il lato oscuro di Bulow (la strage di Codevigo)

In questa sede, e credo in nessun altra, nessuno vuol disconoscere i meriti di Arrigo Boldrini che in questi ultimi 60 anni sono stati più volte ricordati, celebrati e insigniti di riconoscimenti. Ribadisco che, personalmente, mi limito soltanto a consegnare alla memoria di chi mi legge gli interrogativi e tutti gli aspetti che il personaggio ha presentato nello svolgere del suo ruolo. E per essere più chiaro mi appoggerò a fonti che di volta in volta citerò.

Vengo al punto. Ho letto di recente “la strage di Codevigo” di Gianfranco Stella e non nascondo che la cosa mi ha mosso pensieri che avrei preferito non avere. Prima di cominciare il libro mi sono ricordato di un detto contadino: «un soldo da solo non suona..!» e mi sono fatto un giro in internet e la cosa che mi è apparsa subito è la lista di detrattori di Bulow piuttosto lunga. Le grida non si placano nemmeno dopo la sua morte avvenuta nel 2008 e ho trovato notizia che in quasi tutte le manifestazioni tenute in suo onore siano apparse contestazioni di un certo peso. Sarà…

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è il parere dello storico Gianfranco Stella, autore di “Ravennati contro”, del recente “Crimini partigiani” e di altri testi sulla Resistenza che hanno riaperto vecchie ferite. “Arrigo Boldrini e’ stato il boia di Codevigo”, sostiene Stella nel ricordare Bulow. Parlando alla conferenza stampa organizzata dal Popolo della Libertà ravennate sulle ragioni della protesta contro il monumento a Bulow, Stella spiega: “E’ storia, non ho paura di querele”. A dargli ragione c’e’ una sentenza, riferisce, esito di un “processo lunghissimo e imbarazzante per i magistrati di Ravenna, Rimini e Forli'” che prova “oggettivamente” la strage. Si tratta di un massacro, secondo Stella, con ben 120 vittime, “ma sono solo quelle accertate, io credo che siano molte di piu’. Perche’ i testimoni oculari raccontano che per liberare il fiume Bacchiglione dai cadaveri hanno dovuto usare mine anticarro”. Stella condivide la contrarietà al monumento a Bulow collocato di fronte all’ingresso del Consiglio comunale, perchè “un sindaco deve evitare le provocazioni, cosi’ Fabrizio Matteucci non aiuta il processo di pacificazione”. Il capogruppo di An Sergio Covato, chiarisce che il Pdl “non vuole riscrivere la storia, ma sulla scelta di intitolare o dedicare strade e statue ci vuole, se non l’unanimita’, almeno la massima condivisione”. Per il centrodestra Bulow resta, se non un “boia”, quantomeno il principale rappresentante di un movimento partigiano che “non è quello che combatteva per la liberta’ – spiega Gianluca Palazzetti (An) – ma quello che voleva sostituire al totalitarismo fascista quello staliniano”.

Qui si dirà certamente che sono solo voci della destra revisionista, ecc. ecc. anche quando si cita Giampaolo Pansa (che non è propriamente di destra, anzi…); ma il punto NON è chi lo dice ma cosa viene detto e come viene sostenuto. E a questo proposito colgo l’occasione per riportare alcune frasi, tratte dai diari di Bulow che sono state usate negli anni, non tanto a discolpa ma per chiarire meglio la sua posizione di quei giorni.

ricordo che in quei momenti (fine aprile 45), dopo l’occupazione di Mestre e Venezia, la grande unità ha raggiunto il suo compito offensivo e che perciò tutti i reparti dovranno sostare nelle posizioni raggiunte ma  con il compito di rastrellare residue resistenze, raccogliendo e riordinandosi in attesa di ulteriori ordini ”.

E ancora:

si informa il Governo Alleato della non facile situazione determinata dalla presenza in zona di reparti della RSI sbandati. Per  noi inizia un lavoro nuovo e complesso: bisogna far intendere ai patrioti che la guerra è finita e che si dovranno affrontare i nodi politici, sociali e culturali per la ricostruzione della nuova Italia ”.

Il 6 maggio:

ci giunge notizia che «Cremonini» (della divisione Cremona) e altri partigiani, sollecitati dai rispettivi comandi, danno caccia a fascisti e presunti tali. E’ molto difficile intervenire a causa dell’asprezza criminale della condotta nazifascista durante il conflitto. Il nostro compito è di raccomandare l’autodisciplina, di avere rapporti con il CLN e le forze partigiane della regione “.

Gli eventi si succedono incontrollati e velocissimi.

Per una cronologia più completa si veda: http://torino19.splinder.com/post/12096810 .

Il 10 maggio:

Si ricorda che la direttiva del CLN per il nord Italia del 19 aprile è allineata a quella dei comandi Alleati: «annientare il nemico ovunque si trovi» e anche in questo caso la 28° si assume la piena responsabilità degli ordini che le sono stati impartiti!”.

In questo clima di epurazione legalizzata Arrigo Boldrini accenna a “gruppi autonomi ed incontrollati cheagiscono di notte senza rendere conto dell’operato. Occorre ricordare che gli animi sono esasperati; molti partigiani hanno avuto le famiglie massacrate dalle forze nazifasciste e che abbiamo fatto richiesta ai membri del CUMER (Centro Unico Militare Emilia Romagna) di un premio di smobilitazione da assegnare a tutti in aiuto reale alle famiglie dei caduti e dei feriti e chiediamo inoltre il sostegno del Governo a queste nostre richieste“.

 

Il risultato tangibile di queste esortazioni/richieste di autodisciplina porteranno alle sevizie e alla eliminazione di oltre 365 vite umane inermi, arrese, rassegnate ed ignare. Erano soldati e civili.

Ma Bulow non ne parla. Disse che non sapeva nulla. Possibile? Umanamente accettabile? Alla storia non si consegnano chiacchiere ma fatti , deposizioni, testimonianze. E i libri ci sono. Le testimonianze partigiane pure.

Qualcuno, dopo 50 anni ha parlato prima di morire.

Gianfranco Stella è stato assolto nella causa intentata da Arrigo Boldrini per vilipendio alla Resistenza, il 15 luglio 1998.

 

Per par condicio e per onestà si vuole tenere a mente tutti la memoria per garantire la correttezza della “memoria condivisa” (tanto cara a Larussa), al riparo dal lasciapassare dell’antifascismo che sino ad oggi ha concesso e perdonato sin troppo.

piccoli appunti  (per curiosi)

Ulteriori info in:

eroi senza macchia

crimini partigiani provati

crimini partigiani successivi

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2 responses to “il lato oscuro di Bulow (la strage di Codevigo)

  • guido poletti

    vite umane inermi, arrese, rassegnate ed ignare. Erano soldati e civili le vittime del nazifascismo,tantissime stragi dei neri,sono giustificate dall’essere effettuate in tempo di guerra? Mi chiedo se tutti noi avessimo avuto dei parenti uccisi dai fascisti,ed avessimo riconosciuto a guerra appena finita
    i loro esecutori, come avremmo reagito? Pansa e Stella,li invito leggersi l’elenco dei nomi del nazifascismo ed a rifletterci sopra .

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    • team557

      secondo Lei, Pansa e Stella non lo hanno fatto?
      Nella gara delle efferatezze credo che i rossi non siano secondi a nessuno.
      Soprattutto a bocce ferme.
      E questo è ancora più vile.

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