Economie di casa

A partire dalla seconda metà del gennaio 1945 la guerra, si disse, accelerò implacabilmente il suo corso in Europa. E questo fu dovuto principalmente al grande impulso delle potenze economiche in gioco. Dirò anche cose banali, ma alla lunga vincono i numeri e non le idee politiche o di giustizia. Ho già scritto in un articolo che alla fine del 43 i soli russi avevano un esercito di quasi 6 milioni di uomini (6milioni); tutti i tedeschi militarmente abili (disponibili in tutta Europa) erano poco meno di 4.300.000; più c’era tutto il resto del mondo. Contro.

Ora chiedo: quando mai i tedeschi hanno visto durante tutta la loro guerra una quantità di mezzi così avvilente; i russi che spingevano sul solo fronte della Slesia in quel mentre, erano appoggiati (si fa per dire…) da 46.000 cannoni, 8000 carri armati e poco più di 10.000 aerei!

Cioè equivale a dire che ad avere ragione, alla fine, è sempre la potenza economica e non la direzione politica degli uomini. Banalità, vero, ma disarmante.

A sostenere questo concetto fu anche Albert Speer che già nei primi mesi del 40, quando la Germania stava vincendo su tutti i fronti, allorchè si fosse esaurita la spinta iniziale della preparazione tedesca al conflitto, si sarebbe andati inevitabilmente incontro ad una logorante caduta del Reich per ragioni economiche. Previsione ineccepibile. E allora? 

E allora: “chi se ne frega dei soldi!”. Ci si prova comunque. Sperando che nel frattempo qualcosa cambi: che l’Inghilterra si pieghi dalla paura e così tutti gli altri. Il libro più bello, a questo proposito, è certamente …

 

Il prezzo dello sterminio (A.Tooze)

Questo è uno dei libri più originali sull’economia nazista. Scritto brillantemente, offre una prospettiva nuova sullo stesso Hitler attraverso episodi, ragionamenti economici e una sofisticata analisi dei comportamenti dei protagonisti. Dal progetto del riarmo alla catastrofica epopea della fine.Quasi obbligatorio. E poi mi ha stupito.

Ma allora c’ era il “trip” del lebensraum (spazio vitale) che la Germania doveva trovare ad Est; poi si doveva battere Napoleone che si era fermato sempre in Russia per il freddo, poi c’era il grano (non i soldi, proprio il grano!), il ferro, il carbone, il manganese, il petrolio ed una enorme forza lavoro da sottomettere. Chiaro. In Francia non ci avevano trovato granché, a parte il vino, in Belgio qualche miniera insufficiente, l’Olanda vive solo di commercio, in Polonia hanno solo delle disgrazie e della miseria e allora? E allora vado in Russia! Dove vuoi che vada? Ma un giorno Mussolini, poco prima dell’operazione Barbarossa e parlando dell’impegno che si preannunciava, gli disse che a Rocca delle Caminate c’era un vecchio detto: «se non c’hai soldi stai a casa!»; il Fuhrer non capì, fece spallucce e gli parlò dei suoi amici Turchi (che poi NON entrarono mai in guerra. ndr).

Qui a Rocca delle Caminate ridono ancora. E non solo qui. Ma col senno di poi è facile.

not to forget

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: