la prima guerra fredda (quarta parte)

quarta parte

La riduzione della flotta germanica a un terzo di quella inglese consentiva un programma di nuove costruzioni che avrebbe poi impegnato al massimo l’efficienza dei suoi cantieri per  almeno dieci anni. Non esisteva però alcuna limitazione allo sviluppo navale e la Germania aveva in tasca il permesso di costruire alla massima velocità materialmente possibile. Stiamo parlando cioè di 5 corazzate, 2 portaerei, 21 incrociatori e 62 cacciatorpediniere.

Sembra così un lista della spesa ma è la realtà. In pratica però tutto si ridusse a 2 corazzate (Bismark e Tirpitz), nessuna portaerei, 11 incrociatori e 25 caccia; lo dice la storia, altrimenti oggi saremmo qui ad innalzare lo stendardo nazista. Poche storie. Solo sul fronte dei sommergibili riuscì a completare il suo piano di sviluppo (57 U-boats), nonostante le continue lamentele di Doenitz (ne aveva chiesti 300). Un vantaggio di Hitler di quel momento fu quello di non dover sottostare alle condizioni dell’accordo navale di Washington che limitava a 35.000 tonnellate la costruzione delle navi da battaglia. Infatti subito Bismark e Tirpitz furono progettate  oltre le 45.000! I francesi si arrabbiarono di brutto. A questo punto, Mussolini vide la prova che la Gran Bretagna, finchè non erano intaccati i suoi interessi navali personali, si sarebbe spinta a qualsiasi accomodamento con la Germania incurante del danno che avrebbe procurato alle altre nazioni amiche. In questa tesi fu appoggiato praticamente da tutti. La cosa provocò un fendente pericoloso alla Società delle Nazioni.

1935, 16 marzo. E’ il giro di boa. L’introduzione tedesca formale al servizio obbligatorio segnò la sfida ufficiale al trattato di Versailles. Differentemente da tutti gli altri qui si imponeva al soldato tedesco il giuramento non alla costituzione ma direttamente al Fuhrer. La cosa suscitò stupore ovunque. E qui l’organizzazione germanica diede i suoi frutti. Mi limito a presentare una tabella di confronto tra Francia e Germania per le chiamate alle armi dal 1914 al 1920:

 

Qualcuno ha detto che nel 35 si sarebbe potuto chiamare alla sbarra la Germania all’incontro di Ginevra per spiegare il suo stato attuale di armamenti e di formazioni militari, ma nessuno avanzò la proposta. Strano. Nel 1936 in Inghilterra, scrive Churchill, si affrontarono tutte le questioni che riguardavano dapprima la parità areonautica e poi la sicurezza nazionale. Eminente professore e illuminato fu Watson-Watt (dice niente?) che spiegò l’utilità di predisporre un sistema di radiolocalizzazione a cominciare da Dover-Oxfordness, tutti sulla costa orientale. Mica fesso. Nel marzo si diede il via alla costruzione di questa linea di 29 ricevitori Radar che permisero, anche alla flotta, di localizzare navi aeree e non entro un raggio di 30 miglia. Poco più tardi (nel ’38) il raggio si allungò poi alle 60. I tedeschi guardarono queste costruzioni ma non ci capirono molto.

Qui la storia si fa complicata.

 

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