ergo sum/CLN

CLN-6mag1945

didascaliaCln

La politica del C.L.N sarà determinata dai due più grossi partiti. Quello comunista, cui s’accodano socialisti e azionisti e quello democristiano. Il partito comunista ha tro­vato nel CLN uno strumento effi­cace per il suo programma. As­sociare i tedeschi ai fascisti, per­fino nel termine di « nazifascisti », significa spostare la guerra sul pia­no politico. E significherà dopo, col pretesto dell’epurazione, lo smantellamento degli apparati del­lo Stato cosiddetto borghese. Ma i comunisti si aspettano soprattut­to l’occasione della guerra civile. Guerra civile è lo stesso che di­struzione dell’unità morale e dei legami tradizionali della società na­zionale. Una distruzione completa e irreparabile di cui ha bisogno il comunismo per instaurare diretta­mente o gradualmente il suo re­gime. Né la Democrazia Cristiana pensa a opporglisi. I democristia­ni non si prospettano problemi fu­turi. Per mettere definitivamente le basi di un loro potere, son di­sposti sul momento a stringere al­leanza anche coi comunisti. L’in­teresse di eliminare qualsiasi altra forza che li possa preoccupare, co­me quella fascista, è adesso co­mune. Da poco erano arrivati a Roma e già comunisti e democri­stiani si scambiavano complimen­ti. De Gasperi esaltava in un di­scorso « il merito immenso, stori­co, secolare delle Armate organizzate dal genio di Stalin », e trovava che « c’è qual­che cosa d’immensamente simpa­tico, qualche cosa d’immensamen­te suggestivo in questa tendenza universalistica del comunismo rus­so ». (a Roma direbbero… annamo bene!)  Non solo. Ma De Gasperi, in un discorso famoso, sco­priva anche un parente lontano per Marx: « Lassù sull’erta cammina un altro proletario, anch’Egli israe­lita come Marx: duemila anni fa Egli fondò l’ Internazionale! ». Me­no enfatico, ma pieno di amabili­tà e di buoni propositi per gl’idea­li cattolici (e per la stessa Chie­sa) il capo dei comunisti, Togliat­ti, ricambiava le cortesie democri­stiane. Sotto, però, manovrava già il suo partito per impegnare quel­lo di De Gasperi nei prossimi av­venimenti del Nord.

Per l’Alta Italia

CLN-assumePer il Nord si costituirà un Co­mitato di Liberazione Nazionale Al­ta Italia, emanazione del CLN di Roma. Il CLNAI sarà clandestino perché « in territorio occupato dal­le forze nazifasciste », e autonomo per la « interruzione di rapporti » con Roma. Il CLNAI sarà anche l’unico organo di governo nei cen­tri occupati di volta in volta dagli « alleati ». Il 30 agosto ‘44 esso di­ramava una circolare ai Comitati dipendenti, specificando di essere stato «delegato » dal R. Governo, di cui si qualificava rappresentan­te. La circolare parlava di « mo­bilitazione delle più larghe masse popolari », di «basi di una demo­crazia profondamente legata al po­polo », di «organismi di massa e di combattimento » e perfino di or­ganizzazione cellulare <i CLN di fab­brica e di azienda>; insomma, la preparazione a un regime dove già si risentiva l’influenza del partito comunista.
Successivamente, in un suo or­dine del giorno del 3 dicembre ‘44, a proposito della crisi Bonomi, il CLNAI afferma « esplicitamente che sino alla riunione della Costi­tuente i Comitati (CLN) sono l’unica rappresentanza legittima del popolo ». Pertanto si nega che « qualsiasi autorità ed anche la Co­rona, possa legittimamente appel­larsi a gruppi camarille estranei ai Comitati dei quali, soltanto, il Governo dev’essere emanazione ». Evidente che la Corona si trovava già bloccata; e così ogni manife­stazione di altre situazioni politi­che estranee al Comitato, che fini­rà con l’essere manovrato dai due più grossi partiti, comunista e de­mocristiano.
Per il territorio della Repubblica Sociale in previsione di un’ avan­zata « alleata» s’era già compila­to un tipo di bando per l’assunzio­ne graduale dei poteri derivanti da tre autorità, R. Governo, CLN, e quella non nominata ma onnipo­tente degli <alleati ». Il bando pre­cisava attribuzioni e giurisdizione dei nuovi organi, tra cui il coman­do sulle forze armate in quanto già dipendenti dal Corpo Volonta­ri della Libertà, e la istituzione di Commissioni di giustizia.

partigianiCVLLe formazioni « partigiane » ave­vano trovato il loro inquadramen­to nel CVL (Corpo Volontari della Libertà) costituito dal giugno ‘44 con un rappresentante del R. Go­verno, il generale R. Cadorna, e definitivamente organizzato nel no­vembre con comandante generale il gen. Cadorna e vice comandanti i signori prof. Ferruccio Parri (Maurizio) e Longo Luigi (Gallo), già membro a Mosca del Komin­tern e commissario politico di «bri­gate » rosse nella guerra di Spagna. Oltre i fondi rimessi dal R. Go­verno e quelli raccolti o offerti da privati, il CLNAI ebbe un regolare finanziamento da parte degli « al­leati ». La convenzione con le mo­dalità fu firmata l’8-12-’44 dal gen. M. Wilson, per il Comando Supre­mo « alleato » e dai signori Longhi (A. Pizzoni), Maurizio (F. Parri), Mare (G.C. Pajetta) per il CLNAI. In essa il CLNAI s’impegnava col suo Comando Militare ad « agire per conto del Comando Supremo alleato » e ne riceveva una sovven­zione mensile di 60 milioni di lire, per le esigenze delle formazioni « partigiane » del Nord.
Circa l’attività dei CLN man ma­no che si istituivano, è superfluo fare riferimenti. Qui si ricorda so­lo la particolare evoluzione politica che essi rappresentarono per tutto il paese. Il 29 marzo ‘45 un rappre­sentante del Governo di Roma (il sottosegretario di Stato per l’« Ita­lia occupata ») s’incontrò segreta­mente a Milano con i capi del CLNAI. Fu specificata la nuova or­ganizzazione governativa che nel­l’Italia « liberata » si sarebbe im­perniata tutta sul CLNAI. In quel­l’occasione i partiti del CLNAI di­chiararono al rappresentante di Roma che non intendevano « nè rinunciare, nè modificare il loro principio relativamente alla posizione del CLN nel quadro della rinnovata democrazia italiana ».

La prima legislazione del CLNAI

In quanto ai provvedimenti « ri­voluzionari » del CLNAI (ometten­do quelli terroristici o di somma­ria « giustizia popolare ») si regi­strano qui i decreti e le disposizio­ni più notevoli.
Decreto del 4 dicembre ‘44, con cui il CLNAI « istituisce un’imposta straordinaria di guerra ed incarica i CLN regionali di prendere imme­diatamente tutte le misure neces­sarie per riscuoterla »: sono tas­sabili le persone facoltose,  i mo­rosi, considerati « traditori », so­no « deferiti agli organi di giustizia dei patrioti per una esemplare ap­plicazione nei loro confronti di tut­te quelle sanzioni punitive che gli organi stessi riterranno del caso ».
Decreto del 14 dicembre, con cui si proibisce di pagare tasse, impo­ste, penalità ecc, nel ‘territorio del­la R. S.I., come s’inibisce agli uffici di Registro, Bollo, Esattoriali, di Tesoreria ecc. ogni servizio rela­tivo.
Bando circa la costituzione e il funzionamento dei tribunali di guerra, più noti come tribunali del popolo. Dal bando emanato dal CVL, Comando Militare Piemonte­se, in data 15-4-’45, si rileva che:
a)    …i ministri di Stato, i sottose­gretari di Stato, i prefetti, i segre­tari federali — in carica dopo l’8 settembre ‘43 — son già tutti con­dannati a morte per intesa col nemico e opera diretta a colpire le Forze Armate del Governo legitti­mo. Di conseguenza, sarà per que­sti sufficiente l’accertamento del­la identità fisica per ordinarne la esecuzione capitale; b) …sarà suf­ficiente stabilire l’appartenenza ecc. a Brigate Nere, « Muti », «Decima Mas », SS italiane, « Cacciatori de­gli Appennini », Milizie speciali in­dossanti la camicia nera ecc. per pronunziare condanna all’esecu­zione capitale che dovrà avere im­mediata esecuzione senza diritto ad inoltrare domanda di grazia; c) per i direttori della stampa fasci­sta dopo l’8 settembre ‘43 «per aver favorito le forze nazifasciste ecc. »sarà pronunziata e fatta eseguire immediatamente la sentenza capi­tale.
Direttive del 16 aprile ‘44, riguar­danti l’« insurrezione »: essa si ef­fettuerà — come è noto — dopo che le Forze Armate tedesche si so­no arrese e dopo che quelle fasci­ste sono costrette a deporre le ar­mi. Criterio ispiratore, quello della « direttiva insurrezionale n. 16 » del P.C.I. del 10 aprile, che consi­gliava «quanti più esempi è pos­sibile di gerarchi, di nazifascisti, di alti funzionari, di dirigenti col­laborazionisti, abbattuti dal piom­bo giustiziere dei patrioti ».
Bando del CLNAI di Milano, da­tato 25 aprile ‘45, con la premessa:
« Il CLNAI delegato del Governo italiano ecc. ». Stato di eccezione, facoltà di perquisizione, requisizio­ne e arresti, campi di concentra­mento, tribunali di guerra, esecu­zione sommaria sul posto per i contravventori agli ordini del ban­do ecc., questi sono i principali ar­ticoli. Il CLNAI assume col bando « tutti i poteri civili e militari »(vedi sopra), nell’orbita però delle autorità « al­leate » di occupazione.

CLN-Mi-ultimoatto

CLN-Mi-UltimoAtto

Il Comitato governa

Non passano ventiquattr’ore dal primo bando di governo, e il CLNAI, in vista di un rimaneggia­mento del Governo centrale, dopo la « liberazione », chiede per sé — con un o.d.g. del 26 aprile — i mi­nisteri-chiave, a nome delle «mas­se lavoratrici e partigiane ».
Intanto (sempre a parte l’elimi­nazione fisica di alcune centinaia di migliaia di avversari, argomento che esula da questo cenno storico), si cominciano ad eliminare i residui della Repubblica Sociale Ita­liana.
Il CLNAI, rappresentante di « masse lavoratrici » comincerà col decretare (26 aprile ‘45) l’abroga­zione della socializzazione e dei re­lativi decreti legislativi del Gover­no fascista. E ciò, « considerando l’alta sensibilità politica e nazio­nale delle maestranze » e il « carat­tere antinazionale e demagogico della pretesa socializzazione fasci­sta ». Le aziende vengono così re­stituite come prima ai « responsa­bili tecnici della produzione » ossia ai padroni (art. 5 del decreto).
Come poi il « vento del nord », riuscito a spazzar via la Monarchia, si perderà per i corridoi dei mini­steri di Roma e come lì si com­batterà la battaglia tra i due ge­renti del CLNAI, Partito Comuni­sta e Democrazia Cristiana, que­sto farà parte della storia di dopo. La storia del Nord, quella dei CLN, continuerà per dei mesi se­condo le direttive stabilite. Le qua­li potevano riconoscersi già nella chiusa del manifesto con cui il CLNAI diede notizia al popolo del­l’assunzione dei poteri.
Avvertiva la chiusa che chi vi avesse contrastato «sarebbe stato trattato come nemico della patria e come tale sterminato ». Le firme erano di Luigi Longo (Gallo) del P.C.I.; di Emilio Sereni, del P.C.I.; di Ferruccio Parri, del P. d’A.; di Leo Valiani, del P. d’A.; di Achille Marazza, della D.C.; di Augusto De Gasperi, della D..C.; di Giustino Ar­pesani, del P.L.; di Filippo Jacini, del P.L.; di Rodolfo Morandi, del P.S.I.U.P.; e di Sandro Pertini, del P.S.I.U.P.
Il manifesto portava la data:
« Dal palazzo della prefettura, 24 aprile 1945 ». Inconvenienti dei ma­nifesti preparati prima. Perché il 24 Mussolini non se n’era andato ancora dalla prefettura di Milano. Se ne andò il 25 pomeriggio.   (ndr. poi ne fu cambiata la data e riaffissovedi sopra)

.

estarttoB.S

.

.

avatar185solo

Annunci

Informazioni su team557

storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra. Vedi tutti gli articoli di team557

2 responses to “ergo sum/CLN

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: