Visione…in comune

Il 2 dicembre 1942, alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, Mussolini pronunciò un discorso, diventato famoso per un passaggio in particolare, che gli procurò un particolare plauso da parte di Hitler.

 ” Questa non è soltanto una guerra necessaria, è una guerra che io proclamo sacrosanta

Parte del discorso fu anche ripreso in parte dal dittatore tedesco qualche mese più tardi per motivare ulteriormente le truppe che stavano già assaporando il sapore della sconfitta in più fronti. L’ineluttabilittà delle sconfitte verrà ammessa soltanto nel testamento finale redatto la notte del 29 aprile 1945.

Questa serie di primi insuccessi accomuna i due dittatori anche nella incredibile cecità difronte alla realtà che si stava manifestando; la “secolare missione” di dominio e di riordinamento dell’Europa, secondo le loro teorie basate più sulla razza che sulla geografia, ha avuto il potere di offuscare sempre la quotidianità nelle previsioni, nei resoconti e nelle opinioni.

In questo spazio, pubblico il discorso di Mussolini e un discorso di Hitler che parla del famoso “lebensraum” (lo spazio vitale).

La pubblicazione non vuole in alcun modo destare nessun spirito nostalgico, né essere oggetto di culto, ma è tesa solo a conservare una memoria storica, indubbiamente filtrata anche dalle opinioni del web-master, troppo spesso oggetto di indifferenza.

Il punto di questo articolo, come spesso mi capita di dire, è un altro.

Diceva, un generale inglese, che con la prudenza non si vincono le battaglie ed è sicuramente vero; ma quando però sul campo perdi ripetutamente forse è il caso di rivedere qualcosa. O comunque non puoi continuare a pensare di vincere, anche se ti chiami solo Pico Pallino o, addirittura, Hitler o Mussolini.

Mi sono sempre chiesto come si sentisse il Duce nel confronto delle Potenze; ad esempio, l’uno contava quasi 18 milioni di soldati, l’altro solo 1,5 milioni. Nel 1943 Chuchill stimò che le forze Alleate ammontavano a poco più di 200 milioni! Parlo di uomini e non di tecnologia. Faccio le proporzioni immaginando di giocare a Risiko. A metà del 1943, Stalin aveva messo in gioco quasi 15 milioni di uomini, aveva già spostato tutte le fabbriche negli Urali e costruiva giornalmente tanto materiale bellico che il buon Adolfo non è mai stato capace neanche di immaginare! Ora: se giungono notizie sconfortanti dal fronte Atlantico, se le stai prendendo in Africa, se ti stai arenando in Russia e se sei stato devastato nella Battaglia di Inghilterra, o sei hai fatto una figuraccia in Grecia e in Francia, è il caso di continuare? O vuoi sperare nelle armi segrete, negli ultimi 5 minuti di guerra, là dove Dio ti deve perdonare…Mi sono ancora chiesto se i dittatori abbiano mai visto l’elenco telefonico di New York o di Mosca perchè, anche a quel tempo, il volume era impressionante! When i was young, all’oratorio ti insegnavano che non puoi picchiare uno più grosso di te almeno 10 volte!

 

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