Tedeschi in Italia. dettagli_3

terza parte.

Non deve passare inosservato il fatto che cogliere del tutto impreparati i tedeschi è cosa rara.

Basti pensare ad un dettaglio: circa gli scopi ufficiali del concentramento di truppe germaniche in Italia è da notare che, secondo concordi segnalazioni, i soldati tedeschi, specie quelli della divisione SS entrata dal Brennero, partiti in fretta e furia da ogni dove (vedi Belgio e zone più remote della Germania nord-occidentale), avevano già (in moltissime copie quasi plastificate) la cartine esatte su dove arrivare, presidiare e organizzare. Erano animati dal sentimento di voler ” ripristinare l’ ordine e ristabilire il regime di Mussolini”. Poteva sembrare quasi un’ operazione da campagna politica; numerosi soldati portavano anche sui loro caschi la scritta “Viva il Duce” in vernice bianca. Vorrei far notare questo piccolo particolare di cui mai nessuno ha parlato prima. Per avere, diciamo, qualche centinaio di elmetti con la scritta desiderata, nel 1943, di quale organizzazione bisognava disporre per fare e poi distribuire a chi serve?

Un altro dettaglio. A me piaccono queste cose.

In 5 giorni (dico 5) arrivarono alle SS dislocate solo a Roma dai 6 ai 10 mila fucili mitragliatori ultimo tipo (mp40 ultima modifica e circa 1000  STG44) via aerea, proprio sotto il naso degli osservatori italiani che non capirono subito la portata dell’operazione che andava a completarsi.

Un passo indietro. Secondo un pronto suggerimento di Himmler, Hitler (che era solito appropriarsi delle idee altrui) aveva già pensato ad un “controgoverno” pilotato da Farinacci ed uno dei primi atti ufficiali sarebbe dovuto essere quello di rivolgere un appello ai militari italiani per autorizzarli a tornarsene a casa. (!) « Con l’esercito attuale non c’è più nulla da fare perché i soldati fuggono! Meglio puntare su un esercito formato da volontari e da fascisti desiderosi di combattere “per il timore della sorte che li attende”; gli altri, al lavorare in Germania!» avrebbe detto il 28 luglio al suo entourage.

Ma già il 5 agosto Hiltler aveva dovuto convenire che l’operazione “Schwarz“, cioè il piano che prevedeva l’occupazione di Roma e della Città del Vaticano, l’arresto del re, di tutta la famiglia reale e di tutti i politici ostili alla Germania, la liberazione di Mussolini e la restaurazione del Fascismo, non aveva più senso e che era meglio indirizzare tutte le risorse alla preparazione di contromisure da adottare al momento del sicuro «tradimento»italiano e all’operazione “Achse” ed “Eiche” (non appena annunciato l’armistizio). Ad Hiltler non era mai piacuto Badoglio e glielo disse anche in faccia non molto tempo prima. Ma qualcos’altro doveva andare storto.

Per non far precipitare i rapporti con Roma richiese la presenza di Farinacci a Berlino. Arrivato in Germania si confrontò subito con Ribbentrop e poi con lo stesso Hitler. Questi ne ricevette un’ impressione disastrosa. Invece di un fascista deciso lucido e combattivo, si era trovato di fronte un uomo annientato e meschino, incapace di rendersi conto di ciò che stava accadendo e pieno di rancore verso Mussolini. Pergiunta, con voce piagnucolosa (dal diario intimo di Goebbels).  Male. Molto male.

Vai a casa di Hiltler e parli male dei suoi cari amici. Questo è male. Molto male!

Lo affidò alle cure di Himmler su ordine diretto. Non le voglio neanche immaginare.

Un altro dettaglio.

Intanto i tedeschi ” che viaggiavano nei comodi treni si perdevano le feste che gli italiani di confine riservavano agli amici, che usarono come propaganda fino allo sfinimento.  Più o meno fino a Verona, le scene erano queste:

Italia: un paese ospitale.

Bene, bene. Il 9 agosto, tre giorni dopo l’ incontro con i tedeschi a Tarvisio, il ministro degli Esteri R. Guariglia sottopose al consiglio dei ministri una relazione contenente una sintesi dell’ afflusso “immotivato” (?!?) di truppe tedesche dopo il 25 luglio. Stando alla relazione, i primi movimenti erano cominciati il 29. Poi però, l’1 ed il 2 agosto, con qualche urlo e la minaccia “di far uso delle armi “, i tedeschi avevano varcato senza preavviso la Frontiera del Brennero. Qui non si fa neanche un accenno al fiume in piena che stava passando per ferrovia! Ma Guariglia continua.

« Più tardi la situazione fu regolarizzata avendo il Comando Supremo Italiano dato il suo permesso al passaggio delle truppe tedesche. Ad oggi sono registrate quattro divisioni dal Brennero, tre da Mentone, 1 da Tarvisio ed 1 di paracadutisti avio-trasportata, sembra destinata alla Sicilia; ora però è ferma a Pratica di Mare». (in totale circa 100.000 uomini). In realtà, ne arrivarono di più (quasi il doppio) e siamo solo al 9 agosto.

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