Duce dixit (sul riarmo)

Una cosa di cui si è sempre vantato mr. Mussolini è di aver sostenuto ed onorato sempre il concetto di giustizia. … A questa affermazione sento oggi i cori di sdegno di chi mi legge, ma già dal 1924 la musica era tutta un’ altra.

Il Duce ricevette un’oceanica ovazione (…dov’ erano in quel momento gli oppositori del regime?) dopo il discorso fatto al Costanzi di Roma nel quale affermò «.. che non era giusto che la Germania non avesse un posto permanente nel Consiglio della Lega!», e ancora – « l’ Europa di oggi non è scevra di intollerabili ipocrisie;  nel Trattato,  il disarmo della Ger­mania doveva essere il preambolo di una riduzione gene­rale degli armamenti allo stesso livello di quelli germanici; un impegno solenne che finora non è stato mantenuto!  Contraddizione ipocrita e  palese ingiustizia!  La vera pace non può essere dissociata dalla giustizia, altrimenti è un protocollo dettato dalla vendetta, dal rancore e dalla paura. «Se fosse imposto alla Germania di rimanere eterna­mente disarmata in una Europa piena di armati, il ricono­scimento della sua parità di diritti suonerebbe come un’iro­nia e il suo posto di uguale tra gli uguali nella Società delle Nazioni si ridurrebbe ad una mera finzione. Se il livello degli armamenti altrui non si abbassa, la Germania ha il diritto di aumentare il suo per non trovarsi nella categoria inferiore di Stati che non hanno pieno l’esercizio della loro sovranità politica e militare. È inevitabile che il diritto di uguaglianza giu­ridica in materia di armamenti le sia riconosciuto. Credere di fermare il corso della storia, credere di poter compri­mere per la eternità un popolo di alta civiltà come il popolo tedesco, il quale dopo la Russia è il più numeroso d’Eu­ropa, è semplice e rovinosa illusione. Per aprire le vie del futuro non si può rimanere sempre inchiodati al passato ».
Ora, chi si ostina così balordamente (ed è soprattutto la incorreggibile utopistica Francia) a contrastare il diritto della Germania, non vorrà poi pretendere che la Germania porti alla conclamata Conferenza ginevrina del disarmo la sua presenza di minorenne e di minorata. Forse tale presenza la Francia nemmeno pretende o desidera, ma questa sua cocciutaggine è fatale a lei stessa, perchè l’as­senza o il ritiro della Germania silurerà senz’altro la cal­deggiata Conferenza».

Nel 1933, in Senato, dichiarò:

« La Germania esiste nel cuore dell’Europa con la sua massa di 65 milioni di abitanti; con la sua storia, la sua cultura e le sue necessità. Non si può fare senza la Germania, o peggio ancora, contro la Germania.  L’Italia è al suo fianco con la sua primogenita bandiera di rivoluzione, col suo popolo fiero, disciplinato e guerriero». (!?!… ndr)

Non so. Giudicare oggi, con la mentalità odierna e sapendo com’è andata poi, è davvero difficile. Però chiedo: possibile che tutti coloro che lo ascoltavano fossero offuscati dalla sua personalità? Possibile che tutti fossero idioti da credere a tutto ciò che dichiarava? Perché allora lo si applaudiva? Questo oceano di persone che lo osannava era un oceano di invasati? di drogati? Alla fine del discorso ci furono 8 minuti di applausi incontenibili. Dov’ era l’opposizione in quei momenti? Parlo dei Pertini, dei Nenni, dei Saragat e degli Amendola (come minimo…).
Niente. Io ricordo ancora il documentario del viaggio di Hitler in Italia, del 38. In tutte le stazioni ove passava il treno c’era tanta di quella gente che non sapevano più dove metterla. Altro che concerti da rockstar! Hitler con un impermeabilino sfigatissimo si affacciò timidamente ad una finestra laterale come una comparsa casuale. E la gente lo applaudì lo stesso, entusiasta! Nel 38. Nessuno sentì puzza di disastri imminenti? Sembra di no. Allora ci sfugge ancora qualcosa. Leggo questo libro fascistissimo ed entusiasta e mi chiedo se ci sia insito un virus. Un virus altamente contagioso che abbia infettato tutti (compresi i miei genitori e parenti) o qualcosa di così altamente invalidante.

Insomma. Chi ne parlava lo dipingeva come un Redentore e ha ridotto l’Italia sul lastrico. L’ italiano era forse stupido? Intanto, il 14 ottobre 1933 la Germania usciva dalla Società delle Nazioni e, ancora più grave, con delibera del Gran Consiglio Fascista e annuncio dell’ 11 dicembre del 1937 (in p.zza Venezia) ne uscì anche l’ Italia. I primi passi verso il conflitto erano fatti.

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: