Il tradimento tedesco.

Nella mentalità collettiva germanica si è quasi sempre associato l’italiano al concetto di tradimento. Hanno detto che è naturale, fisiologico per la nostra natura e probabilmente non hanno tutti i torti ma, come ho avuto già occasione di scrivere in altri articoli di questo blog, l’ inganno sistematico, l’opportunismo più feroce ed il tradimento sono molto ben conosciuti anche dai nostri accusatori. La cosa grave e che più mi stupisce è come la cosa si sia potuta mettere in pratica addirittura come disposizione governativa.

Il 31 marzo 1945, a Novi Ligure, ci fu un incontro tra il generale Vietinghoff ed il gen. Farina, allora Comandante della div. San Marco nei giorni in cui la Repubblica Sociale stava crollando. Scopo di quell’ incontro era rassicurare le ultime armate di Mussolini che tutto era in ordine, che avevano ricevuto l’ordine supremo di resistere fino all’ultimo uomo assieme ai camerati italiani e che, nonostante tutto, il morale dei soldati era ancora alto. E proprio in quel giorno si consumò il primo tradimento tedesco.

gen. Von H. Vietinghoff

Invece le cose erano profondamente diverse già da un mese. Alla fine di febbraio 1945, a Sant’ Andrea Bagni (vicino a Parma) si era tenuta un’importante riunione dei comandanti della grandi unità tedesche presenti nell’Italia del Nord. Sto parlando di venti divisioni che non si potevano più evacuare per gli ordini tassativi di Hitler e per insuperabili problemi logistici; la totale assenza di protezione aerea della Luftwaffe, la paurosa scarsità di carburante e le condizioni impossibili delle linee ferroviarie e delle strade di grande comunicazione con la Germania, tutte bombardate. In quest’ incontro, Karl Wolff, Comandante delle SS e della polizia in Italia e generale plenipotenziario delle forze armate tedesche sul nostro suolo giocò un jolly : aprì una busta che conteneva una direttiva segreta della Wehrmacht che stabiliva i nuovi ruoli delle forze in gioco; nell’ipotesi di una ritirata verso i confini del Reich, le unità tedesche avrebbero dovuto servirsi con la forza di quelle fasciste per proteggere il ripiegamento e renderlo il più rapido possibile. In pratica, si relegava i reparti italiani a retroguardia sacrificabile ; come “carne da cannone”.

gen. A. Farina

Naturalmente, i capi militari di Salò non seppero mai nulla di questa decisione e chi ha seguito da vicino queste vicende  stabilisce in questo l’origine della fine della tragedia dell’aprile del ’45.

Ma questa è solo la prima fase del tradimento tedesco.

Infatti Wolff stava iniziando a trattare con gli americani una resa separata delle forze tedesche in Italia. In Svizzera con il Capo dell’OSS americano in Europa e la sera dell’ 8 marzo 1945 venne avviata l’operazione più tardi conosciuta come ” Sunrise “. Gli emissari di queste trattative arrivarono a definire i dettagli logistici della resa separata: previste le zone di raccolta e ordinato disarmo di tutte le unità germaniche, comprese quelle di Vietinghoff. Per essere precisi, il 13 marzo, Wolff era pronto a consegnare la mappa con le unità sotto il suo comando e il 19 marzo Wolff informò Vietinghoff di tutti i dettagli. Il 30 marzo, pare che si parlasse di ore per la firma della resa tra le parti.

Quindi il 31 marzo 1945, a Novi Ligure, Vietinghoff  “sapeva” ed ingannò deliberatamente il gen. Farina quando lo obbligò,  in nome di una fantomatica lealtà, a spostare le sue forze per proteggere strade pericolose costringendolo a scontri non necessari con i partigiani che gli procurarono forti perdite. In seguito a questi fatti, alcuni storici riportano la notizia di alcune schermaglie avvenute tra i repubblichini ed i tedeschi in ritirata; non ultimo, conferma queste vicende anche Kesselring nelle sue memorie (del 1954) asserendo di aver sollecitato i suoi soldati a stare sempre in allerta durante la marcia verso la Germania.

Per la cronaca, il Duce seppe delle trattative segrete di Wolff soltanto il 25 aprile quando ormai era troppo tardi per fare qualsiasi contromossa. In quei giorni, l’esercito di Wolff si rinchiuse nelle caserme, sospese le attività contro i partigiani e negò qualsiasi aiuto militare ai reparti della Repubblica Sociale. Per completare il tradimento.

Non sapevo che quando la nave affonda cane mangiasse cane…(per così dire…).

Qualche notizia sulle memorie di Kesselring.

Prima stesura ed uscita in Inghilterra e Germania nel 1953, in Italia nel 1954 (Garzanti) (guarda caso…). Nella bibliografia britannica i Memoirs di Kesselring risultano stampati, dopo l’edizione del 1953, nuovamente nel 1974, nel 1988, con l’introduzione di Kenneth Macksey e nel 1997. Una monografia dello stesso Macksey su Kesselring è stata pubblicata nel 1978, poi nel 1996 ed infine di nuovo nel 2000. Note biografiche dedicate al feldmaresciallo del Terzo Reich sono inoltre apparse in varie pubblicazioni.

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