Cos’è successo alla Luftwaffe?

All’inizio del 1945, i giorni della “battaglia (aerea) d’Inghilterra” sono molto lontani; giorni nei quali la supremazia della Luftwaffe sembrava minacciare l’esistenza della Gran Bretagna con incessanti bombardamenti sulle città e sui centri di comunicazione. Comunque, al 1° gennaio del ’45 l’aviazione tedesca disponeva ancora di circa 4500 apparecchi di prima linea ma stava concentrandosi sempre più soprattutto sugli apparecchi di difesa. Tanto per fare un confronto di numeri (cosa che ha sempre un certo appeal su di me), gli americani del D-Day ne usarono circa 12.000! (solo quel giorno lì…). In un libro di economia di guerra ho letto che sul finire del ’44 la produzione tedesca mensile di aerei era scesa da 3400 a circa 2600 e questo è un fatto di un certo peso. Qualche testa d’uovo crucco, sapendo delle condizioni critiche di carburante in cui versava la Germania degli ultimi mesi, pensò bene di intensificare la produzione di caccia a reazione che andavano davvero più veloci degli aerei inglesi, ma consumavano un’enorme quantità di carburante, proprio mentre gli alleati martellavano sempre più frequentemente i depositi e le installazioni petrolifere. In quel momento si pensò che si potessero rovesciare i rapporti di potenza aerea con il Messerschmitt 262, a patto che la produzione tenesse il ritmo promesso da A.Speer. Balle!

Ad aprile ’45 la produzione globale raggiunge appena il 15% di quella del ’44 nello stesso mese. Si comincia a vociferare che non ci sia più neanche il carburante sintetico. Ma un altro grandissimo problema affliggeva la Luftwaffe; la mancanza di piloti! Dopo l’insuccesso della battaglia d’Inghilterra ed il susseguente allontanamento di Goering dall’establishment nazista, erano divenuti sempre più rari i corsi per i nuovi piloti, fino a subire una vero e proprio arresto già nel ’43. Comunque, alla fine di febbraio del ’45 il potenziale bellico dell’aria non era più in grado di manovrare. Il resto sono chiacchiere da bar. Gli aerei non si potevano alzare in volo a difesa delle città bombardate (grazie al “moral bombing” voluto da Churchill) perché non avevano né piloti, né benzina. Hitler allora, a quel punto, nomina capo di stato maggiore un certo Koller che,  di sua iniziativa, va da Goering e durante un colloquio, definito poi “molto aperto”, critica aspramente il suo disinteresse per le sorti dell’aviazione e della guerra. Il Maresciallo del Reich, il “ciccione”, sorpreso mentre si stava rifocillando di cioccolata, accetta le critiche e promette come un ragazzino pentito che “si comporterà bene per l’avvenire”. A quel punto ci stava anche una sculacciata! Pazzesco! 

Pochi giorni dopo, ad Essen, durante un bombardamento ad una Flakturme (torre antiaerea), gli Alleati sganciarono anche dei volantini dove c’era scritto: “oggi, con questo bombardamento, abbiamo raggiunto la cifra di 100.000 tonnellate di bombe sulla vostra Germania; buon divertimento!. L’humor inglese qui ebbe una rara efficacia.


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