Archivi del mese: Mag 2010

the Pacific episodio 2

Episodio 2. Meglio. C’è un po’ più di azione (che fa film…) e merita. Effettivamente ero stato forse troppo “trattenuto” con i complimenti, ora mi sono goduto la puntata. Confidiamo nelle prossime.

Nell’area privata del sito. Tutta, compresi tutti gli speciali e bonus. Va mo là! 

Senza tanti Torrent e menate varie ed eterne.


La seconda guerra mondiale a colori

11/05/10 – “La seconda guerra mondiale a colori“; con le sue imponenti operazioni belliche e i milioni di vittime che ha provocato, raccontata interamente attraverso suggestive immagini a colori, restituisce la cruda realtà visiva che abbiamo conosciuto spesso in bianco e nero. E’ un documento di 2 ore veramente apprezzabile anche se di carattere generalistico. Per appassionati.

In realtà, cose a colori ne avevamo già viste; cito a questo proposito: “Wehrmacht” (5 dvd da urlo), “1939-1945” (14 dvd da urlo), “Apocalypse” (5 dvd da urlo), “La guerra del secolo” (10 dvd da urlo), “WWII gli archivi ritrovati” (10 dvd da urlo) e, non ultima, la serie “Americani” (4 dvd), solo per parlare di collane.

Se si vuole avere un’idea più precisa, guardare i trailer. Roba ce n’è. Comunque, anche queste sono 2 ore spese bene. Per vedere.


the Pacific episodio1

E’ disponibile nell’area privata del sito, il primo episodio di “the Pacific” dell ‘HBO.

Voto 8.  Per l’impegno, la realizzazione vista fin qui. Queste miniserie televisive hanno la proprietà di lasciarti sempre sul più bello; ma ci sta. Gli amanti dei film del genere  non possono farsi mancare questa “peperlizia” (perdonate il termine) di regolare sapore americano. Gli eserciti nemici qui fanno sempre la parte dei cioccolatai distratti; ma ci sta. ” Chi paga l’orchestra decide la musica “-, (l’ho già detto citando un generale inglese) e quindi i produttori di Band of Brothers hanno fatto un prodottino di tutto rispetto, diviso in 10 puntate da godersi come una normale serie Tv.

gli arditi e meritevoli double-clickers avranno una luce nuova  è una frase del sito che ricorre spesso che qualcosa dovrebbe dire…Certo, bisogna guadagnarsi l’entrata, ma poi… 



Norimberga: processo al processo

08/05/10 – Pubblicate 2 parti di “Norimberga: processo al processo“; le testimonianze sul dibattito sorto in Germania intorno al Processo di Norimberga e al suo fallimento di fondo.

Sono rimasto abbastanza male. Ho cercato in Google… Norimberga processo al processo e non ho trovato che pochissime immagini (le solite), le solite didascalie internazionali, ma nessun approfondimento. Tutti parlano di filmati, documenti ma, quando clicchi vieni spedito e bombardato da pubblicità di ogni tipo senza trovare minimante ciò per cui eri stato reindirizzato. 

Beh, qui invece c’è un po’ da vedere. 2 ore di roba fitta fitta. Poi ci sono gli altri servizi video sul sito (sempre su Norimberga) e, se hai un po’ di tempo da dedicare, te ne cavi la voglia. Non male per un pirlotto privato.


Se il caso vuole…

prima parte

Per un ordine impulsivo o troppo tardivo migliaia di staffette portaordini sono state falciate da cecchini, da mg42, o intere pattuglie sono state decimate da un suono che in certi film quasi affascina. Niente di nuovo, si dirà, ma se si guarda la vicenda un po’ da più vicino si può carpire la vera fragilità dell’esistenza. Qualcuno TI ORDINA, perché è di grado superiore (ma magari è un imbecille); tu vai perchè sei proprio lì e dopo pochi passi sei solo una piastrina da strappare. E’ allucinante. Magari, quella guerra non è la tua. Ti è solo arrivata una cartolina e per paura dei Carabinieri ti vai a giocare la vita assieme ad altri sfortunati perchè sei stato selezionato abile per il re o la regina e devi tenere alto l’onore della tua patria che ti ha chiamato a difenderla. Casualità. E allora cosa voglio dire? E’ la guerra. Ed è ancora casualità. Decisa da molteplici fattori, ma comunque è ancora sufficientemente tutto frutto della casualità. Io sono qui a scrivere in questo coso, ma se quel tedesco con la bava alla bocca avesse direzionato diversamente il suo ferro in quel 9 settembre 43 a Mostar, dove mio padre era stato inaspettatamente messo agli arresti dai tedeschi, io non sarei qui. Che c’è di strano? Nulla. La casualità. 3 dei sottufficiali  che erano nella stanza con mio padre, più giovani, più speranzosi, più aitanti (si vedono in una foto che ho nel blog, in speciale), sono stati crivellati da un mp40 perchè hanno lievemente accennato ad una reazione. Sono attimi. E’ l’ unica cosa che mio padre mi ha sempre raccontato (in realtà solo 2 volte). Un caso.

Ma sarà capitato anche a migliaia di altre persone, militari e non. Il caso.

seconda parte

Mia madre ha perso in 8 secondi babbo e mamma contemporaneamente sotto il primo bombardamento di Brisighella. Non si è mai completamente ripresa da quell’evento. Allora aveva solo 21 anni. Certo, il proprio istinto di conservazione ti aiuta nell’attimo capitale, ma dopo… tutto non è più lo stesso. Lei ha detto che suo padre, sotto il peso di una trave che gli era crollata addosso (case vecchie in pietra di fiume o poco diverso), ha cercato di dire qualcosa che lei non è riuscita a capire perchè parlava con filo di voce. E non se lo è mai perdonata. Non ha semplicemente …sentito.

Me lo raccontava con gli occhi sbarrati. Un trauma totale. Lei era sotto l’unico arco dell’entrata della casa. La mamma è morta sul colpo. Subito. Ti toglie il fiato sentire una cosa del genere, anche se me la dicono oggi, tra una pubblicità di Totti e un Domenica sportiva. Casualità. Poi si dirà che quel bombardamento ha fatto 83 morti (gli inglesi), che ogni guerra vuole i suoi morti…, che queste cose non interessano più nessuno perchè io ho le rate della casa a cui pensare…, ma intanto la tua vita cambia in 8 secondi. 8. ..azzo!

Poi ci si rifà una vita. Ma se la vedi solo così è uno schifo. E il discorso sulla religione che ti aiuta non lo comincio neppure. Alla fine si ripensa che forse sarebbe stato meglio se…

terza parte

Se ci fosse stata la televisione non saremmo mai entrati in guerra. ma nel 30, nella famiglia di mio padre forse erano tutti fascisti. Perchè lo erano tutti. Lo era il tuo vicino di casa. Il tuo edicolante, il postino che sembrava un militare, l’inquilino del piano disopra. Come facevi ad essere diverso? Entravi in un negozio qualsiasi e se non annuivi nel sentir parlare del Duce ti guardavano male, ti servivano per ultimo e quando non c’era più nessuno. Sennò ti additavano. Ed erano piccoli guai. Facile dire oggi, facendo appello alla coscienza, che bisognava ragionare. Beh, andatelo a dire a chi c’era, se lo trovate ancora.

Ma fino al 1941 di comunisti non ce n’era l’ombra a Faenza. Chi più, chi meno, erano tutti allineati sullo stesso sentiero. E non stento a crederlo. Dopo, è storia. Ricostruzione. Reinserimento in un qualche lavoro, per mangiare. I cittadini erano i più disgraziati, i contadini se la cavavano meglio. I pochi, non toccati dalla guerra erano quasi dei signori, gli altri si arrabattavano come meglio si poteva. Gli IMI (internati militari italiani), quando liberati, tornavano a casa e trovavano solo miseria e distruzione.

Mi hanno anche detto che i miei sono stati presentati a casa di conoscenti allo scopo di matrimonio! Per ripartire. Perchè erano brave persone. Eppoi lo garantivano altre persone e così… in vista! L’ amore non c’entra. Vedi il caso. A me sembra una storia da film, me è così.

Poi si esce; ci si spiega, ci si sente allineati ad un credo comune e poi ci si prova. Ma dai! Si affitta un buco e si riparte. Si è fatto anche così. In base alla casualità.

Ma di molte casualità si sono scoperte le responsabilità. E allora? E allora niente.

quarta parte

Stavo guardando ragionamenti sul processo al processo di Norimberga (guarda un po’ dove vado a finire!) e mi sono ricordato di aver sempre intimamente pensato che i tedeschi hanno pagato troppo poco.

Si; c’è stato il Mega-processo e altri 400 processi minori nei 2 anni a seguire, ma è roba da ridere…Se si pensa alla distruzione di persone e di cose che la guerra ha comportato e ai destini che ha provocato non c’è risarcimento possibile. 

Quando giocavo ai soldatini mi piacevano solo i tedeschi: non c’era gara. Chissà! Più tardi, al tempo della scuola media e quando imparai com’erano andate le cose, dissi: “ma non si può adesso andare in Germania e far fuori tutti, per farsi a pari?”. Mi presero per pazzo. Lo credo bene. Però, però, però così… l’ hanno passata quasi liscia! A parte quella cricca di 20 persone di Norimberga e pochi altri, l’ hanno sfangata meglio di altri…O no?

Prima, il problema era il nero, poi il problema è diventato il rosso e per non turbare gli interessi internazionali si è risolto tutto a tarallucci e vino; in questo modo si sono costruiti gli armadi della vergogna e chi ha avuto ha avuto e chi ha dato, ha dato e basta. I problemi, a quel punto erano già altri. E degli altri. Qui si doveva pensare ad altro.

Comunque non hanno pagato abbastanza. I Tedeschi. E così…allora è gratis. Yalta è stato solo un gioco di società e una specie di mercante in fiera. Io so che degli interessi internazionali, alla gente non gliene frega niente; dei morti in famiglia però sì…; so che leccarsi le ferite fa ancora male, anche dopo tanto tempo, e che andare o non andare in chiesa non cambia le cose. Ahimè!

 N.B  se avete letto fino qui siete dei grandi. Grazie.


Mussolini aveva ragione. forse.

Forse Mussolini aveva ragione. “L’italiano, messo alle strette, o è feroce o è comico”. 

Riparto da qui. Quando ero piccolo sentii dire dai miei vecchi che il re era fuggito. Poi le cose della vita dilatano i tempi fino allo sfinimento, la memoria va a farsi friggere, gli interessi scemano e non se ne è parlato più. Poi la Tv comincia timidamente a mandare qualche documentario, qualche giornalista dice qualcosa, mah, sarà di sinistra…, sarà di destra…; qualcun altro legge qualcosa e, alla fine, si impara a leggere tra le righe.

Sarò meno criptico. Ottenere dettagli, notizie di corridoio non è così facile ed io non ho agganci particolari negli ambienti “alti”, ma mi sono intimamente chiesto:

1° domanda:  ma la crisi dell’ 8 settembre deriva dalla caduta del fascismo o è stata solo semplicemente una colossale “paraculata”? Dico questo perché gli effetti del comportamento dei nostri capi, a seguire, sono davvero letali e con un epilogo tragi-comico!

Cominciamo col dire che, mentre il re stava facendo arrestare Mussolini a Villa Savoia, Badoglio stava opportunamente fischiettando e impegnando il pomeriggio a giocare a bridge! Ok, capisco l’impegno mentale; alla faccia del momento storico! Proseguo col dire che né il comando supremo del generale Ambrosio né tanto meno il re, ossessionato in quei momenti dalla segretezza di stato, avevano minimamente pensato alla reazione tedesca! Ma come? Ma di chi stiamo parlando? di Asterix? o di un altro fumetto? Ma come si può avere tanta leggerezza mentale?

2° domanda: scusa, ma hai firmato il 3 (3 settembre) la resa INCONDIZIONATA a Cassibile; torni a casa a Roma e non pensi ai tuoi militari in giro per il mondo (che fischiettano ignari) a fianco dei tedeschi con la bava alla bocca? O sei un imbecille o sei un “frescone”! Non contento, fai un messaggio in cui dici alla nazione che “le truppe italiane reagiranno ad ogni eventuale attacco proveniente da altra parte”!!! Ma è fantastico! Grazie! Ora, dopo il tradimento, fai anche il sostenuto! Bravo.

Tutti parlano della tragedia di Cefalonia, ma ce ne state diverse altre di probabilmente evitabili se solo tu avessi pensato di telefonare in Grecia, o dove ti pare, avvertendo che avevi cambiato bandiera! o no? Ma cos’è? ti tieni il segreto? Hai avuto 5 giorni di tempo per diramare comunicati, per evacuare, per informare, per salvare!    No.

Ma non basta. Questi nuovi antifascisti della venticinquesima ora sono stati assaliti improvvisamente dalla paura per la propria incolumità fisica da ottenebrare i cervelli facendo dimenticare tutto e tutti; il 12 settembre (4 giorni dopo) si mette in scena il gran finale. Vacanza premio con partenza da Pescara ore 8 – destinazione Brindisi. Bello! “Chi viene? – mah, adesso vediamo…, farei 3 macchine...”- . “Abbiamo predisposto qualcosa per la difesa di Roma?” – “no, no…adesso non c’è tempo per queste cose, mi appena comunicato l’affondamento della corazzata Roma,…adesso non ci rimane più nulla come navi, eh?“. Il re è partito (ho detto il RE). Partito? – “Sì, fa il governo a Brindisi!” –  E’ la tragedia. In 3 giorni, in Italia, vengono inopinatamente catturati dalle armate di Rommel 82 generali, 13 mila ufficiali, 403 mila soldati + quelli in Francia e nei Balcani( circa altri 800 mila). Pochissimo tempo dopo, 600 mila verranno classificati come IMI (internati militari italiani) e portati gentilmente a morire nei lager tedeschi. (tra i tanti anche il mio papà…). Frega niente? “No, grazie, io sono a Brindisi in vacanza!“. Viva il Re!

3° domanda: ma, un po’ di vergogna, no?

L’operazione Eiche, cioè la liberazione di Mussolini da campo Imperatore eseguita, proprio il 12 settembre, da Harald Mors e preparata da Karl Student ( e NON ..Otto Skorzeni, come molti hanno sentito dire) diventa così la molla che lancia la scintilla per la nascita della RSI che a sua volta sarà l’origine della guerra civile e tutto quello che ne è conseguito poi. Ho idea che più tardi, senza Salò la Resistenza sarebbe apparsa solo come una naturale rivolta patriottica nazionale e non sarebbe avvenuta quella lacerazione interna del popolo italiano i cui effetti si sentono ancora oggi, anche se in misura sempre minore.

E pensare che Mussolini voleva solo tornare a Rocca delle Caminate…; invece il 19 febbraio 1944 firmò il famigerato <bando Graziani> col quale si proclamava il richiamo alle armi e che finì come un completo autogol; il 41% dei militi furono renitenti, il 12% disertarono e finirono coi partigiani con armi e bagagli. Proprio nel momento in cui il Duce aveva dato segni di clemenza! Dava impunità a chi tornava tra le sue file anche se era stato in parola coi partigiani! Incredibile! Questo significa essere alla canna del gas! Pena di morte se non torni e pacche sulla spalla se torni! Comico.

Ma l’italiano è stato divertente anche a liberazione avvenuta quando cercava presuntuosamente di diventare anch’egli Alleato dopo il ribaltone…

Con 160 milioni di lire (di allora) si finanziava la nascita della Resistenza: “chi paga l’orchestra stabilisce la musica” avrebbe detto il primo ministro MacMillan, responsabile politico degli Alleati, lo stesso che avrebbe poi suggerito di smontare del tutto le navi italiane all’ancora, come voluto dall’armistizio.

Quelle navi che erano costate all’Italia quasi un occhio della testa…e che ora rischiavano di essere smontate come un giocattolo. Mussolini un giorno disse che per parlare di “mare Nostrum” dovevamo prima avere tante navi da coprire la distanza dalla Sicilia all’Africa senza bagnarsi i piedi!

Invece i piedi ce li siamo poi bagnati in un altro modo…L’italiano sa essere creativo quando vuole!


il mese del rosso porpora

Potrebbe essere il titolo di un film. Ma intanto è vero; o meglio, è stato vero. Questi sono stati i primi giorni, dopo la Liberazione, dove la delinquenza si è fatta strada. Perché è di delinquenza che si deve parlare. Io la vedo così. Anche 65 anni dopo. Ok, c’è da discutere. Ma l’odio di classe dei finti garibaldini non trova spiegazione da nessuna parte e in nessuna aula di dibattimento.

Dirò, che nel tempo ho sentito sottovoce qualcuno parlare di certi fatti del 45… e chi ne parlava conservava lo stesso astio (credo) di quei giorni. Con quel sorriso digrignato fra i denti e con lo sguardo abbassato ma soddisfatto! Esiste ancora qualche luogo che funge da ex-Casa del popolo ove i “rimasti” (che si si conoscono tra di loro) ogni tanto si trovano e mi dicono che ne parlano con un estremo orgoglio; “erano cose che andavano fatte!”. Questo per me è un argomento sensibile. Mi spiego? Tra questi c’era anche qualche <pidocchio rifatto>, qualcuno cioè che aveva improvvisamente cambiato bandiera…

Qualche furbino dell’ultima ora che, per aver salva la vita sua e della sua famiglia, aveva dismesso la divisa della Milizia e indossato 2 stracci e un fazzoletto rosso al collo. Il classico “voltagabbana!”. Come molti era finito anche lui sul ponte della Bastia (verso Filo D’Argenta) e aiutava a conoscere chi passava sul ponte, e se la prendevano con tutti, anche coi preti, con le donne, che dovevano essere moooolto carine per passare indenni dal di lì… con la loro frutta, il pollame , il latte. Non piacevi? beh, se non c’era tanta gente in giro, questi “gappisti” ti infilavano in un casolare vicino (da usare all’uopo) e ti facevano la festa!

Un vecchietto di Ca’ di Lugo (86 anni suonati) ha ancora la nomea di essere stato “uno dal grilletto felice” !!!   ???? Ma siamo matti? Ma cos’è un film di Martin Scorsese? no. E’ vero. Basta leggere. I libri ci sono.

Certo. Se ci vai tu mica te lo dicono così…Comunque non mi stupisco più di niente. Eppoi, l’Emilia è piena di triangoli. A scuola non me la avevano mica detto! Invece siamo pieni di triangoli! Rossi, però! Se ne avete voglia, guardatevi sta puntata di “nodo di sangue“. Poi nel sito ce n’è finché se ne vuole…

03/05/10 – Ancora una serie di testimonianze dirette degli eccidi del dopoguerra nel <triangolo rosso> emiliano dove ancora si parla e straparla del “giustizialismo rosso” che tanto ha inciso nella nostra regione. 

Maggio è un mese che si tinge sempre di rosso…; sul fronte della storia, un po’ di questo rosso è ancora di vergogna.

not to forget.


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