I conti senza l’oste .1

Kesselring (e non Kesserling come trovo scritto in un’ infinità di siti ) ha lasciato scritto e detto (prima di morire) nelle sue birrerie di Monaco ove parlava sovente dell’Italia, che se era solo per i partigiani  i tedeschi sarebbero ancora in Italia oggi. Ho paura di pensare che sia verosimile. La cosa che più li mise in crisi nei mesi finali del conflitto furono gli scioperi. Moltissimi dimenticano che le forze del Reich, dal 42 al 45 non avevano più forza lavorativa in nessuna zona occupata. Per questo crearono la TODT e assoldarono all’ incanto qualsiasi malcapitato per fare trincee, lavori di meccanica, falegnameria, lavori tessili; coinvolsero civili prima e prigionieri poi, fino a sfinirli.

F.Todt (nella foto)

Gli scioperi, invece, paralizzarono tutto; crearono problemi che interagivano tra loro creando enpass di ogni genere. La costruzione di strutture in cemento, sulla linea Gotica per esempio, procedettero lentissimamente proprio perché la forza lavoro mancava. Kesselring lo ha ripetuto allo sfinimento. Certo, poi c’è la forza militare che c’è o non c’è… ma senza difese strutturali è molto più difficile; lo sappiamo dall’antichità. Gli scioperi quindi. Scioperi delle attività, per fare munizioni, per raccogliere il grano, l’acqua, per trasportare la benzina, il sale che era rarissimo. Tutti hanno sofferto la fame, anche i soldati del Reich. Non solo i civili ma anche gli ufficiali. Ma qui il discorso si fa molto ampio. Non sempre le truppe si sono spostate per ragioni militari ma perché in una zona vicina magari c’era da mangiare. Ritengo che la verità stia spesso in mezzo. Spesso i partigiani sono entrati, con clamore, in zone ove i tedeschi non c’erano già più da giorni e hanno innalzato bandiere e intonato cori di conquista quando non avevano conquistato nulla ma solamente occupato ciò che era stato abbandonato. Ho detto “spesso”.

Ma il punto che volevo svolgere è un altro. La Resistenza dimentica che, per la Germania, l’ Italia aveva tradito. E’ questo il punto chiave che divide le opinioni di chi legge. L’ Italia aveva tradito e basta. Ai tedeschi non importava se qualcuno non era d’accordo col Fascismo (magari anche dal principio…); l’ italiano era un traditore che si era finalmente rivelato. Lo sapevano. Se lo aspettavano. Hitler lo aveva preannunciato già dal 1941 ai suoi generali; ne ho già parlato. Non vi era nulla di sorprendente. Ma il tradimento è una cosa terribile. Distrugge l’onore. Comodo dire dopoio non ero d’accordo…”!, ma (per esempio) gli “Aventiniani” e molti altri antifascisti della prima ora erano rifugiati in Francia ed in Svizzera; non erano in Italia a dire NO al Fascismo. Aspetto non trascurabile è il fatto che erano solo 4 gatti e capisco che 4 gatti non siano una voce forte in Parlamento. Ma nel quadro dell’ opinione comune l’ italiano rimane un traditore! La Resistenza lo dimentica. Cioè, anche se giustamente motivati, i resistenti erano ribelli a tutti gli effetti e non erano considerati legittimi sotto nessuna forma. Ma non sono stati militarmente un problema fino al febbraio del ’45, per i tedeschi. Lo dice Kesselring. Quando la sproporzione di uomini ci supera si soccombe: è evidente. E non è un fatto di giustizia divina o ideologico, ma conseguenza di forze dispari in campo.

Il libro Antifascismo e Resistenza, scritto meravigliosamente dal prof. Casali, traccia un quadro veritiero sulle motivazioni politiche e sociali della Resistenza delle nostre zone, ma commette il solito errore di sempre: parla solo del Fascismo e mai di Patria; tratta il fronte politico come unico interlocutore e non considera mai chi aveva giurato fedeltà al Re, alla Patria, chi era apolitico, che era cattolico, chi era anarchico e così via. Non si parla mai degli altri. Come se il resto del mondo non esistesse. Invece il tedesco non vedeva la cosa in questo modo.

Qui propongo un passo conclusivo del testo che trovo totalitario anch’esso al pari delle cialtronerie fasciste:

Certamente l’oppressione non va mai bene! ma non si può sempre discutere tutto col fucile. In questo modo sei esattamente come i tuoi nemici!

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One response to “I conti senza l’oste .1

  • Maurizio

    Se c’era un Governo che si comportava in barba a tutti gli accordi era proprio quello nazista, così come la storia è piena di ‘parole d’onore’ di ufficiali tedeschi infrante quando loro (i nazisti) decidevano che gli interlocutori erano esseri inferiori e/o traditori e quindi indegni di un rapporto tra pari.
    Oltre a ciò, tutti i soldati italiani avevano giurato in primis fedeltà alla istituzione rappresentata dal Re, e non al governo fascista e nemmeno agli accordi politici da essi firmati: viceversa i repubblichini ruppero unilateralmente questo giuramento, decidendo di essere fedeli al Patto tripartito firmato tra Germania, Italia e Giappone ovvero a quel fascismo che venti anni di dittatura e indottrinamento avevano convinto gli italiani si identificasse con la Patria: questo fu il grande inganno, identificar il fascismo con la Patria. Nel nome dell'”onore” e della “Patria” gli italiani della RSI non avrebbero esitato a far distruggere tutti i monumenti e le città italiane e sacrificare l’intero popolo italiano, cosa che hanno fatto i nazisti fino all’ultimo.
    Il punto di vista dei “bellissimi” tedeschi quando è il punto di vista di criminali va trattato come tale.
    La Resistenza è stato ciò che ha reso possibile la liberazione morale del popolo italiano e la nascita della costituzione, costruita con dolore errori e difficoltà sulle macerie di una guerra voluta dai fascisti.

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