se Hitler avesse vinto?

04/04/10 – Per molti versi discutibile, ma comunque apprezzabile, questo appuntamento di RaiStoria con G.Minoli “Se Hitler avesse vinto la guerra?“. Anche se il titolo presuppone un respiro europeo, in realtà il focus della puntata è incentrato quasi unicamente sulla possibile realtà scatenata da un immaginario arresto del Duce prima del 1940 e sulle reazioni del popolo italiano. Qui si dimenticano volutamente le possibili implicazioni europee degli altri stati cobelligeranti, ma il documento è decisamente apprezzabile anche se prende spunto dal libro < La storia fatta con i se > di Robert Cowley o il < Complotto contro l’America > di Philip Roth.

Corrado Augias ha detto: “chi ha detto che con i se non si può fare storia? Non si cambiano gli avvenimenti, questo è certo, ma si può costruire uno scenario alternativo a quello vidimato dalle cronache. Il che non è solo un gioco ma anche un salutare esercizio“. Vero, dico io, tenendo conto però di un panorama politico sufficientemente ampio, aggiungo. Questo perché esistono fattori politico-economici che sicuramente interagiscono con le realtà di altri paesi che indubbiamente, a loro volta, sono influenzati dalle decisioni di altri ancora. Mi spiego. Per esempio, se l’Italia nel ’40 non fosse entrata subito in guerra avrebbe probabilmente provocato uno stato di frustrazione in Hitler che lo avrebbe portato a considerare l’alleanza con l’Italia un problema da risolvere ai fini del piano d’occupazione dei Balcani. In più, aggiungo che sarebbe onesto pensare che Hitler avrebbe quindi pensato di “usare” l’Italia  come collegamento per la campagna d’Africa e quindi si sarebbe potuto pensare ad una specie di annessione totale dell’Asse che avrebbe unito Germania Austria e Italia in un solo blocco. Fantasticherie. Certo.

Oggi è facile dirlo col senno di poi. La Jugoslavia sarebbe stata a guardare in silenzio? Chi lo sa! Certo è che non ci si può limitare ad analizzare comportamenti presunti del popolo italiano di fronte  ad un improvviso ed inatteso quadrumvirato messo al governo per gestire il dopo-Mussolini. Churchill avrebbe reagito in quale maniera alla neutralità italiana? Il discorso qui si fa lungo e gli effetti di una situazione tale sono difficilmente decifrabili in virtù anche degli interessi economici di quei momenti. A mio avviso c’è molto da considerare, forse troppo. Si può prendere in esame uno scenario che prevede una variabile che a sua volta genere altre variabili che interagiscono con le normali reazioni degli attori in campo.

Se il signor Hitler avesse deciso, nella primavera del ’41 dopo la vittoria nei Balcani, ma prima dell’operazione Barbarossa di servirsi di Bulgaria (paese amico dei tedeschi) e della alta Grecia come trampolino per invadere Turchia prima e Russia poi, chi avrebbe potuto fermarlo? Difficile da dire. Nel ’41 la Russia di Stalin era ancora alla frutta…o meglio, si beava ancora del patto firmato con Adolfo 2 anni prima e dormiva…Una mattina si sarebbero svegliati con Adolfo che suonava alla porta di Stalingrado con il latte ancora caldo! Altra storia. E via discorrendo.

Io comunque faccio un plauso per l’impegno a Gianni Minoli per l’impegno di produrre una puntata così desiderosa di suscitare interesse e curiosità; forse sarebbe stato più completo, oltre all’emerito prof. Sabbatucci dell’università La Sapienza di Roma, intervistare anche un nutrito numero di storici e studiosi d’oltralpe; il che avrebbe aiutato a considerare il momento storico ipotetico, soprattutto, dal punto di vista di altri Paesi e altre mentalità spesso così differenti dalle nostre.

NB. ‘Ste cose me le sono giocate un sacco di volte a Risiko.

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