Il 25 luglio poteva essere riscritto.

Il 25 luglio poteva essere riscritto.

 

Lungi da me l’idea di volermi atteggiare a storico; il massimo che posso fare è il riassumere e associare pensieri e concetti da fonti diverse e confrontarli. Io sono solo un collezionista appassionato che, nonostante la quantità di cose visionate e lette, trova ancora qualcosa che lo stupisce e lo rende perplesso. 

Esiste una rivelazione, mai resa pubblica da Franz Pagliani, che il 23 luglio 1943 ci fu un tentativo del gen. Carboni di «vendere» il colpo di Stato militare a Mussolini, che non credette alla sua esistenza. Franz Pagliani, professore di patologia chirurgica all’università di Bologna e Vicesegretario del partito Fascista, aveva stretto amicizia molto confidenziale col gen. Carboni anni prima e soleva tenere diari dattiloscritti con osservazioni sulle Forze Armate italiane, la guerra e la situazione generale del Paese. Questi diari alla sua morte furono ritrovati e, per una serie di ovvi motivi, non furono mai divulgati.

Alla quarta pagina si narra di un incontro trafelato, di fine giugno 43, col Carboni che gli illustra la tragicità della situazione militare dopo lo sbarco militare in Sicilia e di avere disegnato un piano per far rientrare in Italia 70 divisioni (poco meno di un milione e mezzo di soldati), da Tolone ad Atene, per costituire in Italia un grosso blocco, potentemente armato e compatto, tale da tener fronte a Nord e a a Sud ai vari tentativi di invasione (tedesca o alleata).

A questo punto, un po’ di rabbia viene.

Unica condizione indispensabile: illustrare a Mussolini ogni cosa prima della riunione del Gran Consiglio che si sarebbe tenuta tra Sabato e Domenica. Pagliani allora cercò immediatamente Scorza illustrandogli senza reticenze il tema del colloquio; il segretario del Duce, allarmato disse che avrebbe parlato con Mussolini nelle prime ore del pomeriggio. Ore di trepidante attesa. Alle 20 Scorza rientra, pensoso e avvilito. Il Duce gli aveva risposto: ” non fatemi romanzi gialli! “. Di colpo si percepì la gravità del momento e l’ineluttabilità degli eventi.

Qui però, col senno di poi, ci si può domandare come mai tanta delicatezza sia stata usata per domandare un incontro urgente con Mussolini per una questione così fondamentale. So che a quei tempi si aveva ancora l’abitudine ad ubbidire…, ma cazzo! (mi si scusi l’espressione) Si era al 24 luglio mattina; se il Duce si fosse degnato di ricevere il Pagliani si sarebbero potuto sbaraccare tutti i complotti del Gran Consiglio, allarmare e far rientrare 70 divisioni italiane, modificare il morale del Gran Consiglio, cambiare il futuro del fascismo, modificare la coscienza collettiva del momento e salvare un’ infinità di vite umane. Si sarebbe potuto cambiare la Storia. Se solo Scorza avesse insistito un po’ di più… Quello che sbigottisce è la futilità dei motivi, dei contrattempi, dei timori reverenziali nei rapporti umani del Gabinetto Governativo che diventano letali per un Paese proprio nelle ore delle decisioni irrevocabili e fatali.

E’ un po’ come dire che per colpa di una matita caduta per terra non si è scritto un libro!

Eppure…sembra così.

not to forget

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: