschi ma molto in Italia, dove la guerra civile post-bellica ha infuriato per diversi anni ancora e dove le persone comuni sono diventate protagoniste indiscusse.

Una discussione possibile potrebbe riguardare la domanda se siano state solo le grandi sovvenzioni americane, che hanno placato la fame, a permettere la denazificazione e l’insegnamento della democrazia o, come disse Adenauer, «… la fottuta paura del comunismo».

Di sicuro ha giocato forte la stanchezza di un popolo che aveva ancora quasi 9 milioni di soldati (8 volte tutto l’esercito italiano nella sua totalità) da far rientrare nella nuova società e la consapevolezza che l’altra dittatura (quella di Stalin) responsabile della morte di un numero di persone compreso tra 20 e 60 milioni…  non aveva certamente fatto meglio.

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