I conti senza l’oste .2

Mi sono sempre chiesto se la Resistenza, oltre il muro del ” si doveva fare “, ci abbia messo la faccia difronte alle morti dei civili provocate da rappresaglie, rastrellamenti, attentati e così via. E ancora: perché la gente comune è stata sempre così indulgente nei confronti dei partigiani sanguinari? Stiamo parlando di migliaia di perdite, non di casi isolati. Vista con gli occhi di oggi, potrebbe sembrare una vittoria di Pirro quella della Resistenza. A prezzo spropositato, in molte località della bassa Romagna i pochi attacchi furtivi contro pattuglie tedesche o fasciste, che hanno fruttato la perdita solo di qualche unità nemica, hanno poi causato rastrellamenti e relative fucilazioni a suon di decine e decine di malcapitati. Si doveva fare ? La domanda può essere posta in un altro modo; laddove i tedeschi hanno bruciato un paese intero (civili compresi) per rappresaglia,  i conti tornano? Cioè, il gesto militare banditesco era così determinante? Potrei citare almeno 12 esempi eclatanti a sostegno e per questoparlo di “partigiani sanguinari”. O, quantomeno, irresponsabili. In ragione di quanto affermato credo che il valore della Resistenza debba essere ridimensionato. Non voglio essere irriconoscente; penso che esistano due pesi e due misure nel giudicare il passato. Come ci si pone davanti all’esecuzione sistematica di chi era soltanto parente con gli appartenuti all’RSI? Mi rendo conto che l’ argomento è tuttora incandescente. ” I morti sono tutti uguali ” – ha detto qualcuno; non sembra vero però , in effetti. Non ricordo esattamente dove, ma in molti paesini sono stati seppelliti i morti per mano fascista da quelli morti per mano partigiana, i morti comunisti lontano da quelli NON comunisti, in Irlanda hanno persino eretto un muro sotterraneo in un cimitero per separare i morti cattolici da quelli protestanti. Questo lo fanno i vivi, però. La separazione ideologica anche post mortem.

Dove non c’erano partigiani non ci sono state rappresaglie. E non ci sono state vendette dopo. Anzi: parlerei di rispetto.

I signori della Resistenza pensano forse di aver sostenuto l’onore dell’Italia?

Onore, comunque,  a chi lottava per la libertà, ai militari dell’esercito regolare,  ai cattolici o liberali alla Edgardo Sogno e sdegno per chi lottava per l’Unione Sovietica. Senza timore di smentita. Non si può parlare però sempre e solo dei partigiani onesti; nel computo finale della valutazione bisogna tener conto dell’operato dei partigiani comunisti che hanno inficiato indelebilmente il valore assoluto della Resistenza italiana. Come si pongono personaggi come Pio Galli (ad esempio ) difronte alla strategia e alla sete di potere comunista del ’45 fino a dopo il ’50? Perché non ne parlano mai? Perché non citano mai il tradimento italiano al loro Re, al loro Governo e alla popolazione. Le stragi perpetrate erano doverose? Credo che le cose vadano dette tutte. Anche a rischio di veder compromesso il giudizio. E’ un fatto di onestà. Omettere ed imporre l’omertà, invece, ti allinea solo ai tuoi nemici.

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