la prima guerra fredda (quinta parte)

Per chi avesse perduto il filo di questi articoli ricordo che, presuntuosamente, sto trattando in realtà il periodo tra il 1935 e il 1940 e, galvanizzato dalla lettura delle memorie di W. Churchill, mi sono messo a cercare notizie su un argomento che è proprio di questo periodo: il radar. Questo è quanto ho ottenuto.

quinta parte

Sembra che tra il 1932 e il 1940 l’idea di utilizzare in qualche modo le onde radio respinte dagli apparecchi aerei o simili sia venuta in mente un po’ a tutti; e dico a Francia, America, Inghilterra e ovviamente alla Germania. In GranBretagna in principio queste ricerche furono definite R.D.F (Radio Direction Finding) e il presupposto tecnico era quello di individuare un mezzo nemico tramite l’eco respinto dalle onde radio. Detta così sembra semplice, ma non lo è; o comunque non lo era affatto a quel tempo. A circa 70 miglia di altezza si trova una specie di padiglione aereo riflettente (iconosfera), la cui esistenza e fattezza impedisce alle comuni onde di vagare nello spazio e quindi rende possibili le comunicazioni fatte con questo sistema.

Tra l’altro, questo sistema di inviare brevi vibrazioni osservandone l’eco era già stato studiato da qualche anno da un certo Appleton. Nel 1935 il prof. Watson-Watt illustrò che si poteva ritenere possibile la ricerca di velivoli mediante appunto gli echi della radio e l’idea piacque moltissimo. Fu prospettato uno studio ed una sperimentazione nei 5 anni a seguire e cominciarono subito gli esperimenti preliminari dopo aver ultimato la costruzione di una piccola catena di stazioni nell’area di Oxford-Orfordness. Si pensò di cominciare alla radiolocalizzazione di navi commerciali e militari.

Dopo i primi aggiustamenti, nel periodo tra il 1937 e il 1939 si procedette all’impiego sugli aerei che vennero rilevati a una distanza di 35 miglia e a 10.000 piedi di altezza. Per le navi si raggiungevano le 9 miglia. Man mano che le distanze aumentavano vennero migliorati anche i sistemi di riconoscimento dei propri aerei ( dispositivi I.F.F ) ma si notò che le stazioni a onde lunghe non scoprivano gli aerei a volo radente e venne così costruita una catena supplementare chiamata C.H.L  (Chain Station. Home service. Low Cover) che impiegava onde più corte ma a distanza più piccole. Qualcuno suggerì anche che l’avvistamento a occhio nudo sulle coste faceva miracoli e col telefono si facevano miracoli. Si otteneva cosi’ un vantaggio di circa 15 minuti.

I tedeschi però non stavano a guardare. Nel 1939 un signore dal cognome italiano, il generale Martini, pretese che a bordo dei dirigibili turistici che sorvolavano le coste orientali britanniche ci fossero apparecchi speciali capaci di scoprire l’esistenza di eventuali trasmissioni Radar. La cosa incredibile fu che per ben 2 volte, sul Graf Zeppelin, il tentativo fallì perchè gli strumenti non funzionarono in volo ed il rilevamento non venne perciò effettuato. Rientrati alla base, stranamente, poi tutto riprese regolarmente. Il destino. Dico questo perchè se gli strumenti avessero funzionato a dovere il Graf Zeppelin avrebbe riportato in Germania l’informazione che anche l’Inghilterra aveva il radar e avrebbero approfondito gli studi sul livello del sistema inglese in quel momento collegato a tutta la difesa aerea e navale. Se si pensa agli effetti giocati dal radar durante la battaglia d’Inghilterra, agli scontri navali e all’intercettamento dei lanci V1 e V2 se ne intuisce l’importanza. Sui tentativi di scoprire questi segreti i tedeschi potrebbero scrivere dei libri. Nei primi giorni di luglio del 1939, in Inghilterra, esistevano già venti stazioni radar capaci di scoprire aerei sopra i 10.000 piedi e a distanze fino alle 120 miglia. Non poco. Il fatto di poter vedere il nemico quando la nebbia non ti permette di vedere la casa difronte è impagabile, come il rilevare i sommergibili in acque profonde o capire la posizione di navi a 50 miglia ti permette di giocare a scacchi col nemico senza che questi lo sappia. Concludo questo post dicendo che dal 1938 al novembre del 1939 gli inglesi si divertirono a giocare, in aria e in mare, a nascondino con il proprio radar per scoprirne gli eventuali difetti e la cosa li portò poi a parare (per così dire…) gli attacchi tedeschi dell’autunno e dell’inverno 1940.

not to forget

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