Tedeschi in Italia. dettagli_1

prima parte.

Stiamo parlando dei tedeschi nei primi momenti immediatamente dopo il 25 luglio. Qualche curiosità meno nota.

Alla notizia della caduta del fascismo, Hitler accusò forti dolori allo stomaco per il nervoso (in realtà ne soffriva spesso ma quella volta il dolore si potrasse più a lungo); pur consapevole del fatto che il consenso nei confronti del regime di Mussolini era in forte calo, in quei giorni (dal 26 al 30 luglio) non prevedeva che tutto si potesse sciogliere come “neve al sole” nel giro di pochissimo tempo. Dunque abbiamo detto quindi che Hitler era a mezzo servizio fino al 28. Intanto Jodl e Donitz, estremamente scettici sulle possibilità della rinascita del Fascismo, erano alle prese con un dilemma: pur essendo convinti della necessità di non evacuare l’Italia ” in nessun caso ” avevano il bisogno primario di non distogliere truppe dal fronte orientale che era ogni giorno più in pericolo.

Prese corpo la convinzione che se si fosse proceduto ad un colpo di mano per catturare il re e Badoglio la sitauzione si sarebbe subito capovolta ma l’ OKW ed il comando della Kriegsmarine si opposero affermando che l’operazione avrebbe determinato una situazione militarmente difficile e politicamente negativa. Dico militarmente perché la reazione italiana avrebbe messo in imbarazzo le esigue truppe tedesche dislocate nella penisola (rispettivamente 2 div. in Sicilia e qualche compagnia in Sardegna) e politicamente avrebbe alienato alla Germania le ultime simpatie dell’opinione pubblica. Il vice ammiraglio Ruge venne inviato in Italia per rendersi conto sul posto della situazione e riuscì solo a convincersi che l’opinione comune di quei giorni era che il Duce fosse stanco e malato e che non poteva più guidare l’ Italia. Tornò a Berlino e gettò nello sconforto Hitler raccontando di aver parlato con la gente, intervistato ufficiali dell’esercito e, urlando come un matto, seminò confusione tra i capi dell’OKW.

Nel frattempo (il 26 luglio 1943), la divisione ” Leibstandarte Adolf Hitler” partì da Orel e la “Hoch und Deutsch Meister” dal Belgio. Entrambe, con l’ordine di raggiungere l’Italia a tappe forzate. Si trattava delle migliori truppe che la Germania possiedeva nel 43. Il fatto di averle tolte da punti importantissimi in Europa dimostrava l’importanza che i tedeschi attribuivano alla situazione italiana. Il 28 luglio, dunque, la 44°div. di fanteria Hoch und Deutsch Meister arrivò, non senza estrema fatica, dal Belgio ad Innsbruch (Austria) per rinforzare le avanguardie impegnate ad occupare i valichi con la scusa banale di proteggere le loro linee di rifornimento. Il generale V. Feurstein (comandante delle truppe montane) ordinò al generale Gloria a Bolzano, di mettere un’unità tedesca aggiuntiva alle Poste Italiane presso la ferrovia del Brennero per proteggerla. Intanto, il 1º agosto  la 44ª divisione di fanteria marciava attraverso il Brennero per raggiungere l’Alto Adige. Feurstein provò a ingannare il gen. Gloria con la comunicazione che questo provvedimento era concordato tra il Comando Superiore della Wehrmacht e il Comando Supremo italiano. Gli italiani però intuirono questa finta ed aumentarono il loro contingente a loro volta, impedendo, in caso di necessità con la forza, l’impiego di truppe tedesche. Il 1º agosto 1943 comunque, la 44ª divisione di fanteria varcò i confini italiani senza che nessun colpo d’arma da fuoco venisse sparato.

il gen. Feurstein

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