Archivi del mese: aprile 2010

film di guerra (aggiornamento)

 

Cefalonia – di Riccardo Milani, è un film con Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Corrado Fortuna, Jasmine Trinca, Claudio Gioè, Valerio Mastandrea.

Defiance I giorni del coraggio  è un film del 2008 diretto da Edward Zwick, basato su fatti realmente accaduti, raccontati nel romanzo del 1993 Gli ebrei che sfidarono Hitler di Nechama Tec.

Flags of our fathers – è un film del 2006 diretto da Clint Eastwood e scritto da William Broyles Jr e Paul Haggis.

Vincere – è un film storico del 2009, diretto e sceneggiato da Marco Bellocchio, con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi come principali interpreti.

All’orizzonte si prospettano scambi interessanti e rari. State sintonizzati!

ricordo che per gli scambi il contatto è:    team557@tin.it


la lunga campagna d’Italia (di Alberto Caldana)

A gentile richiesta, pubblico la lista delle puntate archiviate su DvD della “Lunga campagna d’Italia” ; ecco le puntate:

   1943 – invasione

   il settembre del ’43

   linea d’inverno

   estate di vittorie

   quei giorni d’aprile

I servizi sono tutti di Alberto Caldana e Manlio Cancogni e sono datati 1965.

Nel percorso di pubblicazione di questa serie sono apparse anche: “battaglia di Roma” ( in 2 DvD), “sbarco di Anzio e la battaglia per Roma“, “Mattatoio Cassino” e “Linea Gotica“.

Trailers disponibili nel sito 557.it

N.B

Ricevo oggi notizia di qualche appassionato intraprendente che si è rivolto direttamente a Raistoria e all’Istituto Luce per ricevere documentari in copia e a domicilio. – “Di qua non esce niente!” – è stato risposto senza fronzoli, e – ” i titoli pubblicati in Tv non sono commercializzati: se vuole può andare sul sito e vedere se ci sono…, buongiorno!” –

Alla faccia della cordialità e della disponibilità! Ci saranno 10 persone in tutta Italia che chiedono informazioni su queste cose di 60anni fa; cosa ti costa fare un DvD per un appassionato? Mah! Se hai problemi, dici cosa costano e magari fai contento un amico! cavolo, sei la Rai, mica TeleCipolla! o no?

qualcuno ha qualche esperienza a supporto?


le repubbliche partigiane

18/04/10 – L’ istituzione della Repubblica di Montefiorino nel 1944, primo esempio di autogoverno dopo la liberazione dal fascismo, l’ istituzione e la caduta della Repubblica dell’ Ossola il 10 settembre 1944 dopo la liberazione e la resa dei tedeschi e l’istituzione e la caduta delle Repubbliche partigiane di Alba, delle Langhe e del Monferrato nell’ estate del 1944 sono 3 reportage di Libero Bizzarri. Di estremo interesse prettamente locale, sono una pietra miliare nel testimoniare l’impegno, le problematiche politiche e umane di quei giorni delle varie popolazioni. Attraverso le interviste si raccontano i momenti e le difficoltà di coesione tra il CLN, i militari e i pensatori, nelle zone dell’Appennino modenese e in particolare MonteFiorino, delle zone di confine con la Svizzera e della Carnia. La serie si chiama: “le repubbliche partigiane” e risale al 1970.


WWII gli archivi ritrovati (la serie)

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16/04/10 – Si conclude oggi la suite <WWII-gli archivi ritrovati> da History channel; la serie che racconta il conflitto mondiale dal punto di vista di chi l’ha vissuto (da quella parte). Il punto di vista americano. Alcuni corrispondenti di guerra raccontano esperienze vissute in prima persona nei giorni del conflitto.

Elenco completo episodi WWII gli archivi ritrovati:

L’ora delle tenebre
Un brusco risveglio
Il fronte italiano
Spiagge insanguinate
Il giorno dei giorni
Punto di non ritorno
Fuoco dal cielo
La gloria insanguinata
Sull’orlo dell’abisso
La fine dei giochi

scrivo 2 righe più che altro per dare una maggiore chiarezza a riguardo di questa serie così decantata che History channel, a proposito, dice:

<World War II è il risultato di un ambizioso progetto che offre una delle più sorprendenti esperienze visive del conflitto. Frutto di un duro lavoro di ricerca durato oltre due anni, ha permesso di riportare alla luce più di 3.000 ore di filmati a colori e in maggioranza inediti, scovati fra archivi, biblioteche e collezioni private, di tutto il mondo e restaurati attraverso le più moderne tecnologie di digitalizzazione>.

Frasi queste che avevo già riportato nell’articolo della scorsa settimana; ora che la serie è stata pubblicata posso dire che confido che ci sia ancora tanta roba inedita da vedere, stando a quello che dicono loro! Non per essere pignolo, ma 3000 ore sono 125 giorni (ho detto giorni… interi) di filmati che non credo che potranno essere mai pubblicati perché non sarebbero televisivamente gestibili. Però, conti a parte, la serie è bella; veramente bella. Giustamente trionfalistica, sensazionalistica, ma bella; fatta bene. Poi è chiaro che univocamente americana…; quando parla del fronte italiano, per esempio, in realtà lo si vede sempre e solo dal punto di vista americano; ma sono cose che ci stanno. Dovendo personalmente scegliere, preferisco di gran lunga <la Guerra del secolo> o <Apocalypse> da NatGeo, senza dimenticare la serie <1939-1945> di RaiStoria; ma il bello, quando possibile, è avere tutto.

nuovo articolo aggiornato in WWII gli Archivi ritrovati. una nota finale

update 2013


WWII gli archivi ritrovati

12/04/10 – Si annuncia una settimana di fuoco. Su History channel sono apparse le prime 2 puntate di questa serie che sembrano la risposta americana a quella tedesca della ZDF/PBS di RaiStoria; “L’ora delle tenebre” e “Un brusco risveglio“. Il collezionista non può farsi mancare questo bundle storico.

Successo d’ascolti negli Stati Uniti, World War II è il risultato di un ambizioso progetto che offre una delle più sorprendenti esperienze visive del conflitto. Frutto di un duro lavoro di ricerca durato oltre due anni, ha permesso di riportare alla luce più di 3.000 ore di filmati a colori e in maggioranza inediti, scovati fra archivi, biblioteche e collezioni private, di tutto il mondo e restaurati attraverso le più moderne tecnologie di digitalizzazione. La serie ripercorre la vita di 12 persone, infermiere, soldati, reporter, la cui esistenza venne sconvolta dalla Seconda Guerra Mondiale. Dall’invasione della Polonia alla guerra in Africa, dallo sbarco in Normandia alle battaglie nel Pacifico: i grandi avvenimenti del conflitto sono ricostruiti attraverso le storie private dei protagonisti e le loro testimonianze impresse sui diari personali. Severamente vietati durante la guerra e rimasti sepolti per decenni, questi testi rappresentano oggi un documento di straordinario valore storico.

Nel primo episodio: 1941, il mondo intero è in piena guerra. L’immigrato Jack Werner si unisce alle truppe statunitensi e il reporter Richard Tregaskis parte con i marines per Guadalcanal.

Nel secondo episodio: l’America si allea con l’Inghilterra contro le forze dell’Asse. Il leader Charles Scheffel accusa le prime perdite e l’infermiera June Wandrey scopre gli orrori della guerra.

La serie promette abbastanza bene. Francamente, me l’aspettavo. E’ chiaro che tra competitors televisivi, si è sempre in corsa per chi si accaparra prima la collana storica di ultima generazione. E dopo la sberla di RaiStoria con quella bellissima Guerra del secolo, History channel non poteva stare a guardare ancora molto… Ok. è gara. Anche perché non puoi durare a fare sempre “la storia del gelato” se ti chiami “History channel..” e qualcosa devi tirare fuori dal cilindro. Ora fanno questi appuntamenti di quasi 2 ore (con la pubblicità) e dalla prospettiva molto americana; strano? no. Almeno in queste prime puntate. Però sono fatte bene: il suono stereo (per chi ci fa caso), immagini restaurate bene e con un bel color-correct. Vedremo. Intanto in questo mese (che è Aprile) i canali avranno tante ricorrenze da evocare.


MonteCassino (2 parole)

11/04/10 – Ecco la versione RaiStoria di “Mattatoio Cassino“. Una delle battaglie più celebrate del secondo conflitto e più inutili. Certo che con il senno di poi si giudica tutto da altre prospettive, ma in quei giorni la propaganda nazista ne trasse un grande vantaggio difronte all’opinione pubblica europea.

Il bello del blog è che ognuno può esprimere la propria opinione liberamente, (evitando spesso il contraddittorio) e parlare di queste cose oggi (dopo oltre 60 anni) è quasi da scemi, me ne rendo conto, ma, dato che sono una appassionato di storia (senza essere né revisionista, né nostalgico), mi va di far ricordare qualche piccolo concetto che sino ad ora è stato poco messo in risalto nei vari documentari. Non ultimo, desidero sgombrare il campo da idee che possono in qualche modo dipingermi di un colore o di un altro. Non sono fascista, non sono nazista, non sono comunista, non sono di sinistra. Mi interessa solo l’argomento. Però mi danno fastidio le eccessive esaltazioni dei vincitori; questo si. Senza fare troppe polemiche.

Queste 2 parole su MonteCassino cominciano intanto col ricordare i numeri delle forze contrapposte:

da parte tedesca, dal 26 luglio 44 in Italia erano in Italia 9 divisioni dislocate nell’Italia settentrionale come forze d’occupazione, 1 divisione (circa 10/15.000 uomini) su Roma e altre 4 nel meridione.

da parte alleata, sul fronte della linea Gustav (poi della linea C e Adolf Hitler) c’era la 5°armata composta da circa 500.000 soldati (avete letto bene: mezzo milione di soldati!) con una superiorità di mezzi raccapricciante e umiliante. Rifornimenti a non finire.

Riassumendo: 500.000 contro 3 divisioni tedesche ( parlo di circa 35.000 uomini) dislocati su un fronte di 350 km circa. Ora, di cosa stiamo parlando? Sto parlando di polacchi,indiani, italiani, magrebini (siriani), inglesi, americani e francesi contro i tedeschi. Ho detto solo 4 amici in tutto. Aggiungiamo circa 70.000 uomini nello sbarco di Anzio e Nettuno da sommare ai 500.000!

Nonostante questo, gli Alleati impiegano circa 14 settimane per fare gli 80 Km che separano Napoli (liberata dall’insurrezione) e MonteCassino. E, per onore di cronaca, alla fine della quarta battaglia, la 5° armata riunita (500.000+70.000) lamentano circa 350.000 perdite. Un successo! Eh? Hanno preso la cima quando l’ultimo battaglione tedesco (i diavoli verdi di Student) ha abbandonato le rovine di Cassino per non essere tagliati fuori nell’aggiramento. Cioè, detta in modo spicciolo, i polacchi e marocchini hanno conquistato la cima quando i tedeschi sono andati via. Bravi!

Le cose stanno così. Vedete voi. Clark entra trionfalmente in Roma vantando un successo epico. A me sembra un vittoria di Pirro!

Con una superiorità imbarazzante di uomini e mezzi volevo vedere che faccia avrebbero fatto Roosvelt e Churchill se avessero fatto brutta figura!

Conclusione. In guerra ci vanno i numeri. L’ho già scritto e lo ridico. I numeri. Tanto meglio se questi sono associati all’ideologia più giusta. Comunque ci vanno i numeri. Alla faccia del fronte secondario!

E, dopo Roma, siamo solo alle soglie della battaglia per Firenze e della linea Gotica.

I protagonisti.

 generale Von Senger

 generale Freiberg


la Linea d’inverno (1943)

10/04/10 – Prosegue <La lunga campagna d’Italia> con “la linea d’inverno“. Dagli stessi autori (Manlio Cancogni, Alberto Caldana-1965) una puntata che arriva all’argomento difficile di Montecassino e a tutte le difficoltà incontrate dagli Alleati. Attacchi e contrattacchi con moltissime perdite e incertezze; questa è la situazione sino al dicembre 1943. 

E comunque non mi sbagliavo. Lo dicevo per scherzo, ma è successo davvero. “Mattatoio Cassino” passa su RaiStoria. Vabbè;  non sono un veggente né un paragnosta: era possibile e televisivamente prevedibile. Nulla di male, per carità! Poi comunque è la degna conclusione di un capitolo troppo importante nella campagna d’Italia. A proposito: voglio dire la mia su questa cosa che ho sentito più volte.

La campagna d’Italia è stato per gli Alleati soltanto un fronte secondario. Lo dicono in molti. Saranno contenti tutte quelle decine di migliaia di morti che sono periti in un fronte secondario! La solita idea di Churchill. Che tra l’altro aveva le sue belle storture! Invece, in base a quello che si può evincere dalla visione di molti documentari e dalla molte testimonianze, il fronte Italiano è stato essenziale per distogliere i tedeschi dai Balcani e moltissimi soldati dalla Francia! Gli inglesi (… sti fenomeni…) avevano appena finito di prendere sberle da tutte la parti ed erano usciti sfiniti dall’Africa. E’ vero che anche i tedeschi erano in calo, ma non così tanto come gli inglesi avrebbero voluto. Lo sbarco in Sicilia lo ha voluto Churchill, ma ci sono andati prima gli Americani (della serie…ARMIAMOCI E PARTITE…) con la loro industria. Non ultimo gli inglesi parlano inglese però sul campo c’erano neozelandesi, sik, gurka e avanti così. Bravi. Se non c’era l’America il Mastino inglese il suo sigaro lo usava in altro modo. E non voglio essere volgare. Ma impegnare 30 o 40 divisioni in Italia non sono affatto noccioline; per di più in un paese notoriamente ostile alla Germania come L’Italia. Vi ricordate (nei film) le scritte: TEDESCO ETERNO NEMICO?! Beh, se non siete d’accordo, guardatevi il documentario, poi ne riparliamo: chi c’era ne parla in modo completamente diverso.

Questa serie del ’65 è bellissima. Sul serio. Di documentari ne ho più di 700 e qualcosina qui posso dirla, senza timore di smentita.


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